Flantadin

22 gennaio 2021

Flantadin


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Cos'è Flantadin (deflazacort)


Flantadin è un farmaco a base di deflazacort, appartenente al gruppo terapeutico Corticosteroidi. E' commercializzato in Italia da Teofarma

Confezioni e formulazioni di Flantadin disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Flantadin disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Flantadin e perchè si usa


Insufficienza corticosurrenalica primaria e secondaria (da solo o in associazione con mineralcorticoidi).

Malattie reumatiche: artropatia psoriasica, artrite reumatoide, spondilite anchilosante, artropatia gottosa acuta, osteoartrite post-traumatica, borsite acuta e subacuta, tenosinovite acuta non specifica, epicondilite.

Malattie del collageno: lupus eritematoso sistemico (LES), cardite reumatica acuta (reumatismo cardiaco), dermatomiosite sistemica (polimiosite).

Malattie dermatologiche: pemfigo, dermatite erpetiforme bollosa, eritema polimorfo grave (sindrome di Stevens-Johnson), dermatite esfoliativa, micosi fungoide (linfoma cutaneo), psoriasi grave, dermatite seborroica grave.

Stati allergici: rinite allergica stagionale o permanente, asma bronchiale, dermatite da contatto, dermatite atopica, malattia da siero, iperreattività ai farmaci.

Malattie respiratorie: sarcoidosi sintomatica, berilliosi, tubercolosi polmonare fulminante o disseminata (in associazione con appropriata chemioterapia), polmonite da aspirazione.

Malattie oculari (processi infiammatori e allergici gravi, acuti e cronici): ulcere allergiche corneali marginali, herpes zoster oculare, infiammazione del segmento anteriore del globo oculare, coroidite e uveite diffusa posteriore, oftalmite simpatica, congiuntivite allergica, cheratite, corioretinite, nevrite dell'ottico, irite, e iridociclite.

Disordini ematologici e malattie ematologiche ad evoluzione maligna: piastrinopenia secondaria dell'adulto, anemia emolitica autoimmune, eritroblastopenia, anemia congenita ipoplastica; morbo di Hodgkin, linfomi non-Hodgkin, leucemia linfatica cronica, leucemia acuta dell'infanzia, etc.

Stati edematosi: sindrome nefrosica idiopatica o secondaria a LES.

Malattie gastrointestinali: colite ulcerativa, enterite regionale.

Indicazioni: come usare Flantadin, posologia, dosi e modo d'uso


Il dosaggio giornaliero iniziale nell'adulto può variare da 6 a 90 mg, in considerazione della gravità e dell'evoluzione della malattia specifica da trattare.

Il dosaggio iniziale dovrà essere mantenuto o modificato fino ad ottenere una soddisfacente risposta clinica. È importante sottolineare che il fabbisogno corticosteroideo è variabile e quindi la posologia deve essere individualizzata tenendo conto della malattia e della risposta terapeutica del paziente.

Poiché gli effetti indesiderati dei corticosteroidi sistemici, compresa la soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrenale (HPA), dipendono dalla dose e dalla durata, i pazienti devono essere trattati per la più breve durata di tempo alla dose minima clinicamente necessaria

Modo di somministrazione

È consigliabile assumere la dose giornaliera di FLANTADIN in una singola somministrazione, al mattino, insieme a piccole quantità di cibo.

Flantadin 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione: il contagocce della sospensione eroga in media mg 1 di Deflazacort per goccia.

AGITARE IL FLACONE PRIMA DELL'USO E DILUIRE LA SOSPENSIONE, IMMEDIATAMENTE PRIMA DELLA SOMMINISTRAZIONE, IN ACQUA ZUCCHERATA O IN BEVANDE NON ADDIZIONATE DI ANIDRIDE CARBONICA.

Modalità di sospensione di Flantadin

Nei pazienti che hanno ricevuto dosi di corticosteroidi sistemici più che fisiologiche (circa 9 mg al giorno o equivalenti) per più di 3 settimane, la sospensione non deve essere brusca. In che modo deve essere effettuata la riduzione della dose dipende in gran parte dalla probabilità che la malattia si ripresenti, quando la dose dei corticosteroidi sistemici viene ridotta. La valutazione clinica dell'attività della malattia può essere necessaria durante la sospensione. Se non vi sono probabilità che la malattia recidivi con la sospensione del corticosteroide sistemico, ma c'è incertezza circa la soppressione dell'asse HPA (asse ipotalamo, ipofisi, surrene) la dose di corticosteroidi sistemici può essere ridotta rapidamente a dosi fisiologiche. Una volta raggiunta una dose giornaliera equivalente a 9 mg di deflazacort, la riduzione della dose dovrebbe essere più lenta per consentire all'asse HPA di recuperare.

