Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia

01 luglio 2026

Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia


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Cos'è Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia (perindopril + indapamide + amlodipina)


Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia è un farmaco a base di perindopril + indapamide + amlodipina, appartenente al gruppo terapeutico ACE inibitori + calcioantagonisti. E' commercializzato in Italia da Teva Italia S.r.l. - Sede legale:

Confezioni e formulazioni di Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia e perchè si usa


Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia è indicato come terapia di sostituzione per il trattamento dell'ipertensione essenziale, in pazienti già controllati con l'associazione a dose fissa perindopril/indapamide e amlodipina, assunti alla stessa dose.

Indicazioni: come usare Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia, posologia, dosi e modo d'uso


Posologia

Una compressa rivestita con film di Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia al giorno come dose singola, preferibilmente da assumere al mattino e comunque prima di un pasto.

L'associazione a dose fissa non è idonea per la terapia iniziale.

Se è necessaria una modifica della posologia, deve essere fatta una titolazione dei singoli componenti.

Popolazioni speciali

Compromissione renale (vedere paragrafi 4.3 e 4.4)

In caso di compromissione renale severa (clearance della creatinina inferiore a 30 mL/min), il trattamento è controindicato.

Nei pazienti con compromissione renale moderata (clearance della creatinina di 30-60 mL/min), Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia alle dosi di 10 mg/2,5 mg/5 mg e 10 mg/2,5 mg/10 mg è controindicato. Si raccomanda di iniziare il trattamento con il dosaggio adeguato dell'associazione libera.

Il controllo medico periodico dovrà prevedere un monitoraggio frequente della creatinina e del potassio.

L'uso concomitante di perindopril con aliskiren è controindicato nei pazienti con compromissione renale (GFR < 60 mL/min/1,73 m2) (vedere paragrafo 4.3).

Compromissione epatica (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2)

Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia è controindicato in caso di severa compromissione epatica.

Nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata, Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia deve essere somministrato con cautela, poiché non sono stati stabiliti dosaggi specifici per l'amlodipina in questi pazienti.

Anziani (vedere paragrafo 4.4)

L'eliminazione di perindoprilato diminuisce negli anziani (vedere paragrafo 5.2).

Gli anziani possono essere trattati con Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia in base alla funzione renale (vedere paragrafo 4.3).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l'efficacia dell'associazione fissa perindopril/indapamide/amlodipina nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Uso orale.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia


  • Pazienti in dialisi
  • Pazienti con insufficienza cardiaca scompensata non trattata
  • Compromissione renale severa (clearance della creatinina inferiore a 30 mL/min)
  • Compromissione renale moderata (clearance della creatinina inferiore a 60 mL/min) per dosi di Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia contenenti 10 mg/2,5 mg dell'associazione perindopril/indapamide (es. Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia 10 mg/2,5 mg/5 mg e 10 mg/2,5 mg/10 mg)
  • Ipersensibilità ai principi attivi, ad altri sulfamidici, ai derivati delle diidropiridine, a qualsiasi altro ACE-inibitore o ad uno qualsiasi degli eccipienti
  • Anamnesi di angioedema (edema di Quincke) associato a precedente terapia con ACE-inibitori (vedere paragrafo 4.4)
  • Angioedema ereditario/idiopatico
  • Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).
  • Encefalopatia epatica
  • Compromissione epatica severa
  • Ipokaliemia
  • Ipotensione severa
  • Shock, incluso shock cardiogeno
  • Ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro (ad es. stenosi aortica di grado elevato)
  • Insufficienza cardiaca con instabilità emodinamica dopo infarto miocardico acuto
  • Uso concomitante di Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia con medicinali contenenti aliskiren in pazienti con diabete mellito o compromissione renale (GFR < 60 mL/min/1,73 m2) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1)
  • Uso concomitante con terapia a base di sacubitril/valsartan. Il trattamento con Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia non deve essere avviato prima che siano trascorse 36 ore dall'ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).
  • Trattamenti extracorporei che causano il contatto del sangue con superfici caricate negativamente (vedere paragrafo 4.5)
  • Importante stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria in caso di un unico rene funzionante (vedere paragrafo 4.4)

Perindopril, Indapamide e Amlodipina Teva Italia può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Dati gli effetti dei singoli componenti di questa associazione sulla gravidanza e l'allattamento, Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia è controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza.

Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia non è raccomandato durante l'allattamento. Si deve decidere se interrompere l'allattamento o interrompere la terapia con Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia tenendo in considerazione l'importanza della terapia per la donna.

Gravidanza

Perindopril:

L'uso degli ACE-inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L'uso degli ACE inibitori è controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).


Le evidenze epidemiologiche sul rischio di teratogenicità a seguito dell'esposizione ad ACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non hanno dato risultati conclusivi; tuttavia, non può essere escluso un lieve aumento del rischio. A meno che il proseguimento della terapia con ACE-inibitori sia considerato essenziale, per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con profilo di sicurezza comprovato per l'uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa.

È noto che l'esposizione a una terapia con ACE-inibitori durante il secondo e terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzione renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3).

In caso di esposizione ad ACE-inibitori dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzione renale e del cranio.

I neonati le cui madri hanno assunto ACE-inibitori devono essere sottoposti a un attento monitoraggio dell'ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Indapamide:

I dati relativi all'uso di indapamide in donne in gravidanza non esistono o sono limitati (meno di 300 gravidanze esposte). L'esposizione prolungata a tiazide durante il terzo trimestre di gravidanza può ridurre il volume del plasma materno nonché il flusso sanguigno utero-placentare, il che può provocare ischemia feto-placentare e ritardo della crescita. Inoltre, sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia e trombocitopenia nei neonati in seguito ad esposizione al termine della gravidanza.

Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Amlodipina:

La sicurezza di amlodipina durante la gravidanza non è stata stabilita.

Negli studi sugli animali è stata osservata tossicità riproduttiva a dosi elevate (vedere paragrafo 5.3).

Allattamento

Perindopril/Indapamide/Amlodipina Teva Italia è controindicato durante l'allattamento.

Perindopril:

Poiché non sono disponibili informazioni riguardanti l'uso di perindopril durante l'allattamento, perindopril non è raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con profilo di sicurezza migliore comprovato durante l'allattamento, soprattutto in caso di allattamento di neonati o prematuri.

Indapamide:

Esistono informazioni insufficienti sull'escrezione di indapamide/metaboliti nel latte materno. Potrebbero manifestarsi ipersensibilità ai derivati sulfamidici e ipokaliemia. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.

Indapamide è molto simile ai diuretici tiazidici, i quali sono stati associati, durante l'allattamento, ad una diminuzione o anche ad una soppressione della produzione di latte.

Amlodipina:

Amlodipina viene escreta nel latte materno. La percentuale della dose materna ricevuta dal neonato è stata stimata con uno scarto interquartile del 3-7%, fino ad un massimo del 15%. L'effetto di amlodipina sui neonati non è noto.

Fertilità

Comuni a perindopril e indapamide:

Studi di tossicità riproduttiva non hanno mostrato effetti sulla fertilità nei ratti femmina e maschio (vedere paragrafo 5.3). Nell'uomo non sono previsti effetti sulla fertilità.

Amlodipina:

In alcuni pazienti trattati con calcio-antagonisti sono state segnalate alterazioni biochimiche reversibili alla testa degli spermatozoi. Non sono disponibili dati clinici sufficienti sul potenziale effetto di amlodipina sulla fertilità. In uno studio sui ratti sono stati segnalati effetti avversi sulla fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3).

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico



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