Osteoporosi: negli uomini c’è poca attenzione alle ossa dopo una frattura

19 novembre 2014

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Osteoporosi: negli uomini c’è poca attenzione alle ossa dopo una frattura


osteoporosi polso uomo

Nessuno lo può negare: è molto facile che le ossa delle donne con il passare del tempo si indeboliscano, complici anche i cambiamenti ormonali che si presentano con la menopausa. Ma ciò non significa che gli uomini possono stare tranquilli e non pensare alla salute del proprio scheletro. Uno studio statunitense da poco pubblicato sulla rivista Journal of bone & joint surgery ha però dimostrato che nel cosiddetto "sesso forte" l'attenzione rivolta alle ossa è minore che nelle donne, anche dopo una frattura che potrebbe essere il primo campanello d'allarme di un problema più serio.

«Nonostante l'opinione comune che ci presenta l'osteoporosi come un problema solo femminile, circa 1 uomo su 4 dopo i 50 anni va incontro a una frattura causata da questa fragilità e circa 2 milioni di uomini americani soffrono di osteoporosi» afferma Tamara Rozental, professore associato di chirurgia ortopedica alla Harvard Medical School e coordinatrice dello studio. Per capire meglio quanto uomini e donne si preoccupino delle proprie ossa, i ricercatori statunitensi hanno analizzato i dati relativi a 95 uomini e 344 donne con più di 50 anni che erano stati trattati per una frattura della parte distale del radio (vicino al polso) tra il 2007 e il 2012.

«Quella della parte distale del radio è una delle più comuni fratture dette "da fragilità", che si verificano cioè a causa di problemi legati a un indebolimento dell'osso magari a causa dell'osteoporosi» spiega l'autrice. Ma lo studio dimostra che anche dopo questo possibile segnale di un problema osseo, la probabilità di sottoporsi a controlli per misurare la densità minerale ossea - un indicatore della presenza di osteoporosi - è tre volte più bassa negli uomini che nelle donne. E anche i trattamenti a base di calcio e vitamina D o di farmaci come i bisfosfonati sono decisamente meno comuni negli uomini rispetto alle donne. «Trattare le fratture senza cercare di capirne meglio le cause, mette gli uomini a rischio di successive fratture, con tutte le complicazioni ad esse associate» conclude Rozental.


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