Fibroma uterino

29 agosto 2017

Fibroma uterino



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Definizione


Tumore benigno composto da tessuto muscolare e fibroso che si sviluppa nella parete dell'utero. Il fibroma può essere localizzato all'interno della parete (intramurale) oppure sporgere nella cavità uterina, a volte restando sospeso attraverso un sottile peduncolo (extramurale).

Cause


Non sono note le cause specifiche della formazione dei fibromi. Si ritiene che la loro crescita dipenda dalla stimolazione ormonale del tessuto uterino: spesso infatti aumentano di volume a seguito della somministrazione di estrogeni e durante la gravidanza. Inoltre, mentre tendono ad aumentare di volume durante il periodo fertile della donna, difficilmente compaiono prima dei 20 anni, mentre dopo la menopausa tendono a ridursi in numero e volume. Spesso è presente più di un fibroma.

Sintomi

La sintomatologia dipende dalle dimensioni e dalla sede dei fibromi; spesso non provocano alcun sintomo. I grandi fibromi possono causare mestruazioni dolorose (dismenorrea), con flusso più abbondante del normale (menorragia), più raramente metrorragie, sensazione di peso e gonfiore localizzato all'addome o alla pelvi. Spesso è presente il bisogno di urinare più di frequente. I fibromi peduncolati possono torcersi, causando un dolore intenso e improvviso. Il dolore può anche essere il sintomo di una evoluzione tumorale maligna. Raramente i fibromi hanno conseguenze negative per la fertilità, a meno che non siano tali da ostruire le tube di Falloppio o rendere difficile l'impianto dell'ovulo fecondato.

Diagnosi

Il medico può rilevare la presenza dei grossi fibromi all'esplorazione vaginale. La conferma viene però dall'indagine ecografica, per via normale o transvaginale. Nel caso si sospetti la presenza di un tumore maligno si ricorre all'isteroscopia (esame condotto con un endoscopio inserito per via vaginale), con eventuale biopsia della formazione.

Cure

In molti casi non è necessario nessun trattamento, se non il controllo periodico dell'evoluzione delle lesioni. La terapia farmacologica può ridurre solo temporaneamente il fibroma o arrestare le perdite di sangue ed è basata sull'uso di FANS, progestinici, danazolo o farmaci (agonisti del GnRH) che interrompono la produzione di estrogeni, inducendo una sorta di menopausa artificiale. Il trattamento chirurgico consiste nella rimozione del solo fibroma (miomectomia), eseguibile oggi anche per via endoscopica, o, solo nei casi di invasione più imponente, dell'intero utero (isterectomia). Sono anche disponibili nuove tecniche di distruzione dei fibromi (miolisi, criomiolisi, embolizzazione dell'arteria uterina), i cui risultati a lungo termine sono ancora da verificare.

Cure complementari

Per il controllo dei sintomi la fitoterapia propone Mitchella repens, ad azione antinfiammatoria. Tra i rimedi omeopatici si segnalano Aurum muriaticum, Lachesis, Lapis albus.

Alimentazione

I sanguinamenti uterini possono indurre anemia: importante quindi assumere adeguate quantità di ferro, vitamina B12 e acido folico. La migliori fonti alimentari di ferro sono le carni rosse, in quanto il ferro contenuto nei vegetali è meno facilmente assimilabile. Fonti di vitamine del gruppo B sono le carni, i latticini e i legumi.


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