Covid-19. Vaccino Astrazeneca e fasce età: per Oxford non ci sono differenze

05 febbraio 2021
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Covid-19. Vaccino Astrazeneca e fasce età: per Oxford non ci sono differenze


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Continua a far discutere l'indicazione di efficacia per fascia di età del vaccino anti-Covid di Astrazeneca e se da una parte alcuni regolatori nazionali, tra cui l'Aifa, hanno consigliato e precisato l'indicazione per la fascia 18-55 oggi da Oxford, dove il vaccino è stato sviluppato, i ricercatori affermano che non presenta al momento differenze rilevanti nei risultati relativi alla copertura immunitaria tra adulti sotto i 55 o i 65 anni e pazienti più anziani.

La posizione dell'Aifa


Dopo l'approvazione in Italia, l'Aifa con una precisazione, ha ribadito l'utilizzo preferenziale, indicato già in fase di autorizzazione, nella fascia di popolazione di età 18-55 anni senza patologie gravi "per la quale sono disponibili dati più solidi". Una posizione confermata anche da Giorgio Palù presidente dell'Aifa in un'intervista al Corriere della Sera in cui ha anche precisato che, «se c'è carenza di altri vaccini, come in questa fase, e le Regioni sono in difficoltà, non possiamo permetterci di lasciare da parte i soggetti che hanno maggiormente bisogno di essere difesi, sopra i 55 anni, l'età in cui iniziare a comparire malattie. Questo preparato protegge comunque dalle conseguenze più gravi della malattia. Infatti, abbiamo ribadito che il rapporto beneficio/rischio risulta favorevole anche nei più anziani che rispondono come i giovani dal punto di vista dell'immunogenicità. Altri Paesi hanno fatto scelte diverse, aprendo ai senior sopra i 65. Noi, ripeto, aspettiamo nuovi dati che non tarderanno ad arrivare. Sono in corso test in altri Paesi che ci forniranno risposte definitive».

Ricercatori Oxford: nessuna differenza di efficacia tra fasce di età adulta


Per Andrew Pollard, responsabile del progetto vaccinale del vaccino anti Covid Astrazeneca/Oxford, l'efficacia contro la trasmissione del ceppo originario del virus, ma significativa anche contro la variante inglese non presenta al momento differenze rilevanti nei risultati relativi alla copertura immunitaria tra adulti sotto i 55 o i 65 anni e pazienti più anziani. Lo ha ribadito oggi a margine dell'anticipazione di uno studio validato e aggiornato sugli effetti del vaccino. In particolare, sulle limitazioni cautelare imposte per ora da Paesi come Italia, Francia o Germania alla somministrazione sugli over 55 o 65, Pollard ha ricordato che tutte le principali autorità di regolazione sui farmaci che hanno finora espresso un giudizio - inclusa quella dell'Ue (Ema) - ne hanno in realtà autorizzato l'uso senza restrizioni di età. E ha spiegato: «È vero che al momento abbiamo meno dati relativi alle persone più anziane, e che la gente può quindi avere meno certezza sul livello di protezione per quella fascia di età. Ma i dati che abbiamo ci danno tutti una risposta immunitaria buona sugli anziani, analoga a quella degli adulti più giovani. Io penso di poter dire - ha poi aggiunto - che siamo fiduciosi di verificare una buona protezione in tutti i gruppi di età con l'accumularsi dei dati, e credo che i regolatori globali condividano questo punto di vista».

I risultati dello studio dimostrano un'efficacia del vaccino del 76% dopo una prima dose, che si mantiene fino alla seconda. E l'efficacia aumenta all'82% con un intervallo di tre mesi o più. I dati mostrano, inoltre, che il vaccino ha il potenziale di ridurre la trasmissione asintomatica del virus. Dall'analisi dei tamponi settimanali dei volontari nel trial britannico, emerge che le positività sono diminuite del 67% dopo una dose e del 50%, suggerendo - evidenzia una nota di AstraZeneca - un impatto sostanziale sulla trasmissione di Sars-Cov-2. I risultati pubblicati su 'Lancet' riguardano 17.177 partecipanti, di cui 332 casi sintomatici di Covid, arruolati nei trial di fase 3 in Gb, Brasile e Sudafrica, altri 201 casi rispetto a quelli precedentemente riportati.

Fonte: Farmacista33

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