Fenitoina Hikma

24 gennaio 2021

Fenitoina Hikma


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Cos'è Fenitoina Hikma (fenitoina sodica)


Fenitoina Hikma è un farmaco a base di fenitoina sodica, appartenente al gruppo terapeutico Antiepilettici. E' commercializzato in Italia da Hikma Italia S.p.A.

Confezioni e formulazioni di Fenitoina Hikma disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Fenitoina Hikma disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Fenitoina Hikma e perchè si usa


  • Stato di male epilettico e crisi convulsive
  • Profilassi delle convulsioni che si manifestano in occasione di interventi neurochirurgici.

N.B.

La fenitoina non è efficace nello stato di male epilettico non convulsivo o per la profilassi e il trattamento delle convulsioni febbrili.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Fenitoina Hikma


Fenitoina è controindicata in pazienti che sono ipersensibili alla fenitoina, o ad uno qualsiasi degli eccipienti, o ad altre idantoine. La somministrazione intra-arteriosa deve essere evitata a causa dell'elevato pH della preparazione.

Dato il suo effetto sull'automaticità ventricolare, la fenitoina è controindicata in caso di bradicardia sinusale, blocco seno-atriale e blocco A-V di secondo e terzo grado e in pazienti con sindrome di Adams-Stokes.

La co-somministrazione di fenitoina è controindicata con delavirdina a causa della potenziale perdita di risposta virologica e della possibile resistenza alla delavirdina o alla classe degli inibitori della trascrittasi inversa non nucleotidici.

Non somministrare Fenitoina Hikma:
  • se il paziente presenta un danno grave alle cellule ematiche e al midollo osseo
  • nei primi tre mesi dopo un infarto miocardico e in caso di una ridotta gittata cardiaca (frazione di eiezione ventricolare sinistra < 35%).

Fenitoina Hikma può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

In base all'esperienza sull'uomo, la fenitoina è indicata come causa di malformazioni congenite come dismorfia craniofacciale, labioschisi/palatoschisi, anomalie delle falangi distali, ritardo nella crescita pre- e post-natale e difetti cardiaci quando somministrata durante la gravidanza. Per questa ragione la soluzione per iniezione di fenitoina non deve essere usata durante la gravidanza a meno che la condizione clinica della donna non richieda il trattamento con fenitoina. Le donne in età fertile devono essere avvisate della necessità di pianificare attentamente e monitorare regolarmente ogni gravidanza e che l'efficacia dei contraccettivi orali può essere ridotta (vedi paragrafo 4.5).

Se il trattamento è considerato essenziale, la fenitoina deve essere preferibilmente prescritta come monoterapia al più basso dosaggio efficace, data l'incidenza di un aumento dei difetti alla nascita con una terapia multipla di antiepilettici e/o un aumento della dose. La terapia con antiepilettici non deve essere interrotta improvvisamente poichè ciò può portare a convulsioni improvvise che possono avere conseguenze gravi sia per la madre che per il bambino.

In considerazione dell'uso di Fenitoina per via endovenosa nel trattamento dello stato epilettico in gravidanza, la seguente informazione deve essere valutata nello stabilire i rischi ed i benefici. I potenziali effetti avversi dello stato epilettico sul feto, in particolare ipossia, rendono obbligatorio controllare tale condizione nel più breve tempo possibile.

Un aumento nella frequenza delle convulsioni durante la gravidanza si verifica in una percentuale di pazienti, dato l'alterato assorbimento o metabolismo della fenitoina.

La concentrazione plasmatica di fenitoina può ridursi durante la gravidanza, mentre torna ai livelli iniziali dopo il parto. Quindi, devono essere condotte misurazioni periodiche delle concentrazioni di fenitoina nel plasma per valutare idonei aggiustamenti del dosaggio al fine di mantenere un adeguato controllo degli attacchi.

Sono stati segnalati difetti nella coagulazione neonatale entro le prime 24 ore nei bambini nati da madri epilettiche che ricevevano fenitoina. La Vitamina K si è dimostrata prevenire o correggere questo difetto e può essere somministrata alla madre prima del parto ed al neonato dopo la nascita.

Ci sono state segnalazioni isolate di neoplasie, incluso neuroblastoma, in bambini le cui madri avevano ricevuto fenitoina durante la gravidanza.

Allattamento

L'allattamento durante il trattamento con fenitoina non è raccomandato, in quanto piccole quantità del principio attivo passano nel latte materno.

Quali sono gli effetti indesiderati di Fenitoina Hikma


I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati con fenitoina (frequenza non nota – non può essere stimata sulla base dei dati disponibili):

Segnali di tossicità sono associati a depressione cardiovascolare e del sistema nervoso centrale.

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Complicazioni ematopoietiche, alcune fatali, sono state occasionalmente segnalate in associazione alla somministrazione di fenitoina. Queste hanno compreso trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi e pancitopenia con o senza soppressione del midollo osseo ed anemia aplastica.

Quando si sono verificate macrocitosi e anemia megaloblastica, queste condizioni generalmente hanno risposto alla terapia con acido folico.

Una serie di segnalazioni suggeriscono una relazione tra fenitoina e lo sviluppo di linfadenopatia (locale o generalizzata) compresa iperplasia benigna linfonodale, pseudolinfoma, linfoma e patologia di Hodgkin. Sebbene una relazione causa-effetto non sia stata stabilita, il presentarsi di linfoadenopatia indica la necessità di differenziare tale condizione dagli altri tipi di patologie dei linfonodi. Il coinvolgimento dei linfonodi si può avere con o senza sintomi ed i segni sembrano quelli della malattia da siero es: febbre, rash e coinvolgimento epatico.

