Tumore al seno: la chirurgia è sempre più conservativa

02 maggio 2012
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Tumore al seno: la chirurgia è sempre più conservativa


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Nelle Breast Unit europee solo una donna su quattro colpita da tumore al seno è stata sottoposta all'asportazione della mammella tra il 2003 e il 2010, numero che scende a una su cinque se si considera unicamente il 2010. Secondo i dati di uno studio europeo pubblicato sull'European journal of cancer, dunque, gli interventi su questi casi sono sempre meno demolitivi e tendono a conservare l'integrità della mammella. L'indagine ha confrontato l'attività delle Breast unit che hanno inviato i propri dati alla European society of breast cancer specialists (Eusoma), la società che certifica la qualità delle Breast Unit su base volontaria. «Lo studio evidenzia un approccio europeo conservativo, frutto di un'ottima organizzazione ospedaliera e probabilmente della consapevolezza delle donne nel partecipare alla scelta terapeutica» spiega Carlos Alberto Garcia-Etienne, senologo di Humanitas cancer center, primo autore dello studio. «La chirurgia conservativa consente operazioni sempre più mirate e limitate con l'obiettivo di risparmiare al massimo il tessuto mammario sano e garantisce risultati equivalenti alla mastectomia totale» spiega l'esperto «in particolare, è preferibile rispetto a interventi più aggressivi quando un tumore è piccolo e diagnosticato in fase precoce».

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