Sindrome del tunnel carpale

06 dicembre 2019

Sindrome del tunnel carpale


Indice


Definizione


La sindrome del tunnel carpale non è precisamente una malattia, ma piuttosto un sintomo, nel senso che i sintomi indicano la compressione nervosa, che però può essere dovuta a cause diverse.
La Sindrome del Tunnel Carpale è una delle patologie più frequenti che interessano l'arto superiore, soprattutto tra le donne che ne sono colpite otto volte più degli uomini. Si tratta di un'infiammazione del nervo mediano che scorre lungo il polso all'interno, appunto, del tunnel carpale. Quest'ultimo è la struttura costituita dalle ossa del polso e chiusa sul lato del palmo, dal legamento traverso del carpo. Colpisce all'incirca una persona ogni venti, in genere dopo i 30 anni d'età. Si manifesta con sintomi tipici a carico della mano coinvolta: formicolio alle prime tre dita e a metà del quarto dito. Le donne ne soffrono tre volte più degli uomini, specie tra i 45 e i 60 anni, e di solito l'incidenza è maggiore sull'arto dominante (in genere il destro).

Cause


Il tunnel carpale è una struttura localizzata sul palmo della mano, poco sopra il polso, che racchiude i tendini flessori e il nervo mediano. Se quest'ultimo viene "schiacciato" a causa di un'infiammazione dei tendini in questione, si verifica una riduzione dell'afflusso vascolare, cioè del sangue che arriva al nervo. Troppo tempo dedicato a digitare sulla tastiera del cellulare o a scorrere le pagine del tablet potrebbe causare i sintomi tipici della sindrome.
La sindrome del tunnel carpale si può sviluppare gradualmente in seguito a una ripetuta pressione sul punto in cui il nervo mediano passa nella mano e incontra il polso. Una causa comune è rappresentata da un'attività lavorativa che prevede movimenti della mano ripetitivi e forzati. Il risultato di tali movimenti è spesso dolore che a volte si estende per tutto il braccio, intorpidimento, formicolio alle dita e ridotta forza nella mano.
Tra le ragioni dell'aumentata pressione si può includere la tenosinovite, infiammazione della guaina che riveste i tendini, ma tra i fattori scatenanti ci sono anche malattie come il diabete o l'artrite reumatoide o la ritenzione idrica delle donne in gravidanza, nonché fratture e lussazioni articolari.


Sintomi

I problemi per chi soffre di sindrome del tunnel carpale si traducono soprattutto formicolio e dolore alle prime dita della mano che si presentano soprattutto di notte e che, nei casi più gravi, riducono notevolmente la forza della mano e la capacità di afferrare oggetti. In presenza di questo tipo di sintomi è importante rivolgersi a un medico che, grazie a specifici test e alla elettromiografia, sarà in grado di arrivare a una diagnosi certa e valutare la salute del nervo mediano.

Diagnosi

Se i problemi alla mano e al polso persistono per alcuni giorni, è il caso di rivolgersi al medico. In primo luogo è bene chiedere consiglio al proprio medico di base, il quale può indirizzare poi verso uno specialista più competente, l'ortopedico. Il medico può richiedere alcuni esami per capire meglio la situazione. L'esame di prima scelta per la diagnosi del tunnel carpale è l'elettromiografia. Per eseguirlo si applicano sulla mano del paziente degli elettrodi: questi inviano segnali a un computer, che li elabora, permettendo di analizzare la zona. Per valutare meglio la situazione, lo specialista può eseguire anche il test di Tinel, che consiste nella percussione con dito o martelletto della regione anteriore del polso (è positivo quando provoca una sorta di "scarica" elettrica), e il segno di Phalen, ossia una flessione del polso (è positivo se provoca addormentamento delle dita della mano).

