Insonnia: come combatterla con i consigli dell’esperto

17 marzo 2014

Interviste

Insonnia: come combatterla con i consigli dell’esperto


insonnia

A conclusione della Giornata mondiale del sonno, che è stata celebrata venerdì 14 marzo, abbiamo intervistato Luigi Ferini Strambi, responsabile del Centro del Sonno dell'Ospedale San Raffaele di Milano che è stato eletto a presiedere l'Associazione mondiale della medicina del sonno, a partire dal 2015.

Secondo i dati più aggiornati si calcola che soffrano di insonnia - o meglio di uno dei circa 80 disturbi del sonno - circa 12 milioni di italiani, cui si aggiungono coloro che dormirebbero, se non fossero tenuti svegli dai troppi impegni, e che però affrontano questi impegni senza riuscire ad essere pienamente efficienti, proprio per mancanza di un adeguato riposo notturno.

La prima raccomandazione è quella di adottare alcune semplici regole, di cui abbiamo parlato anche su Dica33. Se poi la situazione non migliora, può essere opportuno valutare il ricorso a un centro specializzato, come quello diretto dal professor Ferini Strambi presso l'Ospedale San Raffaele di Milano (l'Associazione italiana di medicina del sonno ha messo a disposizione online l'elenco dei centri accreditati).

Professor Ferini Strambi, che cosa deve spingere un insonne a cercare l'aiuto degli specialisti?
«La prima raccomandazione che facciamo sempre è quella di non preoccuparsi se occasionalmente capita di dormire male. Può succedere a tutti, per svariati motivi. Diverso è il caso in cui i disturbi del sonno si fanno sentire con continuità e persistenza».

Cioè, che cosa si intende per "continuità e persistenza"?
«Non esiste una definizione precisa, ma noi consideriamo continua e persistente un'insonnia che da almeno sei mesi si presenta 3-4 volte alla settimana, e non risponde - o non risponde adeguatamente - ai farmaci sedativi. Anche per raccogliere questo tipo di dati noi suggeriamo a chi soffre di disturbi del sonno di tenere un diario registrando il numero di ore dormite e l'ora del risveglio. Poi a chi si rivolge ai centri del sonno vengono spesso prescritti anche esami strumentali».

Quali sono questi esami strumentali?
«Un dispositivo molto utile per avere una descrizione dei cicli di sonno e veglia è l'attigrafo, che si indossa come un orologio da polso e registra i movimenti. Un'altra opzione è la polisonnografia, ovvero un esame che durante la notte registra simultaneamente numerosi parametri fisiologici: il flusso d'aria del naso e della bocca, l'intensità sonora del russamento, i movimenti di torace e addome, la posizione nel letto, la saturazione di ossigeno nel sangue e l'attività del cuore.

Oggi l'esame si può eseguire anche a casa propria: dopo l'applicazione dei rilevatori (tre elettrodi sul torace, un pulsossimetro al dito e un misuratore di respiro esterno al naso) l'interessato dorme nel proprio letto e l'indomani consegna agli specialisti il piccolo computer su cui sono state registrate le rilevazioni. A quel punto è possibile individuare l'intervento più efficace, che può per esempio prevedere la prescrizione di farmaci che agiscono sulla dopamina».


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