Vitamina D in gravidanza, dosi più alte migliorano la memoria dei bambini
La vitamina D assunta durante la gravidanza potrebbe influenzare lo sviluppo cognitivo del bambino, non solo nei primi anni di vita, ma fino alla media infanzia. È quanto emerge da uno studio clinico danese, pubblicato su JAMA Network Open, che ha seguito 498 bambini fino all'età di 10 anni. Quelli le cui madri durante la gravidanza avevano assunto un dosaggio più alto di vitamina D3, il doppio rispetto a quello standard, mostravano risultati migliori nei test di memoria verbale e memoria visiva. Un risultato che rafforza le evidenze sul ruolo della vitamina D nello sviluppo neurologico prenatale, anche se il campo richiede ancora conferme su campioni più ampi.
Perché la vitamina D è importante per il cervello del feto
La vitamina D non è solo il "nutriente delle ossa". Durante la gravidanza partecipa attivamente allo sviluppo cerebrale del nascituro, attraverso meccanismi biologici ben documentati: favorisce la differenziazione delle cellule nervose, interviene nella sintesi dei neurotrasmettitori e ha un'azione antiossidante che protegge il tessuto cerebrale in formazione.
I recettori della vitamina D sono distribuiti in diverse aree del cervello, a conferma del suo ruolo nello sviluppo neurologico. Inoltre, studi sperimentali hanno mostrato che una carenza prenatale di vitamina D è associata a difficoltà di apprendimento e memoria, e alcune ricerche l'hanno collegata a un rischio aumentato di disturbi neuropsichiatrici come il disturbo dello spettro autistico (ASD), il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e la schizofrenia.
Lo studio: 700 coppie madre-figlio seguite per 10 anni
Lo studio si basa su un'analisi secondaria del Copenhagen Prospective Studies on Asthma in Childhood 2010, uno studio clinico randomizzato condotto in Danimarca tra il 2009 e il 2010. Delle 700 coppie madre-figlio inizialmente arruolate, 623 sono state assegnate in modo casuale a due gruppi: uno che assumeva vitamina D3 ad alto dosaggio (2.800 UI al giorno) e uno che assumeva il dosaggio standard (400 UI al giorno), dalla 24° settimana di gravidanza fino a una settimana dopo il parto.
L'analisi finale ha incluso 498 bambini, con un'età media di 10,3 anni al momento della valutazione. I ricercatori hanno valutato le funzioni cognitive in 11 aree diverse attraverso test neuropsicologici standardizzati.
I risultati: memoria verbale e visiva migliori
L'analisi ha mostrato associazioni positive tra l'esposizione prenatale ad alto dosaggio di vitamina D3 e tre aree cognitive: memoria verbale, memoria visiva e flessibilità cognitiva. I risultati per memoria verbale e visiva sono rimasti statisticamente significativi anche dopo le correzioni statistiche per test multipli. Per la flessibilità cognitiva, invece, l'associazione non ha mantenuto la significatività.
È il primo studio clinico randomizzato a valutare gli effetti di un dosaggio elevato di vitamina D3 sulle funzioni cognitive dei bambini fino alla media infanzia. Un precedente studio su campione più piccolo aveva già mostrato benefici sull'acquisizione del linguaggio a 3-5 anni con un dosaggio di 2.000 UI al giorno dalla 12a settimana di gravidanza.
Cosa significano questi risultati
I ricercatori sono cauti nelle conclusioni. Si tratta di un'analisi secondaria, non l'obiettivo primario dello studio originale. E il campione, pur consistente, riguarda una popolazione specifica (donne danesi) con caratteristiche che potrebbero non essere generalizzabili.
Il dosaggio utilizzato nel gruppo ad alto dosaggio (2.800 UI al giorno) è superiore a quello attualmente raccomandato in molti Paesi per le donne in gravidanza. In Italia, per esempio, si attesta generalmente intorno alle 400-600 UI al giorno, con possibili aggiustamenti in caso di carenza documentata.
I risultati non implicano che ogni donna in gravidanza debba aumentare autonomamente l'assunzione di vitamina D. Indicano però che il ruolo di questo nutriente nello sviluppo cerebrale prenatale merita attenzione e ulteriori studi su campioni più ampi e popolazioni diverse.
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