Zinco Solfato Idi

17 gennaio 2021

Zinco Solfato Idi


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Cos'è Zinco Solfato Idi (zinco solfato eptaidrato)


Zinco Solfato Idi è un farmaco a base di zinco solfato eptaidrato, appartenente al gruppo terapeutico Integratori minerali, Zinco. E' commercializzato in Italia da Polifarma Benessere S.r.l.

Confezioni e formulazioni di Zinco Solfato Idi disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Zinco Solfato Idi disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Zinco Solfato Idi e perchè si usa


  • Terapia e profilassi della carenza durante la gravidanza e l'allattamento.
  • Acrodermatite enteropatica.
  • Coadiuvante nella terapia delle ferite ed ustioni
  • Coadiuvante nella terapia dell'acne volgare

Indicazioni: come usare Zinco Solfato Idi, posologia, dosi e modo d'uso


  • Nella profilassi della carenza durante la gravidanza e l'allattamento: 1-2  compresse/die;
  • Nell'acrodermatite enteropatica: 10mg/Kg/die;
  • Nella terapia delle ferite ed ustioni: 2-3 compresse/die
  • Nell'acne volgare sono indicate 2-4 compresse/die.
Per garantire un assorbimento significativo di zinco, il prodotto deve essere somministrato a digiuno, almeno un'ora prima dei pasti, con liquidi.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Zinco Solfato Idi


Ipersensibilità al principio attivo ad uno qualsiasi degli eccipienti, o a sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.

Zinco Solfato Idi può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


I dati di tossicologia animale sulla riproduzione hanno evidenziato che lo ione, fino a 4 mg/Kg/die (equivalenti al doppio della dose massima impiegata sull'uomo), risulta sprovvisto di effetti tossici sul feto.

In donne gravide, affette da morbo di Wilson, lo zinco solfato è stato impiegato per tutta la durata della gestazione, alla dose di 600 - 800 mg/die.

Una donna affetta da acrodermatite enteropatica ha condotto a termine due gravidanze, assumendo 300 mg/die di zinco solfato fin dal primo trimestre e per la maggior parte del periodo gravidico, incrementando l'assunzione a 450 mg/die nell'ultimo mese di gestazione.

Poiché lo zinco viene escreto nel latte materno, durante l'allattamento l'assunzione di zinco solfato dovrebbe essere riservata ai casi di accertata carenza di Zn2+ nella madre. In tal caso, valutando settimanalmente che i livelli plasmatici di zinco durante il periodo di somministrazione del farmaco non superino il valore di 20 µM, l'allattamento potrà essere proseguito.

Quali sono gli effetti indesiderati di Zinco Solfato Idi


Sono stati segnalati, disturbi gastrointestinali (nausea, dispepsia, dolori addominali, vomito, diarrea, irritazione gastrica, gastrite) di entità lieve - moderata.

L'impiego di zinco solfato, alla dose di 300 - 1200 mg/die in pazienti affetti da morbo di Wilson, fino a tre anni di terapia, non ha indotto effetti indesiderati.

Neanche in pazienti affetti da acrodermatite enteropatica, l'assunzione a lungo termine di 4,4 - 8,8 mg/kg/die di zinco solfato ha dato luogo a sintomi di tossicità.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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