Coronarografia

12 novembre 2019

Esami diagnostici

Coronarografia


Che cos’è?


La coronarografia è una metodica diagnostica che prevede l'introduzione di cateteri nel sistema arterioso e consiste nella visualizzazione delle arterie coronarie (che irrorano il cuore) attraverso l'iniezione di un mezzo di contrasto direttamente all'origine dei vasi coronarici ed alla successiva raccolta delle immagini con tecnica radiografica tradizionale.

Perché si fa?


La coronarografia si effettua dopo gli altri esami diagnostici cardiologici (ECG basale, ECG da sforzo, ecocardiografia) e riguarda in particolare la cardiopatia ischemica (difetto d'irrorazione del cuore) che non risponde adeguatamente al trattamento con farmaci.
Viene generalmente richiesta dal cardiologo in previsione di un intervento di rivascolarizzazione miocardica (ripristino della circolazione coronarica).

In pratica
fornisce informazioni approfondite sulle condizioni del circolo coronarico (la rete delle coronarie che irrora il cuore), sia nella fase successiva ad un infarto, sia evidenziando condizioni di particolare rischio nei pazienti già coronaropatici o predisposti a queste patologie (pazienti con elevati livelli di colesterolo nel sangue) in condizioni adatte già durante la coronarografia si possono allargare i vasi ostruiti.

Come prepararsi
Per effettuare la coronarografia in genere si prevede un breve ricovero ospedaliero della durata di 24 - 48 ore in centri ospedalieri specialistici.
L'esame viene effettuato in anestesia locale e solitamente l'introduzione dei cateteri avviene a livello delle arterie femorali in regione inguinale.
Il catetere viene fatto risalire dal punto d'introduzione fino all'aorta e poi all'imbocco delle arterie coronarie, dove l'iniezione del mezzo di contrasto riempie i vasi rendendo visibili i contorni interni. Così è possibile evidenziare eventuali ostruzioni.

E dopo?
L'esame ha una durata variabile a seconda delle condizioni del paziente, il quale avverte solo una puntura nella sede d'introduzione del catetere; mediamente dura circa 60 minuti.
L'esame è generalmente ben tollerato e ha una bassissima incidenza di complicanze, comunque è bene restare in ospedale dopo l'esame tutto il tempo che lo specialista (cardiochirurgo) ritiene necessario.
Solitamente si possono riprendere le attività quotidiane dopo un paio di giorni di riposo.



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