L’ecografia

Recenti studi hanno svelato che anche l'ecografia potrebbe aiutare a diagnosticare la sindrome del tunnel carpale. L'ecografia è una tecnica diagnostica che permette di vedere sezioni di organi o tessuti senza fare uso di raggi, utilizzando invece onde sonore ad alta frequenza, cioè gli ultrasuoni, non udibili dall'orecchio umano e che non danneggiano le strutture dell'organismo. Tutti i tessuti attraverso i quali passano gli ultrasuoni ne respingono una certa quantità, che varia a seconda della loro densità. Più sono densi, più ne respingono creando l'effetto eco, proprio come accade quando la voce umana rimbalza contro una montagna oppure in certi ambienti. Nell'organismo, ogni tessuto produce un'eco diversa a seconda della composizione. Questo suono di ritorno viene captato dall'apparecchio e tradotto in segnali elettrici. Un computer elabora poi questi dati e li trasforma in immagini in bianco e nero, che il medico legge su un video. L'esame ecografico è completamente indolore, oltre che innocuo: gli ultrasuoni, infatti, non hanno alcun effetto nocivo sulle strutture e sui tessuti del corpo umano.
Per eseguire l'esame si cosparge il polso di un gel che favorisce lo scorrimento della sonda a ultrasuoni e la loro diffusione. A questo punto, si fa scorrere la sonda sul polso, controllando le immagini raccolte sul monitor. Secondo recenti ricerche, i polsi con tunnel carpale presentano caratteristiche ecografiche simili. In particolare, hanno una diminuita ecogenicità, cioè la struttura assorbe di più gli ultrasuoni; inoltre, il nervo mediano si presenta ingrossato in corrispondenza dell'ingresso nel tunnel e appiattito al suo interno. L'ecografia, con la sua velocità di esecuzione, l'assoluta tollerabilità e la possibilità di studiare i tessuti in tempo reale, in movimento, può essere di grande aiuto nel rilevare la sindrome del tunnel carpale.

Vedi anche: Tunnel carpale: prima e dopo la chirurgia


Cure

La chirurgia resta uno degli approcci più efficaci per eliminare i sintomi della sindrome del tunnel carpale, ma come tutti gli interventi chirurgici può presentare anche una serie di problematiche come per esempio, tempi di ripresa lunghi o dolore/fastidio post-operatorio. Nel caso della sindrome del tunnel carpale l'intervento consiste nel tagliare il legamento che costituisce "una parete" del tunnel creando così più spazio al nervo ed eliminandone o riducendone la compressione.
Si tratta di un intervento ambulatoriale, che dura al massimo 10-15 minuti, eseguito in anestesia locale. Pur con alcune differenze a seconda della tecnica preferita dal chirurgo, le incisioni sono piccole, perciò il decorso post operatorio è quello di guarigione della ferita. Circa due settimane durante le quali non è necessaria l'immobilizzazione completa della mano: il bendaggio è morbido e consente di muovere le dita, basta non sollevare pesi e non stringere con forza la mano. A cicatrizzazione riuscita si torna normalmente alle proprie attività, anche se la ripresa lavorativa può essere più graduale nel caso di lavori manuali pesanti.

Ma anche dopo essersi risolti alla chirurgia, si prospetta una scelta: intervento tradizionale o endoscopico?

Approfondisci:
Sindrome del tunnel carpale, quali sono le cause più comuni?

Cure complementari

Anche le terapie manuali non chirurgiche rappresentano una strategia efficace per molti pazienti.

Da oriente l'elettroagopuntura

L' elettroagopuntura consiste in un passaggio di corrente molto leggero attraverso aghi applicati nei punti utilizzati anche dagli agopuntori "classici". E secondo uno studio pubblicato sulla rivista Canadian medical association journal questa tecnica potrebbe rappresentare una buona soluzione per alleviare i sintomi di chi soffre della sindrome del tunnel carpale cronica di intensità da lieve a moderata.

Approfondisci:
Il sollievo arriva da oriente con l'elettroagopuntura


Patologie e sintomi:

Vedi anche:


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