“Prevenzione Possibile”: i risultati dell’iniziativa sulla salute al femminile

17 settembre 2018

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“Prevenzione Possibile”: i risultati dell’iniziativa sulla salute al femminile



Le italiane sono attente alla prevenzione primaria e chiedono maggiore accessibilità a programmi di screening e diagnosi precoce, non solo in ambito cardiovascolare ma anche dermatologico, ginecologico e dell'Hiv.

E' quanto risulta dall'analisi dei dati raccolti -sono state visitate oltre 2.600 donne- attraverso l'iniziativa "Prevenzione Possibile. La salute al femminile", realizzata con il patrocinio di Siprec (Società italiana per la prevenzione cardiovascolare), Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Federfarma (Federazione nazionale unitaria titolari di farmacia) e Federfarma-Sunifar, con il contributo incondizionato di Mylan.

A conclusione del tour, partito lo scorso 8 marzo, sono stati più di 9.800 i chilometri percorsi in 120 giorni dall'ambulatorio mobile, per complessive 31 tappe in altrettante città di 15 regioni, allo scopo di sensibilizzare le donne sui fattori di rischio che rendono le malattie del cuore il loro killer numero uno e informarle sull'importanza di modificare alcuni comportamenti non corretti. «Dai dati rilevati è emerso che la maggioranza di loro non solo è consapevole della propria condizione di rischio, ma cerca di migliorarla attraverso stili di vita sani e corretti, evitando di fumare (lo fa solo il 18%), facendo attività fisica (ben il 63,5% la pratica abitualmente) e tenendosi in forma, come dimostra il Bmi (Body mass index o Indice di massa corporea) medio rilevato, pari a 25,45», afferma Stefano Carugo, responsabile scientifico del progetto e direttore di Cardiologia Unità e UCIC, UOC cardiologia dell'Ospedale Santi Paolo e Carlo di Milano.
«L'età media delle partecipanti agli screening gratuiti è risultata 56 anni, a conferma dell'odierna tendenza a prestare maggiore attenzione alla salute dopo la menopausa», sottolinea Gabriella Levato, segretario generale regionale Federazione italiana medici di medicina generale/Fimmg Lombardia. «E' importante però iniziare a farlo fin da subito, cercando di adottare uno stile di vita sano e, soprattutto in caso di familiarità per le malattie cardiovascolari, rivolgersi al proprio medico di base che prescriverà gli esami più appropriati a seconda della specifica situazione clinica».


Attenzione alle ossa


L'iniziativa ha fornito anche l'occasione per sottoporsi a una valutazione della densità ossea e valutare il rischio osteoporosi, un problema che affligge una donna su tre oltre i 50 anni. «Grazie a una maggiore sensibilizzazione e informazione, oggi è davvero possibile fare prevenzione di questa malattia, adottando già in giovane età stili di vita sani, praticando regolare esercizio fisico moderato e seguendo una dieta bilanciata ricca di calcio e vitamina D», spiega la dottoressa Giuseppina Resmini, del board scientifico del progetto e responsabile del Centro per lo studio dell'osteoporosi e delle malattie metaboliche dell'osso, UO di Ortopedia e traumatologia - ASST Bergamo Ovest. «L'osteoporosi, infatti, nonostante il riassorbimento dell'osso sia maggiore nelle donne in menopausa, si sviluppa con più probabilità se il picco di massa ossea, che si raggiunge entro i 20-25 anni, non è ottimale. Inoltre è molto importante esporsi ogni giorno al sole per almeno 10 minuti, anche solo con mani e viso. Questo perché i raggi solari aiutano a contrastare la carenza di Vitamina D, agendo sulla biosintesi endogena di colecalciferolo, un componente essenziale per la salute dell'osso».

Claudio Buono

 



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