Procedura medica: l’umore del paziente influenza i risultati finali

16 dicembre 2015
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Procedura medica: l’umore del paziente influenza i risultati finali



L'umore conta anche quando ci si sottopone a un intervento medico o a un esame diagnostico. Lo sostengono i ricercatori coordinati da Elvira Lang, radiologa di Boston, in base ai risultati di uno studio da poco presentato a Chicago, nel corso del congresso annuale della Radiological Society of North America. Lang e colleghi hanno analizzato i dati relativi a 120 donne e 110 uomini di età media pari a 55 anni sottoposti a una procedura medica minimamente invasiva che consisteva nell'inserimento di un catetere in un vaso sanguigno per raggiungere il punto desiderato, per esempio un'arteria "intasata".

«Prima dell'intervento è stato chiesto ai pazienti di rispondere a una domanda sul loro umore, per capire se era negativo, neutro oppure positivo» spiegano gli autori che hanno poi verificato l'esistenza di eventuali associazioni tra l'umore dichiarato e l'esito della procedura, misurato in termini di eventi avversi. E i risultati dell'analisi hanno stupito anche gli esperti, dimostrando che eventi avversi come per esempio pressione alta o bassa e sanguinamento post-intervento si sono verificati nel 22 per cento dei pazienti che avevano dichiarato di avere un livello particolarmente alto di umore negativo, ovvero sensazioni di stress, paura e ostilità.

La percentuale si è fermata invece al 12 per cento per le persone con un atteggiamento meno negativo o neutrale, mentre un umore positivo non sembra avere avuto particolare influenza sui risultati. «Prima d'ora si pensava che l'umore non potesse in alcun modo avere un effetto sul risultato di una procedura medica» afferma Nadja Kadom, professore associato di radiologia alla Emory University school of medicine and children's healthcare di Atlanta.

Anche se i dati sono ancora preliminari, è importante sottolineare la potenziale influenza dell'umore sui risultati di una procedura medica. «Per evitare questo effetto dell'umore sulla pratica clinica non si chiede certo al paziente di affrontare una procedura con gioia e allegria» spiega Lang, «basta avere un atteggiamento neutro, eliminando le sensazioni e gli umori più negativi».




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