Minaccia tubercolosi, diagnosi rapide ma aumentano le forme resistenti

24 marzo 2026
Aggiornamenti e focus

Minaccia tubercolosi, diagnosi rapide ma aumentano le forme resistenti



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La tubercolosi resta una minaccia attuale in Europa e in Italia. Nel 2024 si sono registrati circa 204.000 nuovi casi nella Regione europea e circa 4.000 in Italia, senza un calo significativo. A preoccupare è soprattutto la diffusione di forme farmaco-resistenti. In occasione della Giornata mondiale del 24 marzo, gli esperti richiamano l'attenzione sulla necessità di rafforzare diagnosi, sorveglianza e accesso alle cure, anche attraverso nuove tecnologie diagnostiche raccomandate dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).


Tubercolosi: una malattia ancora presente

La tubercolosi è un'infezione causata da un batterio che colpisce principalmente i polmoni, ma può interessare anche altri organi. Nonostante i progressi degli ultimi decenni, continua a rappresentare un problema di salute pubblica globale.

Secondo i dati dell'Oms, in Europa si registrano ogni anno centinaia di migliaia di casi, con circa 19.000 decessi nel 2024. In Italia l'incidenza resta relativamente contenuta, ma stabile, segno che la malattia non è ancora sotto controllo.

"In Europa e anche in Italia la tubercolosi non può essere considerata una malattia del passato" osserva Daniela Maria Cirillo, direttrice dell'Unità Patogeni Emergenti dell'IRCCS Ospedale San Raffaele e coordinatrice del gruppo di lavoro sui micobatteri AMCLI. "La stabilità dei casi e la diffusione di forme farmaco-resistenti indicano la necessità di mantenere alta l'attenzione, soprattutto nei gruppi più vulnerabili, e di rafforzare le attività di sorveglianza e controllo".


Il problema delle forme resistenti

Uno degli aspetti più critici è rappresentato dalla tubercolosi farmaco-resistente, cioè forme della malattia che non rispondono ai trattamenti standard. Nel 2024 si stimano fino a 55.000 casi di questo tipo nella Regione europea.

La presenza di ceppi resistenti anche ai farmaci più avanzati rende più complessa la gestione clinica e richiede terapie più lunghe e articolate.


Nuove tecnologie per la diagnosi precoce

Per migliorare la gestione della malattia, l'Oms raccomanda l'uso di test diagnostici rapidi, eseguibili direttamente nei luoghi di cura. Questi strumenti possono fornire risultati in meno di un'ora e a costi inferiori rispetto ai test tradizionali attualmente in uso.

"L'innovazione diagnostica consente di ottenere in tempi molto più rapidi informazioni fondamentali sul patogeno e sui profili di resistenza. Questo permette di avviare precocemente terapie mirate e di migliorare in modo significativo la gestione clinica e la sorveglianza epidemiologica", ha aggiunto Cirillo.

In occasione della giornata mondiale, l'Oms ha introdotto nuove linee guida che raccomandano l'uso di test diagnostici rapidi near-point-of-care e del tampone linguale per la diagnosi della tubercolosi. Quest'ultimo in particolare può essere utilizzato quando il paziente non riesce a produrre espettorato, facilitando la diagnosi in alcune categorie di persone.

L'obiettivo è ridurre i tempi di identificazione della malattia e avviare più rapidamente il trattamento, limitando la diffusione dell'infezione. Le diagnosi possono ora essere eseguite direttamente nei luoghi di cura, superando la dipendenza dai laboratori centralizzati, in particolare nei contesti a risorse limitate.


I fattori che influenzano la diffusione

La diffusione della tubercolosi è legata anche a fattori sociali e globali. Conflitti, migrazioni forzate e difficoltà di accesso ai sistemi sanitari possono ostacolare diagnosi e cure tempestive.

Anche la riduzione dei finanziamenti internazionali per la salute rappresenta un elemento di criticità, con il rischio di compromettere i progressi ottenuti negli ultimi anni.

"Investire nella tubercolosi è una scelta politica ed economica strategica, con un ritorno stimato fino a 43 dollari per ogni dollaro speso", ha dichiarato Tereza Kasaeva, direttrice del Dipartimento Oms per HIV, tubercolosi, epatiti e infezioni sessualmente trasmissibili. "Servono leadership, investimenti e attuazione delle raccomandazioni per salvare vite e proteggere le persone".


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