Didrogyl

11 agosto 2020

Didrogyl




Didrogyl è un farmaco a base di calcifediolo, appartenente al gruppo terapeutico Vitamine D. E' commercializzato in Italia da Bruno Farmaceutici S.p.A..


Confezioni e formulazioni di Didrogyl (calcifediolo) disponibili e foglietto illustrativo


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A cosa serve Didrogyl (calcifediolo) e perchè si usa


DIDROGYL è indicato nei bambini per il trattamento:

  • dell'ipocalcemia del neonato, prematuro o immaturo;
  • dell'ipocalcemia da corticoterapia, da ipoparatiroidismo idiopatico, da anticonvulsivanti;
  • del rachitismo carenziale con ipocalcemia, rachitismo vitamino-resistente;
  • dell'osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata.  
DIDROGYL è indicato negli adulti per il trattamento:

  • dell'osteomalacia nutrizionale (da carenza o malassorbimento), osteomalacia da anticonvulsivanti;
  • dell'osteoporosi con componente osteomalacica, osteoporosi post-menopausale;
  • dell'osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata;
  • dell'ipocalcemia da affezioni epatiche;
  • dell'ipoparatiroidismo idiopatico o post-operatorio;
  • della spasmofilia da carenza di vitamina D.



Come usare Didrogyl (calcifediolo): posologia, dosi e modo d'uso


Posologia

Popolazione adulta

Sotto controllo della calciuria e della calcemia, secondo le precauzioni successivamente indicate:

  • osteomalacia da carenza o malassorbimento o da anticonvulsivanti, osteoporosi con componente osteomalacica, osteoporosi post-menopausale, osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata, ipocalcemia da ipoparatiroidismo idiopatico o post-operatorio, da affezioni epatiche: 10-25 gocce e più al giorno;
  • spasmofilia: 10 gocce al giorno (ridurre eventualmente secondo la calciuria a 3 gocce al giorno, o a 10 gocce alla settimana) in cicli terapeutici di 2-3 mesi, da ripetere al bisogno (Klotz); oppure 30 gocce al giorno, con aggiunta di fosfato (1 g al mattino) e di magnesio (200 mg la sera) per 6 settimane, da ripetere da 3 a 4 volte all'anno (Hioco). Per la spasmofilia, in assenza di risposta terapeutica, non si faranno più di due cicli terapeutici; allo stato attuale delle conoscenze la durata totale del trattamento non dovrebbe superare i 2 anni.
Popolazione pediatrica

Sotto il controllo della calciuria e della calcemia, secondo le precauzioni successivamente indicate:

  • ipocalcemia del neonato, prematuro o immaturo: 1 o 2 gocce al giorno per 5 giorni, in associazione con una calcioterapia;
  • rachitismo carenziale con ipocalcemia: 4-10 gocce al giorno, a seconda dei segni clinici e biologici, in associazione con una calcioterapia;
  • rachitismo vitamino-resistente: 30-60 gocce al giorno, a livelli progressivi in funzione dei risultati biologici (calcemia, calciuria, fosforemia) e clinici;
  • osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata: 4-15 gocce e più al giorno;
  • ipocalcemia da corticoterapia, da ipoparatiroidismo e da anticonvulsivanti: 5-20 gocce al giorno.
Modo di somministrazione

Per ottenere un dosaggio esatto delle gocce, si tenga il flacone capovolto verticalmente sopra ad un bicchiere. Va assunto in un poco d'acqua, di latte o di succo di frutta. Oltre le 20 gocce, frazionare la posologia giornaliera in due o tre assunzioni.



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Didrogyl (calcifediolo)


Ipersensibilità alla vitamina D o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Donne in periodo di allattamento.    

Ipercalcemia.



Didrogyl (calcifediolo) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Fertilità

Studi condotti su animali, hanno dimostrato un ruolo anti-infiammatorio della vitamina D in molti tessuti, anche nella placenta.

Gravidanza

Studi condotti sulla somministrazione di Vit. D durante la gravidanza dimostrano un effetto vantaggioso sul neonato (aumento dello sviluppo mentale e psicomotorio) e sull'infanzia e l'età adulta (minor rischio di fratture del polso, del braccio e della clavicola). Tuttavia, non esistono studi che permettano di precisare una dose specifica. Durante la gravidanza non prescrivere dosi elevate.

Allattamento

Studi condotti sulla Vit. D durante l'allattamento ne confermano l'effetto benefico sul lattante.

Non sono stati condotti studi specifici sul calcifediolo. In mancanza di evidenze scientifiche l'uso del medicinale è controindicato durante l'allattamento. 



Vedi patologie correlate:



Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico




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