In tutti i casi di linfadenopatia, è indicato un follow-up di osservazione per un periodo prolungato ed ogni sforzo deve essere fatto per raggiungere un controllo degli attacchi epilettici usando farmaci antiepilettici alternativi.

Durante il trattamento con fenitoina devono essere condotti frequenti emocromi.

Reazioni del sistema immunitario:

Reazione anafilattoide e anafilassi.

È stata segnalata sindrome da ipersensibilità/reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (vedere paragrafo 4.4) e può in rari casi essere fatale (la sindrome può comprendere, ma non essere limitata a, sintomi come artralgie, eosinofilia, febbre, disfunzione epatica, linfoadenopatia o rash), si possono verificare lupus sistemico eritematoso, poliartrite nodosa ed anomalie delle immunoglobuline.

Diverse segnalazioni individuali suggeriscono che ci può essere un aumentata incidenza, sebbene rara, di reazioni di ipersensibilità, compresa eruzione cutanea ed epatotossicità, nei pazienti neri.

Patologie endocrine

Si possono verificare disturbi della funzionalità della tiroide, in particolare nei bambini.

Patologie del sistema nervoso:

Reazioni avverse in questo sistema corporeo sono comuni e generalmente dose-dipendenti. Le reazioni comprendono nistagmo, diplopia, atassia, biascicamento, riduzione della coordinazione, confusione mentale, disturbo della memoria, disordine cognitivo, parestesia, sonnolenza, vertigini e ottundimento. Sono anche stati segnalati capogiri, insonnia, nervosismo transitorio, aumento dell'irritabilità, spasmi motori, alterazione del gusto e cefalea.

Ci sono anche state rare segnalazioni di discinesia indotta dalla fenitoina, inclusa corea, distonia, tremore, ed asterixi simili a quelli indotti dalla fenotiazina e da altri farmaci neurolettici.

Ci sono segnalazioni occasionali di disfunzione cerebellare irreversibile associata a grave sovradosaggio da fenitoina o concentrazioni plasmatiche prolungate di fenitoina al di sopra di 25 µg/ml. Una polineuropatia periferica prevalentemente sensoriale è stata osservata in pazienti che ricevevano terapia con fenitoina per lungo tempo.

Il trattamento a lungo termine con fenitoina concomitante ad altri farmaci anticonvulsivanti, in particolare acido valproico, può portare a segni di encefalopatia: aumento della frequenza delle crisi epilettiche, svogliatezza, torpore, ipotonia muscolare, discinesia coreiforme e gravi modifiche generali del EEG.

Sono anche state segnalate convulsioni toniche.

Patologie cardiache:

Rari: Asistolia dovuta a inibizione del nodo del seno, blocco della conduzione e soppressione del ritmo di fuga ventricolare in pazienti con blocco AV totale, in particolare in caso di somministrazione endovenosa di fenitoina. Possono verificarsi effetti proaritmici in forma di alterazioni o aumento delle aritmie cardiache, che possono indurre gravi squilibri dell'attività cardiaca o anche arresto cardiaco. Soprattutto in caso di somministrazione endovenosa possono verificarsi riduzione della pressione arteriosa e peggioramento di un'insufficienza cardiaca e respiratoria preesistente. In casi isolati è stata indotta fibrillazione ventricolare. La fenitoina non ha effetti terapeutici sulla fibrillazione e sul flutter atriale. Tuttavia, dal momento che il periodo refrattario del nodo AV può essere ridotto, è possibile che si verifichi un aumento della frequenza ventricolare.

Gravi reazioni cardiotossiche e decessi sono stati segnalati con depressione della conduzione atriale e ventricolare e con fibrillazione ventricolare. Gravi complicazioni si riscontrano più comunemente in pazienti anziani o pazienti gravemente malati.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Si possono verificare alterazioni della funzionalità respiratoria incluso arresto respiratorio.

Polmoniti.

Patologie gastrointestinali:

Insufficienza epatica acuta, epatite tossica, danno epatico, vomito, nausea, costipazione.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

manifestazioni dermatologiche talvolta accompagnate da febbre hanno compreso eruzioni scarlattiniformi o morbilliformi. Un'eruzione morbilliforme è la più comune. Altri tipi di dermatiti si sono manifestate più raramente. Altre forme più gravi che possono essere fatali comprendono dermatiti bollose, esfoliative o purpuree, lupus eritematoso.

Gravi reazioni avverse cutanee (SCARs): sindrome di Steven-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN) sono state segnalate molto raramente (vedere paragrafo 4.4).

Iperpigmentazione (cloasma).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

ci sono state segnalazioni di ridotta densità minerale ossea, osteopenia, osteoporosi e fratture in pazienti in terapia a lungo termine con fenitoina. Il meccanismo tramite il quale la fenitoina colpisce il metabolismo osseo non è stata identificata.

Ingrossamento dei tratti facciali, allargamento delle labbra, iperplasia gengivale, irsutismo, ipertricosi, malattia di Peyronie e contrattura di Dupuytren si possono verificare raramente.

Poliartropatia.

Patologie renali ed urinarie

Nefriti interstiziali

Patologie sistemiche e condizioni relative al sito di somministrazione:

Irritazione locale, infiammazione, rammollimento, necrosi e desquamazione della cute sono state segnalate con o senza stravaso di fenitoina endovenosa. Sono anche stati segnalati edema, scolorimento e dolore distale al sito di iniezione (descritto come “purple glove syndrome“) (vedere paragrafo 4.4).

Esaurimento.

Popolazione pediatrica:

Il profilo degli eventi avversi della fenitoina è generalmente similare tra i bambini e gli adulti. L'iperplasia gengivale si verifica più frequentemente nei pazienti pediatrici ed in pazienti con scarsa igiene orale.

Segnalazione delle sospette reazioni avverse

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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