Allucinazioni: il medico di risvegli ci insegna a non averne paura

11 febbraio 2014

Allucinazioni: il medico di "risvegli" ci insegna a non averne paura



recensione; allucinazioni; Oliver Sacks


Vi è mai capitato di vedere o sentire cose che non esistono nella realtà, di avere cioè un'allucinazione? Solo l'idea vi spaventa? E in ogni caso non condividereste l'esperienza con tanta facilità, neppure con il vostro medico, per non rischiare di essere presi per pazzi? La maggior parte di voi considererà queste visioni unicamente come dei fenomeni negativi. Bene, questo libro vi farà cambiare idea. Oliver Sacks, medico neurologo, scrittore e chimico britannico, ci regala un'altra delle sue opere d'arte: Allucinazioni (Adelphi, 19,00 euro, 325 pp.). Nella moderna cultura occidentale le allucinazioni sono considerate indice di follia, per questo i pazienti sono riluttanti ad ammettere le loro visioni anche al proprio dottore. Sacks presenta invece l'esperienza allucinatoria quasi come una componente essenziale della condizione umana. Questo testo è un'affascinante rassegna delle allucinazioni più disparate che possono aver luogo nelle psicosi «organiche», ovvero "transitorie" e legate a cause specifiche e non a malattie neurologiche. Tali allucinazioni possono essere associate agli stati di delirium, - causati da febbre alta o da altri problemi come insufficienza renale o epatica, diabete o pneumopatie -, all'uso di droghe - che lo stesso autore ha provato -, alla deprivazione sensoriale - come la perdita parziale o totale della vista o dell'udito -, all'emicrania, che può dar luogo ad allucinazioni di motivi geometrici, ai farmaci, come la Levo-dopa utilizzato nella cura del Parkinson, e alle crisi epilettiche "estatiche", come quelle che aveva Dostoevskij. Le allucinazioni possono essere esperienze visive e/o uditive, ma anche olfattive, tattili e propriocettive (la sensazione di essere fuori dal proprio corpo per vederlo dall'alto). Inoltre possono variare molto per intensità: le esperienze possono essere molto vivide e reali, noiose, estatiche, spaventose, emotivamente neutre e addirittura buffe. L'antologia è resa unica dal modo in cui l'autore racconta i suoi casi clinici: sono vere e proprie narrazioni di vite, che catturano il lettore come se stesse leggendo un romanzo. Sacks riesce a realizzare tutto ciò grazie alla sua peculiarità di scrittura, la capacità di ascoltare i sintomi dei suoi pazienti e di tutti i lettori disposti a condividere con lui le proprie esperienze. Ilaria Pedretti


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