Perché è importante il sonno per i bambini? Sei domande al dottor Alberto Ferrando

19 gennaio 2020

Perché è importante il sonno per i bambini? Sei domande al dottor Alberto Ferrando



È importante che i bambini dormano bene?
Sì, lo è. Infatti, durante il sonno viene secreto l'ormone della crescita e un bambino che dorme bene, senza interruzioni e per un ragionevole numero di ore, è destinato a sviluppare al meglio le proprie potenzialità non solo fisiche ma anche psichiche. Ma non solo. I bambini che non hanno problemi di sonno danno la possibilità ai genitori di dormire a loro volta di notte e di essere di conseguenza più pazienti, meno stressati, più disponibili all'ascolto e anche più uniti come coppia.

Perché è importante il sonno per i bambini?
Tutti noi, e a maggior ragione i bambini, abbiamo bisogno di dormire per stare bene e affrontare i piccoli grandi impegni della giornata. In particolare, numerosi studi hanno evidenziato il ruolo basilare del sonno in età evolutiva: è necessario allo sviluppo psico-fisico. Non a caso, infatti, un neonato dorme gran parte della giornata, e il tempo gradualmente poi si riduce nelle successive fasi di crescita. Durante il sonno non solo l'organismo si riposa e risparmia energia, ma il bambino assimila quanto appreso durante il giorno. Il sonno infatti è indispensabile per lo sviluppo cognitivo e l'apprendimento, perché favorisce la plasticità neuronale: le connessioni cioè tra le cellule celebrali. I neonati e i lattanti, in particolare, durante la veglia imparano continuamente qualcosa di nuovo, quindi nel loro cervello si formano nuove sinapsi che si consolidano proprio dormendo.

L'ormone della crescita viene secreto solo durante il sonno?
Sì. La somatotropina, nota anche come "ormone della crescita" (GH, dalle iniziali della definizione inglese growth hormone), è prodotto dall'ipofisi che è una ghiandola posta al centro della testa. È solo durante il sonno profondo che viene secreto sia di notte sia di giorno (di giorno in quantità inferiore; per questo il sonno notturno è da privilegiare).

I genitori che hanno un bambino che dorme già dai primi mesi di vita sono fortunati?
Sì, è vero! Alcuni bambini nascono già "imparati": sanno dormire da subito. Dipende molto dal temperamento del singolo bambino (si veda il capitolo Il temperamento del bambino).

Quali sono le conseguenze se il bambino dorme poco e male?
Un bambino che non dorme non solo è difficile da gestire durante la notte, ma anche di giorno può essere stanco e irritabile. Un bambino che non dorme, oppure dorme poco, tende infatti a essere nervoso, a volte irascibile, difficile da calmare, iperattivo, può avere difficoltà di attenzione e di concentrazione, a scapito anche del rendimento scolastico.

Quali sono gli errori che più comunemente vengono compiuti?
Il più comune è quello di interpretare ogni pianto o lamento del bambino come fame e offrire subito il seno o il biberon, ogni volta che si sveglia, a prescindere da quanto tempo è passato dall'ultima poppata e quindi dal fatto che sia davvero affamato. È importante comprendere le ragioni del suo pianto, che non sempre, e non automaticamente, è dovuto alla fame. Altro errore è prenderlo subito in braccio al primo lamento: il bambino rischia di inserire questo gesto nella routine del sonno e piangere solo se non viene preso in braccio.

Alberto Ferrando
Il libro della nanna - Cosa sapere e cosa fare per il sonno felice del tuo bambino
Edizioni LSWR, pp 272

Alcuni riferimenti utili

Bortolotti A., I cuccioli non dormono da soli: Il sonno dei bambini oltre i metodi e i pregiudizi, Mondadori 2016

Hogg T., Blau M., Il linguaggio segreto dei neonati, Mondadori 2004

Kliegman, Stanton, St.Geme, Schor, Textbook of Pediatrics, 2vol-set, 20th edition, 2015

La Leche League Italia, Sogni d'oro, ERGA Edizioni 2019

Murgia V., Maidecchi A., Pagiotti R., Disturbi del sonno nel bambino, Aboca Edizioni 2008

Oliverio A. Come sognano i bambini?, UPPA 1/2019

Selection for long and short sleep duration in Drosophila melanogaster reveals the complex genetic network underlying natural variation in sleep, 2017



Libri e pubblicazioni:

Vedi anche:


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