#coronavirus: la malattia è cambiata? Il virus si è indebolito? - Le risposte dei virologi

11 maggio 2020

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#coronavirus: la malattia è cambiata? Il virus si è indebolito? - Le risposte dei virologi


Termina con grande sollievo la prima settimana della Fase 2 in Italia. Il numero di nuovi casi scende sotto quota mille e anche se sono trascorsi troppo pochi giorni per valutare gli effetti dell'allentamento del lockdown i numeri sono decisamente incoraggianti.

Diversi virologi nei giorni scorsi si sono detti convinti che il virus sia mutato e che abbia perso la sua forza. Altri invece sono di parere opposto.

Per Antonino Di Caro, responsabile del laboratorio di microbiologia dell'istituto Lazzaro Spallanzani non si può affermare che il virus abbia subito delle mutazioni che lo abbiano reso meno aggressivo. Nella sua intervista al Corriere sostiene che il miglioramento della situazione generale è dovuta principalmente alla attenuazione nella circolazione del virus perché condizionato dalle misure di contenimento.

Sulla stessa linea l'epidemiologo Alessandro Vespignani dell'Università di Boston che a 'Otto e mezzo' ha detto: "Se ci fossero delle evidenze scientifiche di questo saremo tutti contenti, ma onestamente da tutti i miei contatti con altri esperti del mondo internazionale della ricerca, evidenze di questo tipo non ce ne sono". Secondo Vespignani si tratta di "opinioni personali" non suffragate da fatti.

Ma per il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell'istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri le cose non sono così definite. Nel suo intervento alla trasmissione Piazza Pulita ha riferito che "I malati di adesso sono completamente diversi da quelli di tre o quattro settimane fa, continuano a diminuire le terapie intensive e i ricoveri nei reparti normali. Prima arrivavano nei pronto soccorso 80 persone tutte con delle difficoltà respiratorie gravi, oggi ne arrivano dieci e otto le puoi mandare a casa. La situazione è cambiata ovunque, non solo a Bergamo e a Milano, ma anche a Roma e Napoli". Remuzzi ammette di non sapere "se è il virus che è mutato o se è cambiata la carica virale dei pazienti, l'unica cosa che posso dire è che sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all'inizio della pandemia".

I laboratori di tutto il mondo portano avanti i loro studi su questo fronte, Una ricerca, pubblicata sul sito bioRxiv, dei Laboratori Nazionali di Los Alamos degli Stati Uniti e della Duke University identifica 14 mutazioni nella proteina Spike, con la quale il nuovo coronavirus aggredisce le cellule umane. Le osservazioni empiriche trovano supporto in quanto scoperto dai ricercatori dell'Arizona State University secondo i quali il virus SARS-CoV-2 riflette un cambiamento che si è verificato con il virus SARS del 2003 quando ha iniziato a indebolirsi.

Lo studio pubblicato sul Journal of Virology da Efrem Lim, del Biodesign Institute dell'Arizona State University e dal suo team, si basa su una tecnologia chiamata sequenziamento genetico di nuova generazione (Next generation sequencing) che aiuta i ricercatori a determinare come il virus si sta diffondendo, mutando e adattandosi nel tempo.

Secondo lo scienziato "uno dei motivi per cui questa mutazione è di grande interesse è che riporta delle analogie con l'epidemia di SARS del 2003" quando durante le fasi intermedie e tardive dell'epidemia di SARS, il virus ha accumulato mutazioni che ne hanno ridotto l'impatto sulla popolazione. Tuttavia anche i ricercatori del Biodesign Institute restano cauti: "è troppo presto per dire se il nuovo coronavirus sta iniziando a perdere la sua forza ma è possibile che il virus si trasmetta senza avere porzioni complete del suo materiale genetico", ha detto il co-autore dello studio Matthew Scotch che però avverte: "non riteniamo che ciò significhi un indebolimento di alcun tipo."


Bibliografia

VI Accepted Manuscript Posted Online 1 May 2020 J. Virol. doi:10.1128/JVI.00711-20

An 81 nucleotide deletion in SARS-CoV-2 ORF7a identified from sentinel surveillance in Arizona (Jan-Mar 2020)

Spike mutation pipeline reveals the emergence of a more transmissible form of SARS-CoV-2



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