Influenza, vicino il picco. Cure e precauzioni

08 febbraio 2013

Interviste

Influenza, vicino il picco. Cure e precauzioni



influenza riposo


Continua la crescita dei casi di influenza in Italia, la rete di sorveglianza Influnet riporta che nella prima settimana di febbraio si sono aggiunti circa 573.000 malati per un totale, dall'inizio della sorveglianza, di circa 2.732.000 casi. L'andamento epidemico è sovrapponibile a quello osservato lo scorso anno, il che fa ipotizzare che non dovremmo essere lontani dal picco massimo. Nel frattempo continuano a circolare anche altri virus, responsabili per lo più di infezioni delle vie respiratorie. Per capire se si è stati colpiti proprio dall'influenza e, nel caso, come ci si deve comportare, Dica33 ha chiesto consiglio ad Aurelio Sessa, presidente della sezione lombarda della Società italiana di medicina generale (Simg).

"Ci si sente come se ci fosse passato sopra un camion" dicono i pazienti, è vero?
Concordo pienamente, l'influenza compare bruscamente con un rapido manifestarsi nel giro di 4.6 ore di diversi sintomi contemporaneamente. Nello specifico si caratterizza per la presenza di 3 tipologie di sintomi insieme: la febbre alta, sopra i 38,5°C; un sintomo sistemico, come dolore articolare, o muscolare, o cefalea; un sintomo respiratorio, come tosse secca, rinite, mal di gola.

Prima della comparsa dei sintomi non c'è una fase d'incubazione, con segnali che indirizzino alla cautela?
Praticamente no perché la latenza tra il contatto con il virus e la manifestazione dell'infezione dura al massimo 24 ore, e in questo periodo il soggetto è già a sua volta contagioso. Questo è il motivo per cui la diffusione del virus è rapidissima e, se teniamo conto che nel raggio di un metro dal paziente l'influenza virus può colpire fino a 8 persone, si comprende perché si parla di epidemia. Inoltre anche a guarigione avvenuta, si resta contagiosi per gli altri ancora per un paio di giorni, addirittura 7 nei bambini


Come e per quanto tempo ci si cura?
Restando in casa e a riposo il più a lungo possibile. Con farmaci antipiretici, per abbassare la febbre, e con antidolorifici per alleviare i dolori muscolari e articolari. Nei primi 3-4 giorni di fase acuta in genere non si è in condizioni di uscire di casa. Dopo l'influenza lascia comunque un forte senso di spossatezza che permane anche una settimana. Sarebbe utile attendere ancora qualche giorno prima di uscire per evitare di ricadere in altre infezioni. La convalescenza serve a dare il tempo alle mucose respiratorie danneggiate dal virus di ricostituire l'epitelio bronchiale, che è una prima barriere difensiva fondamentale. Uscire a guarigione non completa espone al rischio di complicanze perché l'organismo è più vulnerabile all'aggressione di altri patogeni. Sono questi quel 15-20% di casi in cui all'influenza fanno seguito bronchiti e polmoniti negli adulti, otiti e sinusiti nei bambini.


E se non si può fare a meno di tornare al lavoro e a scuola?
In questi casi consiglio almeno di adottare qualche precauzione in più: coprire naso e bocca quando si è all'esterno, per non esporre le vie respiratorie a flussi di aria troppo fredda; evitare gli sbalzi termici eccessivi, vestendosi a cipolla; lavarsi spesso le mani per eliminare i germi; mantenersi a distanza di sicurezza (superiore a 1 metro) da chiunque presenti sintomi di malattia.

Elisabetta Lucchesini



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