Candida: trasmissione, contagio e sintomi

11 giugno 2019

Candida: trasmissione, contagio e sintomi



Indice


Cos'è la Candida


La candidosi è un'infezione di natura fungina, provocata da funghi o lieviti del genere Candida, in particolare Candida albicans, che può colpire la mucosa orale, il tratto gastrointestinale e la vagina. L'infezione può essere localizzata o estesa, a volte anche sistemica, dipende dalle condizioni del soggetto e del suo stato generale di salute.
Nella forma vaginale, chiamata candidosi vulvovaginale, si manifesta clinicamente con infiammazione e prurito: attorno all'apertura vaginale si avverte un dolore fastidioso accentuato dal contatto con l'urina e dai rapporti sessuali. Possono essere presenti perdite biancastre (leucorrea) e dense descrivibili come latte cagliato, con un odore che ricorda il lievito. Tutta la zona genitale può essere interessata da eritema, fino alla zona perianale. E' un'infezione che può colpire anche i genitali maschili, anche in questo caso il sintomo più importante è l'eruzione cutanea pruriginosa sul pene.
Quasi il 75% di tutte le donne adulte ha avuto almeno una volta nella vita un episodio di candidosi, mentre negli uomini è più raro che accada. L'infezione compare con maggior frequenza nei soggetti il cui sistema immunitario è debole o indebolito, ma ci sono delle condizioni di maggior rischio come la gravidanza, il diabete, l'uso di antibiotici ad ampio spettro, uso di farmaci corticosteroidi.

Cause della Candida


L'agente eziopatologico della candidosi vulvovaginale è il fungo Candida albicans. Raramente l'infezione avviene per contagio, in ogni caso è bene astenersi dai rapporti sessuali non protetti durante la manifestazione del disturbo. Generalmente è provocata dai microrganismi già presenti nella flora batterica che normalmente colonizza la mucosa orale, il tratto gastrointestinale e la vagina. In condizioni fisiologiche, il fungo Candida viene tenuto sotto controllo, grazie a meccanismi di competizione, dalle altre specie batteriche, in un equilibrio in cui nessun microrganismo patogeno prevale. Nel caso in cui i batteri competitori vengono ridotti da trattamenti antibiotici, o se il sistema immunitario è compromesso da malattie come AIDS o diabete, o da malnutrizione o da alcuni farmaci (corticosteroidi o antitumorali), i funghi Candida possono moltiplicarsi e proliferare fino a provocare i sintomi della candidosi.
Contribuiscono alla proliferazione indumenti, in particolare intimi, stretti e sintetici che trattengono il calore e creano condizioni di umidità e temperatura idonei alla vita dei funghi.

Diagnosi

La diagnosi corretta effettuata dal medico è fondamentale per una terapia efficace. Nel 2002 uno studio provò che solo il 33% delle donne che avevano fatto ricorso all'automedicazione, per una presunta infezione da lieviti, avevano proprio quel tipo di infezione. Le altre avevano altri tipi di infezioni, di natura batterica o mista. Con un esame diretto il medico è in grado di riconoscere un'infezione da Candida. Qualora la diagnosi fosse incerta, l'esame al microscopio di cellule grattate dalla superficie della pelle o la loro coltura in piastra possono identificare il tipo di patogeno che ha provocato la sintomatologia. La coltura in vitro è utile nei casi di candidosi recidivante in quanto permette di identificare se il lievito è resistente ai normali trattamenti antibiotici. Nel dubbio che ci sia una patologia sottostante più complessa e che aumenta il rischio di candidosi il medico può richiedere esami del sangue per verificare se è presente diabete, HIV o tumori.
L'infezione si scatena quando il delicato equilibrio tra batteri buoni e agenti patogeni si rompe. L'alterazione della flora batterica intestinale è uno dei principali fattori che la determinano, comunque sempre anche sulla base di una predisposizione individuale. Altri fattori che giocano un ruolo nello sviluppo dell'infezione sono:
  • indebolimento del sistema immunitario, anche a seguito di una banale influenza
  • terapie antibiotiche
  • variazioni ormonali
  • alterazione pH vaginale
  • alimentazione, ricca di zuccheri e lieviti
L'attivazione della candida è inoltre facilitata dalla presenza di estrogeni. Inizia a comparire infatti nella fase della pubertà, quando ne aumenta la produzione. Gli estrogeni accrescono il livello di zuccheri della mucosa vaginale, favorevole alla riproduzione del germe. Per questo il rischio di sviluppare l'infezione è maggiore durante la gravidanza e nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale.


