Localizzare i suoni grazie allo studio di una mosca

27 agosto 2014
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Localizzare i suoni grazie allo studio di una mosca


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Isolare i suoni che interessano, poter concentrare l'udito su un suono in particolare in mezzo ai rumori di sottofondo. Una tecnologia che, se realizzata, potrebbe aiutare chi ha problemi di udito a sentire ciò che gli serve, senza amplificare tutto il rumore circostante. L'idea Michael Kuntzman e Neal Hall, del Department of electrical and computer engineering dell'Università del Texas a Austin (Texas), è arrivata da una mosca, la Ormia ochracea, che è in grado di localizzare i grilli dai loro suoni con una precisione notevole, nonostante tutti gli altri rumori di sottofondo, grazie a un meccanismo di elaborazione del suono assai sofisticato con cui ne identifica la direzione entro un angolo di 2 gradi. È un'abilità particolare, perché gli insetti non riescono a localizzare la fonte di un suono.

Il cervello dell'uomo localizza la sorgente di un suono utilizzando la differenza di tempo impiegato dal suono stesso per arrivare alle orecchie, dovuta alla distanza dell'una dall'altra. Questo per gli insetti non è possibile, perché i suoni arrivano quasi contemporaneamente, data la dimensione piccola del loro corpo. La Ormia ochracea ci riesce, utilizzando modi di vibrazione multipli che amplificano tempi e differenze di livello. Studiando questa mosca i ricercatori statunitensi hanno segnalato la possibilità di imitarla con un dispositivo di piccole dimensioni dotato di una batteria poco ingombrante, di cui hanno presentato il prototipo: uno strumento che mima «il meccanismo di udito della Ormia capace di replicare la notevole capacità di localizzazione del suono di questa mosca speciale» spiegano Kuntzman e Hall.

Tentativi di costruire strumenti che imitavano l'udito particolare di questa mosca erano già stati fatti da altri ricercatori; Kuntzman e Hall hanno usato per la prima volta un materiale che converte la pressione meccanica in segnali elettrici, lavorando con una potenza molto piccola.
Questo dispositivo potrebbe essere usato nel futuro per gli apparecchi acustici e permetterebbe di selezionare i suoni o conversazioni che si desidera sentire.

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