Ferro vegetale previene la sindrome premestruale

19 marzo 2013

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Ferro vegetale previene la sindrome premestruale


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Una dieta ricca di ferro previene la sindrome premestruale (Pms), almeno secondo uno studio pubblicato sull'American journal of epidemiology che ha valutato l'effetto di alcuni minerali sulla prevenzione del disturbo. «La Pms affligge il 40% circa delle donne in età fertile, e in circa il 4-9% dei casi è presente in forma grave. Il nostro scopo era di scoprire come combattere una condizione che può penalizzare molto la qualità di vita femminile» dice Elizabeth Bertone-Johnson, ricercatrice dell'Università del Massachusetts ad Amherst, e coordinatrice dello studio che ha valutato l'assunzione di composti minerali tra cui ferro, zinco e potassio in circa tremila infermiere di età compresa tra 25 e 42 anni senza Pms che avevano partecipato al Nurses' health study II, un trial prospettico di coorte svolto tra il 1991 e il 2001 per identificare i fattori di rischio modificabili delle principali malattie nelle giovani donne. «Dai dati raccolti emerge che assumendo una quota di ferro pari o superiore a 22 mg/die (una quantità maggiore dei 18 mg indicati in Italia per la popolazione femminile adulta), le probabilità di sviluppare sintomi da Pms erano del 30-40% inferiori rispetto alle donne che ne assumevano 10 mg» spiega Bertone-Johnson, specificando che il ferro deve essere quello proveniente da alimenti di origine vegetale, non legato a proteine della carne come mioglobina ed emoglobina. Fonti di ferro non-eme sono per esempio gli spinaci, le albicocche, i broccoli, il cavolo oppure le lenticchie. «L'effetto benefico del ferro vegetale potrebbe dipendere dal fatto che il composto aumenta i livelli di serotonina, ridotti nella fase premestruale» ipotizza la ricercatrice, puntualizzando che, tra gli altri minerali studiati, anche lo zinco, assunto in misura di 15 mg/die - quasi il doppio degli 8 mg/die raccomandati in Italia - ha un effetto benefico sulla previene, seppure inferiore. «Questi risultati attendono di essere confermati, ma intanto le donne a rischio di previene dovrebbero assumere sufficienti quantità di ferro vegetale» conclude la ricercatrice.


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