Bifosfonati riabilitati

31 marzo 2010

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Bifosfonati riabilitati


Un nuovo studio conferma che anche l'utilizzo a lungo termine di bifosfonati, per contrastare l'osteoporosi, non aumenta il rischio di fratture e anche la loro efficacia nel contrastare la degenerazione delle ossa che colpisce le persone anziane, non viene messa in dubbio. «I bisfosfonati prevengono i danni causati dalla fragilità ossea che in numerose persone si manifesta con l'avanzare dell'età» conferma Dennis Black, ricercatore dell'Università della California a San Francisco, Stati Uniti, autore di uno studio pubblicato dalla rivista New England Journal of Medicine. «Abbiamo calcolato che trattando mille donne con questi farmaci, possiamo prevenire cento fratture, soprattutto della spina dorsale e dell'anca. Fratture che spesso sono debilitanti, causano complicanze anche gravi e che nelle persone anziane possono anche portare progressivamente alla morte». Il dubbio sulla sicurezza dei bisfosfonati è sorto perché si sono registrati alcuni casi di fratture nella zona dell'anca, episodi rari ma che hanno spinto gli studiosi a esaminare se i farmaci fossero coinvolti in questi eventi. Esaminando, però, i dati relativi a oltre quattordicimila donne trattate da tre a dieci anni, i ricercatori hanno assolto con formula piena questo tipo di terapia.


New England Journal of Medicine, March 24, 2010


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