Carie dentale

11 giugno 2018

Carie dentale



Definizione


La carie è un lento processo di erosione e distruzione del dente a opera della placca batterica, che inizia dal rivestimento esterno, lo smalto, e poi va in profondità fino alla dentina. Quando raggiunge la polpa del dente, infiammandola, può diventare molto dolorosa e portare alla formazione di un ascesso.
La placca è una sottile pellicola, invisibile a occhio nudo, che aderisce ai denti e a tutte le altre superfici presenti nel cavo orale (lingua, guance, protesi, apparecchi) e ospita i batteri che provocano carie, gengiviti e parodontiti.


Cause


La formazione di carie è facilitata soprattutto da un'igiene orale scarsa o trascurata: i residui di cibo, soprattutto quelli contenenti zuccheri, fermentano e producono acidi in grado di aggredire lo smalto.
Altri fattori che favoriscono l'azione dei batteri della placca dentale sono lo smalto di cattiva qualità, la saliva acida o povera di minerali.

Come si presenta:

Sono diverse le spie che possono far sospettare una carie:
- la presenza di macchie scure sui denti, di macchie bianche di aspetto gessoso o di vere e proprie cavità;
- la sensazione di dolore quando i denti vengono a contatto co il freddo o si mangiano cibi dolci;
- il filo interdentale si sfilaccia abitualmente in corrispondenza di certi denti


Sintomi

La carie è sintomatica solo in fase avanzata. Quando la carie raggiunge la polpa il dolore diventa intenso e persiste anche senza particolari stimoli.

Diagnosi

La carie viene identificata dall'odontoiatra con l'osservazione diretta e provandone la consistenza con una sonda dentale, spesso durante una visita di controllo.
Attraverso una radiografia è possibile controllare se vi sono carie in zone non visibili, per esempio a livello dei punti di contatto tra i denti.
Per effettuare una diagnosi precoce, prima che venga attaccata la dentina, è consigliabile effettuare una visita odontoiatrica di controllo almeno una volta l'anno.

Cure

La terapia delle carie consiste sostanzialmente nella rimozione della parte cariate del dente. La parte danneggiata viene poi ricostruita, la cosiddetta otturazione, con paste di materiali come resina composita, amalgama o oro, che assicurando al dente la sua forma originaria e la sua funzionalità. La resina composita viene preferita perché offre il miglior risultato estetico, avendo lo stesso colore del dente, unitamente a buone proprietà meccaniche, come resistenza ed elasticità, ma non sempre è possibile utilizzarla.

Inizialmente, la resina composita è plastica, ossia facilmente lavorabile, il che permette di inserirla nella cavità del dente con l'aiuto di piccoli strumenti. Il materiale, una volta sistemato nella cavità del dente, viene indurito irradiandolo con una luce blu. Tramite questa attivazione acquisisce caratteristiche simili a quelle dei denti.

Se la carie è particolarmente profonda si può eseguire una terapia canalare, che asporta il nervo al di sotto del dente devitalizzandolo. Un dente molto danneggiato può essere ridotto e coperto da una corona (capsula) in materiali diversi (oro e resina, ceramica). Se il dente è particolarmente compromesso e non recuperabile si può optare per la sua estrazione.


Prevenzione

Per prevenire le carie è bene da una parte ridurre il consumo di alimenti particolarmente ricchi di zucchero e carboidrati raffinati e di bevande gassate, oltre a cibi appiccicosi che rimangono più a lungo sulla superficie dei denti; inoltre sono da evitare spuntini fuori pasto. D'altra parte è fondamentale avere una scrupolosa igiene orale.



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