Aumentare di peso in gravidanza, quali sono le regole da seguire
L'aumento di peso in gravidanza è tornato al centro dell'attenzione scientifica. Un'analisi pubblicata sul British Medical Journal ha studiato i dati di oltre 1,6 milioni di donne, mostrando come solo una minoranza di pazienti rientri negli intervalli raccomandati e quanto un aumento di peso - che sia insufficiente oppure eccessivo - si associno spesso a rischi differenti per la madre e per il neonato. I risultati degli studi rafforzano la necessità di rivedere gli standard internazionali oggi in uso.
Perché il tema del peso in gravidanza è di nuovo in discussione
Da anni l'aumento di peso durante la gravidanza è uno degli aspetti più delicati e discussi nella pratica ginecologica. È noto che un incremento ponderale non adeguato può influenzare la salute della madre e del bambino, sia nel breve sia nel lungo periodo.
Negli ultimi due decenni, il contesto però è cambiato: l'età media delle donne che affrontano una gravidanza è aumentata, così come il BMI (indice di massa corporea) pre-gravidanza e la frequenza di sovrappeso e obesità. Tutto questo rende sempre meno rappresentative le linee guida generali utilizzate finora, basate su popolazioni di anni passati.
Lo studio: nuovi dati e popolazioni contemporanee
La revisione ha incluso studi condotti tra il 2009 e il 2024, per un totale di circa 1,6 milioni di donne provenienti da cinque diverse regioni dell'Organizzazione mondiale della sanità.
Prima della gravidanza:
● il 53% delle donne aveva un BMI nella norma,
● il 6% era sottopeso,
● il 19% sovrappeso,
● il 22% obeso.
Dai dati analizzati emerge che solo il 32% delle donne ha avuto un aumento di peso in gravidanza entro i limiti raccomandati. Il 23% ha preso meno peso del consigliato, mentre il 45% ne ha preso di più. Sono ben poche quelle che hanno completato la gravidanza entro gli intervalli raccomandati.
Cosa succede se si prende meno peso del raccomandato
Un aumento di peso inferiore agli intervalli consigliati è risultato associato ad alcuni vantaggi:
● minore rischio di taglio cesareo,
● minore probabilità di neonato grande per l'età gestazionale (LGA),
● minore rischio di macrosomia (peso alla nascita molto elevato).
Tuttavia, questi vantaggi sono bilanciati da un aumento del rischio di:
● parto pretermine,
● neonato piccolo per l'età gestazionale (SGA),
● basso peso alla nascita,
● difficoltà respiratorie neonatali.
In altre parole, prendere troppo poco peso può ridurre alcuni rischi, ma aumentarne altri, soprattutto per il neonato.
I rischi legati a un aumento eccessivo
All'opposto, un aumento di peso superiore ai range raccomandati è risultato associato a:
● maggiore rischio di taglio cesareo,
● aumento del peso del neonato alla nascita,
● disordini ipertensivi della gravidanza,
● neonato LGA e macrosomia,
● ricovero in terapia intensiva neonatale (NICU).
In questo gruppo si osserva però un minor rischio di basso peso alla nascita e di prematurità, a conferma della complessità del bilanciamento tra rischi e benefici.
Il nodo dell'obesità
Un risultato interessante riguarda le donne obese. Quelle nelle fasce più basse dell'obesità sembrano avere una probabilità maggiore di partorire neonati con peso eccessivo rispetto alle donne con obesità più severa.
Gli autori invitano però alla cautela. L'elevata eterogeneità degli studi e l'uso di classificazioni diverse del BMI rendono questa osservazione meno solida e non sufficiente per trarre conclusioni definitive.
Perché servono nuove linee guida
Oltre a differenze tra aree geografiche, la revisione mette in evidenza importanti limiti metodologici. Mancano criteri uniformi per classificare il BMI e l'aumento di peso in gravidanza, rendendo difficile confrontare gli studi e applicare raccomandazioni valide per tutte le popolazioni.
Resta inoltre aperta una delle questioni più delicate: la sicurezza di un'eventuale perdita di peso nelle donne obese durante la gravidanza, per la quale le evidenze disponibili sono ancora insufficienti.
Proprio per questi motivi, l'Organizzazione mondiale della sanità ha avviato un processo di revisione degli standard globali, con l'obiettivo di renderli più rappresentativi delle popolazioni contemporanee e dei diversi contesti socioeconomici.
Fonte: Ginecologia33
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