Covid-19, contagi sul lavoro? Ecco le procedure

20 settembre 2021
Indicazioni e comportamenti

Covid-19, contagi sul lavoro? Ecco le procedure



La pandemia da Covid-19 starebbe decollando di nuovo tra i sanitari italiani, per la maggior parte già vaccinati. Secondo i dati del sindacato Nursing up, incrociati con quelli dell'Istituto superiore della sanità, negli ultimi 30 giorni si sono contagiati 1848 operatori. «Cinquanta al giorno si ammalano di Covid nelle corsie degli ospedali. Le aziende sanitarie smettano immediatamente di tenere segrete determinate informazioni», tuona il presidente del Sindacato infermieri italiani Nursing Up Antonio De Palma, aggiungendo che secondo i dati Inail gli operatori che si ammalano all'82% sono infermieri. De Palma cita sanitari contagiati al Sant'Eugenio di Roma («i nostri referenti ci hanno messo al corrente di decine di operatori in fila al drive-in per i tamponi») e dell'Ospedale dei Castelli, con il reparto chirurgia chiuso. «Vogliamo sapere se questa impennata di casi è stata presa in considerazione dagli organismi di vigilanza al fine di valutare la reale efficacia del vaccino».

Il Covid sul lavoro


In effetti, se l'Inail registra contagi da Covid-19 come infortuni in base alla circolare 22/2020, a livello mediatico il trend va riscontrato. Peraltro, l'ente assicurativo sugli infortuni ha "attenzionato" la questione. Il 9 settembre, due giorni prima del comunicato degli infermieri, nella circolare 24, ha ricordato che tutte le aziende, se un loro lavoratore si ammala di Covid, devono fare denuncia entro 24 ore dacché hanno appreso del contagio, o dacché un medico ha redatto la certificazione di infortunio, o rischiano fino a 7.745 euro di sanzione amministrativa, ricorrano o meno gli estremi di legge per l'indennizzo. In base all'articolo 53 del Dpr 30 giugno 1965, n. 1124 il datore di lavoro deve denunciare all'Inail gli infortuni da cui siano colpiti i dipendenti non guaribili entro tre giorni (fermo restando che l'ente ha un sistema informativo - il SINP - al quale da ottobre 2017 il datore comunica anche gli infortuni fino a 3 giorni). La denuncia va fatta via Pec alla Sede Inail competente, o in alternativa via mail ordinaria, entro due giorni da quello in cui il datore ha avuto notizia corredata dei riferimenti al certificato medico. Se si tratta di infortunio che abbia prodotto morte o a rischio di morte, la denuncia va fatta entro 24 ore. E se per le altre malattie professionali la denuncia va trasmessa all'Inail entro i 5 giorni successivi a quello in cui il lavoratore ha evidenziato la malattia, nei casi di Covid-19 si presume che il datore sappia che l'evento è qualificabile come infortunio sul lavoro anziché come malattia di competenza Inps, "pertanto il termine della patologia decorre sempre dal giorno successivo alla data di ricezione della prima certificazione medica di infortunio che attesta che l'astensione assoluta dal lavoro è riconducibile al contagio".

Le sanzioni


Al di là della sanzione amministrativa, da 1.290,00 a 7.745,00 euro, la violazione dell'obbligo di presentare la denuncia di infortunio o malattia professionale (incluse silicosi ed asbestosi) nei tempi, prevede la diffida obbligatoria che, come specificato nella circolare del Ministero del lavoro 24/2004, opera quale condizione di procedibilità nelle ipotesi di illeciti amministrativi accertati. Sono da ritenersi "sanabili" le violazioni amministrative relative ad adempimenti omessi, in tutto o in parte, che possano ancora essere realizzati. La circolare 24 ha chiarito, inoltre, che la diffida obbligatoria si applica anche se il datore, pur in ritardo, si mette in regola ancor prima che essa gli arrivi. In tale circostanza, il datore pagherà la sanzione minima, che estingue il procedimento per le sole inosservanze oggetto di diffida. Ove il pagamento non avvenga, entro 15 giorni si può ancora essere ammessi alla sanzione ridotta di 2.580,00 euro. Se non si sana l'illecito neanche allora, funzionari Inail ed organi che hanno rilevato l'inadempienza fanno rapporto all'Ispettorato territoriale del lavoro che emetterà l'ingiunzione e gestirà le fasi successive fino all'eventuale iscrizione a ruolo delle somme dovute.

Mauro Miserendino

Fonte: Doctor33

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