La sospensione improvvisa del trattamento sistemico del corticosteroide, che è stato continuato fino a 3 settimane, è appropriata se si ritiene che non sia probabile che la malattia recidivi. La riduzione rapida della dose fino a 48 mg al giorno di deflazacort, o equivalente per 3 settimane, è improbabile che porti ad una soppressione dell'asse HPA clinicamente rilevante nella maggior parte dei pazienti. Nei seguenti gruppi di pazienti, la sospensione graduale della terapia sistemica del corticosteroide deve essere presa in considerazione anche dopo trattamenti di durata inferiore a 3 settimane:
  • Pazienti che hanno ripetuto trattamenti di corticosteroidi sistemici, in particolare se assunti per più di 3 settimane.
  • Quando un trattamento breve è stato prescritto entro un anno dalla cessazione della terapia a lungo termine (mesi o anni).
  • Pazienti che possono avere motivi di insufficienza adrenocorticale, oltre quelli della terapia corticosteroidea esogena.
  • I pazienti che ricevono dosi di corticosteroide sistemico superiore a 48 mg al giorno di deflazacort (o equivalente),
  • I pazienti che ripetutamente prendono le dosi la sera.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Flantadin


Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Tubercolosi attiva, ulcera peptica, herpes oculare simplex, infezioni micotiche sistemiche, psicosi.

Somministrazione di vaccino con virus vivo attenuato Generalmente controindicato in gravidanza, durante l'allattamento e nella primissima infanzia (vedere paragrafo 4.6).

Flantadin può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


GRAVIDANZA

Deflazacort attraversa la placenta. La somministrazione di corticosteroidi negli animali gravidi può causare anomalie dello sviluppo fetale quali la palatoschisi, ritardo di crescita intrauterino ed effetti sulla crescita e sullo sviluppo cerebrale.

Non ci sono prove che l'uso di corticosteroidi si traduca in un aumento dell'incidenza di anomalie congenite, come la labio/palatoschisi nell'uomo. Tuttavia, quando somministrati per periodi prolungati o ripetutamente durante la gravidanza , i corticosteroidi possono aumentare il rischio di ritardo di crescita intrauterino.

Iposurrenalismo può, in teoria, verificarsi nel neonato dopo esposizione prenatale ai corticosteroidi, ma di solito si risolve spontaneamente dopo la nascita e raramente è clinicamente importante.

Allattamento

I corticosteroidi sono escreti nel latte materno, anche se per deflazacort non ci sono dati a disposizione.

Nelle donne in stato di gravidanza e in allattamento il medicinale va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico.

Quali sono gli effetti indesiderati di Flantadin


In corso di terapia corticosteroidea, specie per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti ( frequenza non nota):

Patologie del sistema emolinfopoietico

Leucocitosi

Patologie cardiache

Insufficienza cardiaca congestizia

Patologie endocrine

Interferenza con la funzionalità dell'asse ipofisi-surrene particolarmente in momenti di stress; alterazione della funzionalità endocrina, modificazioni della fisionomia (“faccia di luna“), disturbi nella crescita dei bambini ed adolescenti

Patologie dell'occhio

Cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressione endooculare, corioretinopatia; assottigliamento corneale o della sclera, esacerbazione di malattie virali o micotiche oftalmiche. Visione offuscata con frequenza rara (vedere anche il paragrafo 4.4).

Patologie gastrointestinali

dispepsia, ulcera peptica, emorragia, nausea, perforazione dell'ulcera peptica, pancreatite acuta (specialmente nei bambini), candidiasi

Disturbi del sistema immunitario

Ipersensibilità, inclusa anafilassi

Infezioni e infestazioni:

aumento della suscettibilità alle infezioni e della gravità con soppressione dei sintomi e segni clinici, ricorrenza di tubercolosi latente.

Candidiasi

Esami diagnostici

negativizzazione del bilancio dell'azoto; alterazioni del bilancio elettrolitico tra cui ipopotassiemia e ipersodiemia

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

aumento di peso

aumento dell'appetito

diminuita tolleranza ai glucidi con possibili manifestazioni di diabete mellito latente nonché di aumentata necessità di farmaci ipoglicemizzanti nei diabetici da stabilire a giudizio del medico

alterazioni del bilancio elettrolitico che, raramente ed in pazienti particolarmente predisposti possono portare alla ipertensione arteriosa ed alla insufficienza cardiaca congestizia

Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del sistema connettivo

Osteoporosi, fragilità ossea, miopatie, fratture vertebrali e delle ossa lunghe;

necrosi avascolare, tendinite, rottura del tendine in caso di somministrazione concomitante con chinoloni

Patologie del sistema nervoso

Vertigini, cefalea e aumento della pressione endocranica; aggravamento dell'epilessia

Disturbi psichiatrici

disturbi psichiatrici di vario genere: irritabilità, ansia, pensieri suicidari, mania, delusione, allucinazioni, aggravamento della schizofrenia, euforia, insonnia, mutamenti dell'umore o della personalità, depressione grave, disturbi cognitivi inclusa confusione e amnesia

Patologie dell'apparato riproduttivo

Irregolarità mestruali

Patologie della cute e dell'apparato sottocutaneo

Ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della cute;

irsutismo, acne, strie, ecchimosi, telangectasia, edema

Patologie vascolari

Tromboembolismo in particolare in pazienti con patologie di base associate ad un aumento della tendenza alla trombosi,

ipertensione arteriosa nei soggetti predisposti

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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