Carenza di iodio in gravidanza: rischi per la prole

17 maggio 2021
Aggiornamenti e focus

Carenza di iodio in gravidanza: rischi per la prole



L'importanza dello iodio nelle donne in età riproduttiva


Disturbi nello sviluppo di capacità intellettive come linguaggio e memoria e danni cerebrali permanenti nei casi più gravi. Ecco quanto può succedere alla prole in caso di inadeguato apporto di iodio in gravidanza, secondo un articolo firmato dai ricercatori dall'Università dell'Australia Meridionale. Lo studio pilota, pubblicato sull'International Journal of Environmental Research and Public Health, è stato condotto su donne in età riproduttiva vegane, vegetariane e onnivore, con queste ultime che assumevano più iodio delle prime, ma comunque lontani dai valori raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità.
«Nello specifico, l'apporto di iodio alimentare per una donna adulta si aggira intorno ai 150 microgrammi (µg) giornalieri, e l'incremento del fabbisogno che viene suggerito durante la gestazione è pari a 25µg/die. In definitiva, quindi, il corretto apporto di iodio in gravidanza è intorno ai 175µg/die» spiega Jane Whitbread, dietista all'University of South Australia, Alliance for Research in Exercise Nutrition and Activity (ARENA), di Adelaide in Australia, spiegando che le donne che consumano una dieta vegana o comunque a base vegetale possono essere maggiormente a rischio di un basso apporto di iodio a causa dell'elusione di prodotti animali contenenti iodio. Per approfondire l'argomento gli autori hanno reclutato 57 donne delle quali 26 erano onnivore e 31 seguivano diete a base vegetale.

Tutte le partecipanti hanno fornito due campioni di urina per valutare la concentrazione di iodio urinario (Uic), registrando inoltre per due giorni gli alimenti consumati. E a conti fatti la Uic è risultata diversa tra i gruppi, pari a 44 µg/L nel gruppo vegano/vegetariano e 64 µg/L nelle onnivore. «In tutti i casi, comunque, l'Uic non ha raggiunto i livelli raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità» scrivono gli autori, sottolineando che anche l'assunzione di iodio era diversa nei due gruppi: rispettivamente 78 e 125 µg/die. «Nonostante l'aumentato fabbisogno in gravidanza, gran parte delle donne non assume iodio sufficiente prima del concepimento. I nostri dati, comunque, vanno confermati da studi più ampi che valutino l'escrezione di iodio nelle donne in età riproduttiva» conclude Whitbread.

Fonte: Doctor33

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