Terapie e trattamenti per la candida

La candidosi vulvovaginale va curata con agenti antifungini, da assumere oralmente o applicati sulla zona affetta o all'interno della vagina. Solitamente nella terapia si impiegano gli azoli, farmaci antifungini ad ampio spettro che ottengono successo nell'80-90% dei casi. Tuttavia, accade sempre più frequentemente che le infezioni non rispondano alla cura: quando la terapia farmacologica viene prolungata o la diagnosi non è corretta aumenta il rischio di insorgenza di fenomeni di resistenza. Molti studi hanno dimostrato che due terzi dei farmaci di automedicazione venduti per trattare candidosi vulvovaginali sono stati usati da donne che non avevano il disturbo. Usare questi farmaci quando non è necessario o in modo eccessivo comporta squilibri nella flora batterica che alla lunga generano infezioni resistenti molto difficili da trattare.
Alla terapia farmacologica è bene affiancare un regime dietetico che contribuisca a controllare l'eccessiva proliferazione fungina. E' una dieta molto simile a quelle senza caseina e senza glutine e richiede l'eliminazione di tutte le forme di zucchero, frumento, latticini, prodotti fermentati e trasformati.
La terapia, qualunque essa sia, non deve essere sospesa prima del tempo. Sono infatti frequenti le recidive, che con l'andare del tempo possono innescare altri disturbi a carico dell'apparato genitale femminile, soprattutto se ripetute.
La terapia infatti non elimina il fungo, ma ne blocca solo la moltiplicazione. Per debellare l'infezione bisogna intervenire sulla disbiosi intestinale, riequilibrando la flora batterica "buona", e rafforzare il sistema immunitario. Oltre agli antimicotici è quindi importante adottare alcune precauzioni per agevolare il recupero di uno stato di benessere.

Prevenire infezioni e recidive

La candida svolge il ruolo di contribuire alla metabolizzazione di zuccheri e carboidrati, attraverso un processo di fermentazione. Poiché si nutre di zuccheri, per contrastarla e prevenire le recidive è necessario curare l'alimentazione, che dovrà essere il più possibile priva di lieviti naturali e artificiali, di zuccheri raffinati e invece privilegiare frutta, verdura e yogurt, anche per mantenere la regolarità intestinale, importantissima per evitare insorgenza di infezioni.
Assumere probiotici regolarmente, oltre che nel periodo dell'infezione acuta, aiuta a contrastare la disbiosi.
Esistono poi altri accorgimenti che è possibile adottare, in generale ma ancor di più in estate:
  • indossare biancheria di cotone. Le fibre sintetiche impediscono traspirazione e creano ambiente favorevole alla crescita di batteri
  • per lo stesso motivo non indossare pantaloni troppo aderenti e stretti
  • limitare prodotti lievitati (pizza, focaccia, dolci, pane), fermentati (birra) e formaggi stagionati
  • limitare alcol e bibite gassate
  • utilizzare detergenti non aggressivi e con pH fisiologico. In alcuni casi anche solo acqua
  • evitare l'uso promiscuo di asciugamani
  • dopo bagni in piscina e in mare fare una doccia con acqua dolce e non tenere costume umido
  • fare attenzione a dove ci si siede: sabbia, bordo piscina, lettini, bagni pubblici

Dizionario

CANDIDOSI - Micosi causata da diverse specie di Candida, caratterizzata dalla comparsa sulla cute o sulle mucose di chiazze biancastre. Le localizzazioni più frequenti sono le mucose della bocca (stomatite o mughetto ) ed i genitali esterni, più rare le sedi cutanee (regioni ascellari, sotto-mammarie, pieghe dei glutei), le unghie. In caso di immunodeficienza o di riduzione delle difese dell'ospite (denutrizione, malattie metaboliche, somministrazione di corticosteroidi, di immunodepressivi, di alcuni antibiotici) si possono avere forme generalizzate (sepsi, endocardite, meningite, broncopolmonari). Sin.: moniliasi.

CANDIDIASI - E' l'infezione da funghi del genere Candida, generalmente C. albicans, più frequentemente a carico di cute mucosa orale (mughetto), tratto respiratorio o vagina; raramente vi è un'infezione sistemica o un'endocardite. c. atrofica, tipo di candidiasi orale caratterizzata da chiazze eritematose a ciottolo sul palato duro o molle, sulla mucosa orale e sulla superficie dorsale della lingua. c. broncopolmonare, broncomoniliasi; candidiasi riscontrata nel tratto respiratorio. c. mucocutanea cronica, una di varie forme caratterizzate da candidiasi cronica delle mucose orale, vaginale, cutanea e ungueale, resistente alla terapia e talvolta familiare. c. orale, mughetto. c. pseudomembranosa acuta, mughetto. c. vaginale, c. vulvovaginale, infezione da Candida della vagina e abitualmente anche della vulva, comunemente caratterizzata da prurito, secrezione bianca cremosa, eritema vulvare, gonfiore e dispareunia.

CANDIDIDE - Reazione idiosincrasica che rivela ipersensibilità all'infezione da Candida altrove nell'organismo.

CANDIDINA - Antigene per test cutaneo derivato da Candida albicans, utilizzato nei test per lo sviluppo di ipersensibilità di tipo ritardato al microrganismo.


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