Carteabak

26 gennaio 2021

Carteabak


Condividi su FacebookCondividi su LinkedInCondividi su Twitter


Cos'è Carteabak (carteololo cloridrato)


Carteabak è un farmaco a base di carteololo cloridrato, appartenente al gruppo terapeutico Antiglaucoma. E' commercializzato in Italia da Thea Farma S.p.A.

Confezioni e formulazioni di Carteabak disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Carteabak disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Carteabak e perchè si usa


  • ipertensione oculare
  • glaucoma cronico ad angolo aperto

Indicazioni: come usare Carteabak, posologia, dosi e modo d'uso


Uso oftalmico

Posologia

1 goccia, due volte al giorno.

Si consiglia di iniziare la terapia somministrando, nell'occhio affetto, una goccia del collirio alla più bassa concentrazione, CARTEABAK 1% due volte al giorno.

Nel caso in cui la risposta terapeutica fosse insufficiente, è consigliabile ricorrere al CARTEABAK 2%.

La risposta al collirio a base di carteololo, potrebbe impiegare diverse settimane per stabilizzarsi, quindi la pressione intraoculare dovrebbe correggersi approssimativamente dopo quattro settimane dall'inizio del trattamento, e il monitoraggio dovrebbe continuare per tutta la durata del trattamento.

Una volta che la pressione intraoculare venga mantenuta a valori soddisfacenti, in alcuni pazienti si può ricorrere a una terapia con un'unica dose giornaliera.

Se l'oftalmologo lo ritiene necessario, il collirio a base di carteololo può essere associato a uno o più farmaci anti-glaucomatosi (per somministrazione locale e/o sistemica).

Tuttavia, la somministrazione combinata di due colliri beta-bloccanti, non è consigliata (vedere paragrafo 4.4).

Se viene utilizzato un trattamento concomitante con altri colliri, la loro somministrazione deve avvenire con un intervallo di 15 minuti.

Trasferimento da una terapia precedente:

Quando il collirio a base di carteololo viene utilizzato in sostituzione di un altro collirio anti-glaucomatoso, quest'ultimo deve essere sospeso dopo un intero dosaggio giornaliero e il collirio a base di carteololo deve essere somministrato a partire dal giorno successivo, con un dosaggio di una goccia di soluzione all'1% nell'occhio affetto due volte al giorno.

Se la risposta clinica è inadeguata, si consiglia di utilizzare la soluzione al 2%.

Se il trattamento con il collirio a base di carteololo sostituisce un'associazione di farmaci antiglaucomatosi, si deve sospendere solo un farmaco alla volta.

Quando il collirio a base di carteololo va a sostituire un collirio miotico, una volta che gli effetti del miotico sono scomparsi, può essere necessario il test di rifrazione.

La prescrizione medica deve essere associata ad un monitoraggio della pressione intraoculare, soprattutto dopo l'inizio del trattamento.

Popolazione anziana

Esiste una vasta esperienza per quanto riguarda l'uso dei colliri a base di carteololo in pazienti anziani. Il dosaggio consigliato, sopra riportato, riflette gli studi clinici derivati da questa esperienza.

Popolazione pediatrica

Non sono stati condotti studi clinici con questi colliri su bambini prematuri, neonati o bambini. L'uso di questi colliri non è quindi raccomandato in questi pazienti.

Modo di somministrazione

Chiudendo il canale nasolacrimale, o chiudendo le palpebre per 2 minuti, l'assorbimento sistemico è ridotto. Questo potrebbe portare ad una diminuzione degli effetti indesiderati sistemici e ad un aumento dell'attività locale.

È importante seguire le istruzioni riguardanti l'utilizzo di questo prodotto:

I pazienti dovrebbero essere istruiti a:
  • Lavarsi accuratamente le mani prima di utilizzare il prodotto.
  • Evitare il contatto della punta del contenitore con l'occhio o le palpebre.
  • Chiudere il flacone dopo l'uso.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Carteabak


  • Ipersensibilità al principio attivo (carteololo) o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Malattia reattiva delle vie aeree tra cui asma bronchiale o una storia di asma bronchiale, grave broncopneumopatia cronica ostruttiva.
  • Bradicardia sinusale, sindrome del seno malato, blocco seno-atriale, di II° e III° grado non controllato con pacemaker.
  • Evidente insufficienza cardiaca, shock cardiogeno.
  • Feocromocitoma non trattato.
  • Associazione con floctafenina (vedere paragrafo 4.5).
  • Associazione con sultopride (vedere paragrafo 4.5).

