Pericardite

09 agosto 2020

Pericardite: cause, sintomi e cure


Indice


Definizione


Pericardite: definizione e generalità


La pericardite è l'infiammazione del pericardio e delle tonache sierose che circondano il cuore, in genere associata a patologie sistemiche in corso. Quando la diagnosi individua una causa precisa, cioè una patologia sottostante, la terapia è volta a risolvere quest'ultima. Negli altri casi la pericardite ha comunque un esito benigno e si tratta con farmaci sintomatici.


Cause


Pericardite: cause principali


La pericardite può avere cause infettive (virus, batteri, miceti, parassiti), infiammatorie/autoimmunitarie (reumatismi, connettiviti sistemiche), neoplastiche, traumatiche (infarto, radiazioni), ma nella maggioranza dei casi è idiopatica (o essenziale).


Sintomi

Pericardite: sintomi più comuni


L'esordio acuto è con dolore toracico che, diversamente dall'infarto, è influenzato da respirazione, deglutizione e movimenti del torace, e si irradia a collo, spalla sinistra, gambe e schiena. Altri sintomi più o meno frequenti sono: dispnea, febbre, mialgie diffuse, malessere, astenia, tachicardia, tosse, singhiozzo.


Diagnosi

Pericardite: come efftuare la diagnosi


La diagnosi è differenziale, prevede cioè un percorso utile ad escludere altre patologie perché un solo segno non è sufficiente, da solo, a confermare la pericardite. Dall'esame obiettivo emergono, quasi sempre, gli sfregamenti pericardici, suoni che si sentono all'auscultazione con il fonendoscopio e sono un segno patognomonico di pericardite. L'elettrocardiogramma evidenzia un tracciato con diffuso sopraslivellamento del tratto ST. Frequentemente compaiono aritmie atriali, mentre l'ecocardiogramma mostra una normale immagine del cuore ed, eventualmente, rileva o esclude la presenza di versamento pericardico. Nei casi ad eziologia virale l'identificazione dell'agente responsabile non è determinante perché non modifica la scelta terapeutica.


Cure

Pericardite: cure e rimedi


Nella maggioranza dei casi la malattia è autolimitante: si risolve completamente, senza recidive o complicanze, e le cure non richiedono il ricovero in ospedale. Si somministrano antinfiammatori non steroidei per ridurre i sintomi, a volte anche colchicina; mentre i corticosteroidi sono indicati solo nelle forme su base immunologica.

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier





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