Una mappa per curare i disturbi alimentari

17 giugno 2010
News

Una mappa per curare i disturbi alimentari


Il rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare arriva ormai a coinvolgere il 15% dei ragazzi e il 21% delle ragazze nella fascia d'età tra gli 11 e i 17 anni, ma sul territorio l'assistenza rivela forti disomogeneità. Questa almeno è la fotografia scattata dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, e dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, nella conferenza stampa organizzata a Roma per presentare la mappa dei centri specializzati nella cura di queste patologie. In totale se ne contano 158 in tutto il paese, ma se alcune regioni superano abbondantemente la decina (in Lombardia 21, nel Lazio 17, in Emilia Romagna 14) altre invece si fermano a una (Molise, Sardegna e Val d'Aosta) o due (Basilicata e Calabria). Contare per credere: basta visitare il sito inaugurato dai due dicasteri (indirizzo www.disturbialimentarionline.it) con l'intento di orientare adolescenti e famiglie. Ma la conferenza stampa è servita anche a lanciare l'allarme sui nuovi malati di anoressia, bulimia e altri disturbi dell'alimentazione: gli adolescenti, soprattutto donne, continuano a essere i più colpiti, «ma risultano in progressiva crescita i casi nella fascia di età sotto i 10 anni e oltre i 40» ha denunciato Martini. «Stiamo cercando di correre ai ripari con l'apertura di strutture specializzate per i più piccoli, come quello con dieci posti letto aperto di recente a Varese». Conferma le ultime tendenze Alberto Ugazio, presidente della Società italiana di pediatria. «Nel 2009 sintomi di allarme, spia del rischio concreto di ammalarsi, sono stati registrati nel 21% delle femmine e nel 15% dei maschi tra gli 11 e i 17 anni».




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