Covid-19: rientro in Italia, le indicazioni del Ministero

30 agosto 2020
Indicazioni e comportamenti

Covid-19: rientro in Italia, le indicazioni del Ministero


Le indicazioni del Ministero della Salute per chi rientra da una vacanza o per lavoro dall'estero.


Se arrivi da Paesi europei


Sono liberamente consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione, anche perturismo, da e per i seguenti Stati:

  • Stati membri dell'Unione Europea (oltre all'Italia, Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria).

  • Sono previste restrizioni per i seguenti Paesi dell'Unione Europea:

    • * Bulgaria e Romania

    • ** Croazia, Grecia, Malta, Spagna

  • Stati parte dell'accordo di Schengen:gli Stati UE, più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera

  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord

  • Andorra, Principato di Monaco

  • Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

* È obbligatoria laquarantenaper tutti i cittadini che nei 14 giorni precedenti all'arrivo in Italia abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria.

** Dal 13 agosto i cittadiniche nei 14 giorni precedenti all'arrivo in Italia abbiano soggiornato in Croazia, Grecia, Malta e Spagna, devono:

  • presentare alle autorità competenti una certificazione attestante che, nelle 72 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, si siano sottoposti a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone con esito negativo

oppure

  • sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone entro 48 ore dall'ingresso nel territorio nazionale presso l'azienda sanitaria locale di riferimento. In attesa di sottoporsi al test presso l'azienda sanitaria locale di riferimento si deve osservare l'isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora.

Inoltre devono:

  • comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio, anche se asintomatici.

  • segnalarecon tempestività la situazione all'Autorità sanitaria, in caso di insorgenza di sintomi COVID-19,attraverso i numeri telefonici dedicati e sottoporsi ad isolamento fiduciario.


Se arrivi da Paesi non europei


L'ingresso in Italia da tutti gli Stati non facenti parte dell'UE e/o dell'accordo di Schengen è consentito, con obbligo di motivazione, solo per:

  • comprovate esigenze lavorative

  • diassoluta urgenza

  • motivi di salute

  • comprovate ragioni di studio

  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Sono previste alcune eccezioni: non è richiesta la motivazione per entrare nel territorio nazionale, sono quindi previsti spostamenti anche per turismo, ma resta l'obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.

  • per i cittadini residenti nei seguenti Stati e territori:Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay

  • cittadini di Stati terzi soggiornanti di lungo periodo ai sensi della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, nonché cittadini di Stati terzi che derivano il diritto di residenza da altre disposizioni europee o dalla normativa nazionale e dei rispettivi familiari.

All'arrivo in Italia è consentito soltanto fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell'isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico ma è consentito il noleggio di autovetture e l'utilizzo di taxi o il noleggio con conducente.


Non è permesso l'ingresso in Italia

È vietato l'ingresso in Italia alle persone che, nei14 giorni antecedenti, hanno soggiornato o sono transitate per uno dei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Colombia, Kosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia.


Fonte: Ministero della Salute





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