Vasculite

29 agosto 2017

Vasculite



Definizione


Il termine vasculite indica infiammazione e necrosi delle pareti dei vasi; le manifestazioni sono estremamente variabili a seconda del distretto corporeo coinvolto, del calibro dei vasi interessati, dall'estensione del danno, quindi è più corretto parlare di vasculiti. Si tratta di un ampio spettro di forme patologiche per le quali esistono numerose classificazioni cliniche, che tengono conto della localizzazione anatomica della lesione (cute, reni, apparato respiratorio e gastroenterico) e della presentazione clinica, acuta o cronica.
Le vasculiti cutanee sono forme in cui prevale il coinvolgimento della cute e sono le più frequenti.

Cause


Le cause primitive sono quasi sempre ignote, mentre diversi possono essere i fattori precipitanti, spesso tra loro combinati, che includono l'uso di farmaci, radiazioni, agenti infettivi, meccanismi immunologici legati a immunocomplessi circolanti.

Sintomi

Nelle vasculiti cutanee si ha la comparsa di lesioni polimorfe come papule, ponfi, elementi purpurici o necrotici. La localizzazione più comune è agli arti inferiori, mentre nei soggetti allettati le lesioni compaiono su glutei e dorso. Quasi sempre le lesioni sono bilaterali e simmetriche, accompagnate da febbre, artralgie, malessere e disturbi gastrointestinali.

Diagnosi

La diagnosi è fortemente legata alla valutazione delle lesioni cutanee e si approfondisce con il ricorso, quando necessario, alla biopsia seguita da esame istopatologico.
Sono d'aiuto per l'inquadramento clinico alcuni esami di laboratorio volti a individuare la presenza di anticorpi ANCA, antifosfolipidi, antinucleari e altri test ancora più specifici.

Cure

Le vasculiti cutanee hanno in genere un decorso benigno che evolve nel giro di qualche settimana verso la risoluzione completa, che però può lasciare qualche cicatrice.
Il primo approccio terapeutico prevede l'impiego di farmaci antistaminici anti-H1 associati a Fans (antinfiammatori non steroidei), poi colchicina e Dds (diaminodifenilsulfone) per rimuovere gli agenti eziologici scatenanti. Solo in caso di mancata risposta a questi trattamenti si può considerare l'utilizzo di altri farmaci, più potenti ma gravati da effetti collaterali.

Fonte: Fabbri, Gelmetti, Leigheb. Manuale di dermatologia medica. Editore Elsevier 2010



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