Bruciore post eiaculazione

03 agosto 2025

Bruciore post eiaculazione


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06 luglio 2025

Bruciore post eiaculazione

Da circa un anno e mezzo soffro di disturbi urinari fastdiosi, ma non particolarmente invalidanti: bruciore, disconfort localizzato al glande, non necessariamente correlati alla minzione (a volte estesi a perineo/perianale), talvolta lieve sgocciolamento post minzionale. Andamento fluttuante con lunghe fasi asintomatiche. Nel frattempo con la mia compagna abbiamo concepito un bel bimbo, forte e sano. Durante la gravidanza, per vari motivi, mi sono astenuto quasi completamente dai rapporti; durante uno dei pochi, circa un anno fa, in un periodo in cui l’unico sintomo urinario era lieve gocciolamento post-minzione, provai un forte bruciore post-eiaculazione, mai avuto prima, che mi segnó anche a livello psicologico, poichè fu una sgradevole “sorpresa”. Da quell’episodio, indipendentemente da presenza sintomi urinari, purtroppo avverto sempre bruciore appena dopo l’eiaculazione (sia con masturbazione, che durante rapporto). Ció ha inficiato sulla mia vita sessuale di coppia (anche libido ed erezione ne hanno in parte risentito). Ho fatto esami diversi: eco apparato urinario (prostata con volume ancora nei limiti, con microcalcificazioni anche periuretrali in esiti, vescica regolare, RPM non significativo 4 mL). Uro- e spermiocoltura negative. A esplorazione rettale da urologo: prostata soffice e dolente a palpazione. Diagnosi prostatite. Terapia: flogonox 10 gg, prostanox 2 mesi. Stile di vita improntato ad abitudini sane e regolari. Risultato: sintomi urinari affievoliti notevolmente, incostanti; permane fastidioso bruciore post eiaculazione (di pochi minuti, molto disturbante). Urologo mi ha detto di proseguire prostanox ancora 1 mese, aggiunto mictalase supposte x 10 gg e ventilato eventuale fare tampone uretrale. Sono molto affranto e giù d’umore per questa situazione, che sta compromettendo la mia qualità di vita. Non nutro molte speranze, ma non voglio rassegnarmi.

Risposta del 03 agosto 2025

Risposta a cura di:
Dott. GIOVANNI BERETTA


Gentile lettore, è bene in questi casi sentire sempre in diretta un bravo ed esperto andrologo. Fatta la valutazione clinica, potrà, fatta una diagnosi, impostare poi eventualmente una terapia mirata. Un cordiale saluto.


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