In attesa dell’influenza altri virus colpiscono

09 novembre 2011

Interviste

In attesa dell’influenza altri virus colpiscono


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La stagione dell'influenza non è ancora iniziata, tanto che è tuttora in corso la campagna di vaccinazione, eppure sono molti gli italiani che in questo periodo hanno tosse, raffreddore, mal di gola o altri sintomi respiratori, ma a volte anche gastrointestinali. Per capire le cause di questi disturbi e come curarli, Dica33 ha intervistato Aurelio Sessa, presidente regionale Simg (Società italiana di medicina generale) Lombardia e medico sentinella della rete Influnet.

Dottor Sessa, che differenza c'è tra l'influenza vera e propria e le sindromi parainfluenzali?
Le due forme si presentano in modo diverso. L'influenza è sempre a carico delle vie respiratorie e si pone la diagnosi clinica quando ci sono contemporaneamente tre sintomi: la febbre alta, almeno 38,5°C, un sintomo respiratorio che sia tosse, mal di gola o raffreddore, e un sintomo sistemico che si manifesta con dolore ai muscoli, alle ossa e mal di testa. Se non compaiono insieme, ma ci sono solo sintomi respiratori, senza febbre o solo qualche decimo di grado, si parla di sindrome respiratoria acuta, la cui causa è sempre un virus, ma non è il virus dell'influenza

Ma chi si è vaccinato contro l'influenza non è protetto?
No, perché il vaccino trivalente protegge da tre ceppi di virus dell'influenza che oltre a essere un entità biologica diversa, ha un peso più importante sulla salute perché può provocare complicanze in persone a rischio, come gli anziani e i malati cronici.

Che tipo di virus sono?
Si tratta di una famiglia molto ampia di virus che provocano sintomi di vario genere a carico delle vie respiratorie, ma che non si presentano in contemporanea. Queste forme si chiamano, infatti, anche virosi respiratorie, non costringono il paziente a letto, ma sono molto infettive e si trasmettono facilmente con un colpo di tosse o uno starnuto. Colpiscono 4-5 persone ogni mille, soprattutto i bambini che peraltro fanno da "serbatoio", cioè diventano una fonte di infezione. I più comuni sono il Rhinovirus, l'Adenovirus, il Coronavirus e vanno distinti dal virus dell'influenza.

Quando i sintomi sono di tipo gastrointestinale?
In questi casi si tratta di virus diversi, in genere Rotavirus. Possono avere come bersaglio le vie digestive alte, provocando nausea e vomito con febbre, oppure le vie basse con diarrea e dolori addominali. In questi casi i pazienti possono arrivare ad avere fino a 10-15 scariche di diarrea al giorno. La trasmissione avviene attraverso le vie aeree quindi le precauzione per evitare il contagio sono le stesse che si adottano per le virosi respiratore, vale a dire coprirsi la bocca quando si tossisce e lavarsi le mani spesso.

Quali sono i farmaci più adatti per curarsi in questi casi?
Solo per l'influenza vera e propria esistono antivirali specifici il cui uso va valutato solo in persone a rischio. Mentre, per i sintomi respiratori sono consigliati farmaci sintomatici che agiscono contenendo l'infiammazione in corso e abbassando la febbre. Quindi, sono adatti paracetamolo, ibuprofene, acido acetilsalicilico e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans). Le forme gastrointestinali tendono a risolversi da sole, tuttavia, soprattutto se le scariche di diarrea sono frequenti in un giorno, è importante reidratare il paziente perché si possono perdere fino a un paio di litri di acqua al giorno. Può essere utile la somministrazione di probiotici per reintegrare la flora intestinale e se c'è febbre si possono usare gli stessi farmaci, ma va evitato l'acido acetilsalicilico perché è irritante per la mucosa dello stomaco.

È utile ricorrere agli antibiotici?
No, perché si tratta di infezioni causate da virus, e gli antibiotici sono efficaci solo contro i batteri. Si possono usare solo se è il medico a prescriverli, per esempio, quando dopo 3-4 giorni il paziente non migliora oppure la tosse secca diventa produttiva e le secrezioni cambiano colore. In questi casi, per esempio si ipotizza una complicazione batterica dovuta alla presenza di batteri su una mucosa già colpita dal virus.

Simona Zazzetta


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