Carteabak può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

Non vi sono dati adeguati per l'utilizzo di carteololo in donne in gravidanza. Il carteololo non deve essere usato durante la gravidanza se non strettamente necessario. Per ridurre l'assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

Gli studi epidemiologici non hanno rivelato effetti di malformazione ma mostrano un rischio di rallentamento della crescita intrauterina, quando i beta-bloccanti vengono somministrati per via orale. Inoltre, i segni e sintomi di beta blocco (es. bradicardia, ipotensione, problemi respiratori e ipoglicemia) sono stati osservati nel neonato quando i beta-bloccanti sono stati somministrati fino al parto. Se CARTEABAK viene somministrato fino al parto, il neonato deve essere attentamente monitorato durante i primi giorni di vita.

Allattamento

I beta-bloccanti sono escreti nel latte materno. Comunque, alle dosi terapeutiche di Carteololo nei colliri, è improbabile che la quantità presente nel latte materno sia sufficiente per produrre sintomi clinici di beta-blocco nel neonato. Per ridurre l'assorbimento sistemico vedere paragrafo 4.2.

Quali sono gli effetti indesiderati di Carteabak


Come per altri farmaci oftalmici per uso topico, il carteololo viene assorbito nella circolazione sistemica. Ciò può causare effetti indesiderati simili a quelli osservati con agenti beta-bloccanti sistemici. L'incidenza di reazioni avverse sistemiche dopo somministrazione topica oftalmica è inferiore a quella relativa alla somministrazione sistemica. Le reazioni avverse elencate comprendono le reazioni viste all'interno della classe dei beta-bloccanti oftalmici.

Disturbi del sistema immunitario:

Le reazioni allergiche sistemiche comprendono angioedema, orticaria, eruzione cutanea localizzata e generalizzata, prurito, reazioni anafilattiche.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Ipoglicemia

Disturbi psichiatrici:

Insonnia, depressione, incubi, perdita di memoria.

Patologie del sistema nervoso:

Sincope, accidente cerebrovascolare, ischemia cerebrale, aumento dei segni e dei sintomi della miastenia gravis, capogiri, parestesia e mal di testa.

Patologie dell'occhio:

Segni e sintomi di irritazione oculare (ad esempio bruciore, prurito, lacrimazione, arrossamento), blefarite, iperemia congiuntivale, congiuntivite, cheratite, visione offuscata e distacco della coroide dopo chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4), diminuzione della sensibilità corneale, secchezza degli occhi, ptosi, erosione corneale, diplopia, alterazioni della rifrazione (dovute in alcuni casi alla sospensione della terapia miotica).

Patologie cardiache:

Bradicardia, dolore al petto, palpitazioni, edema, aritmie, insufficienza cardiaca congestizia, blocco atrio-ventricolare, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca, claudicazione.

Patologie vascolari:

Ipotensione, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Broncospasmo (prevalentemente in pazienti con pre-esistente broncospasmo), dispnea, tosse.

Patologie gastrointestinali:

Disgeusia, nausea, dispepsia, diarrea, bocca secca, dolori addominali, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Alopecia, eruzione psoriasiforme o esacerbazione della psoriasi, esantema della cute.

Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo:

Mialgia, lupus eritematoso sistemico.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella:

Disfunzioni sessuali, diminuzione della libido, impotenza.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Astenia/affaticamento.

Esami diagnostici:

Anticorpi antinucleo positivi

Molto raramente sono stati riportati casi di calcificazioni corneali in associazione con l'uso di colliri contenenti fosfati in alcuni pazienti con significativi danni corneali.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette.

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione al sito www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

Tags:

Farmaci:
Ultimi articoli
Seguici su:

Seguici su FacebookSeguici su Youtube
Farmacista33Doctor33Odontoiatria33Codifa