Le frontiere della salute: futurologia alimentare

07 dicembre 2018

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Le frontiere della salute: futurologia alimentare



Forse non arriveremo subito al pudding liofilizzato che viene ricostituito senza alcun controllo nel capolavoro del 1973 di Woody Allen "Il Dormiglione" ma il futuro del cibo tra soli 25 anni non sarà quello che molti si immaginano. Gli esperti della materia, i cosiddetti futurologi alimentari, lo immaginano svilupparsi intorno ad alcuni grandi tematiche: esperienza, salute, sostenibilità e cellularità.

Mix di sapori


Sarà un cibo "esperienziale" che, in conseguenza della globalizzazione, porterà modi di cucinare una volta considerati assolutamente esotici in tutte le case. Già oggi nelle grandi città di tutto il mondo è possibile mangiare in modo "diversamente etnico" sette giorni su sette. Tanta globalizzazione, come spesso accade, avrà il vantaggio di esaltare gli aromi e le tradizioni regionali e locali. Anche in questo campo la parola ricorrente sarà: "glocal" una sorte di sincope retorica che fonde tra loro due termini anglosassoni: global e local.

Cibo personalizzato


Sarà un cibo salutare adattato ad ognuno di noi perché prima della medicina di precisione verrà l'alimentazione di precisione. I "concept food" di questo genere saranno costruiti in modo da essere perfettamente compatibili con il microbioma di ognuno di noi. Gli yogurt e i probiotici saranno migliaia di volte più potenti di quelli attuali e ingegnerizzati per migliorare l'efficienza energetica e il metabolismo. Un'impresa, al momento, impossibile.

Filiera sostenibile

Sarà un cibo sostenibile. I grandi produttori su scala mondiale hanno compreso perfettamente che la crescita esponenziale degli abitanti del pianeta richiede di ripensare tutta la filiera di produzione migliorando di molto l'efficienza produttiva, riducendo a zero gli sprechi alimentari e, di fatto, eliminando gli imballaggi inutili.

Agricoltura cellulare

Sarà, infine, un cibo cellulare. Sensori, droni, agricoltura verticale e ingegneria genetica rivoluzioneranno, nei prossimi decenni, tutti modelli e i meccanismi di coltivazione e allevamento che abbiamo conosciuto sinora. Le fattorie del futuro non saranno invasive e inquinanti come quelle di adesso. Il nuovo bestiame non sarà più fatto da bovini, pollame e ovini quanto piuttosto da batteri e lieviti modificati in grado di produrre, in grandi fermentatori controllati, proteine nobili del latte o della carne, che saranno purissime e ad alto valore nutrizionale. La nuova agricoltura cellulare potrebbe liberarci da pratiche di allevamento e pesca assolutamente insostenibili e crudeli come quelli attuali.

Supercibi

Come abbiamo già scritto, il futuro è sempre molto più vicino di quanto si possa pensare tanto che un prodotto concettuale chiamato degustazione digitale consente già oggi di scegliere dal menu di un ristorante di lusso e "stampare" in 3D il cibo desiderato (pare che funzioni molto bene con i dolci) a un prezzo praticamente irrisorio. Gli appassionati dell'happy hour sappiano inoltre che le birre potranno essere fatte in casa grazie a nano-breweries personalizzate basate sul lievito selvatico che si può trovare, se si sa come cercarlo, in tutte le abitazioni. Infine, anche la pasta e la pizza potranno essere fatte da estratti di alga marina d'allevamento, con un consumo e un'efficienza nutrizionale molto superiore a quella del grano. Sul fatto, tuttavia, che questi due ultimi cibi avranno successo in Italia nutro dei serissimi dubbi.

Luca Pani
@Luca__Pani
Psichiatra - Università di Miami, Autore di Buddha non è un Bar, LSWR-EDRA, Milano



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