07 luglio 2026
Tegretol
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Cos'è Tegretol (carbamazepina)
Tegretol è un farmaco a base di carbamazepina, appartenente al gruppo terapeutico Antiepilettici. E' commercializzato in Italia da Novartis Farma S.p.A.
Confezioni e formulazioni di Tegretol disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Tegretol disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
- tegretol 20 mg/ml sciroppo flacone da 250 ml c/chiusura a prova di bambino e cucchiaio dosatore da 5 ml
- tegretol 400 mg 30 compresse
A cosa serve Tegretol e perchè si usa
Compresse/Compresse a rilascio modificato
Epilessie psicomotorie o temporali, crisi generalizzate tonico-cloniche, forme miste, crisi focali.
Nevralgie essenziali del trigemino. Mania.
Sciroppo
Stati convulsivi dell'infanzia.
Epilessie psicomotorie o temporali, crisi generalizzate tonico-cloniche, forme miste, crisi focali.
Tegretol può essere utilizzato sia in mono sia in politerapia.
Di norma Tegretol non agisce sul piccolo male (assenze) e sugli attacchi mioclonici (vedere paragrafo 4.4).
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Tegretol
- Ipersensibilità al principio attivo, farmaci a struttura simile (es. antidepressivi triciclici) o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
- Pazienti con blocco atrioventricolare.
- Pazienti con anamnesi di depressione midollare.
- Pazienti con anamnesi di porfirie epatiche (es. porfiria acuta intermittente, porfiria variegata, porfiria cutanea tarda).
- È controindicata la contemporanea somministrazione di inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) e Tegretol (vedere paragrafo 4.5).
- Generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.
- Neonati sotto le 4 settimane di età per i nati a termine (o di 44 settimane dalla data dell'ultima mestruazione per i prematuri), a meno che non sia disponibile un'altra opzione di trattamento e il beneficio atteso superi i rischi, considerando anche i rischi associati agli eccipienti (vedere paragrafo 4.4).
Tegretol può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Gravidanza
Rischio correlato ai medicinali antiepilettici in generale
A tutte le donne in età fertile che seguono una terapia antiepilettica, in particolar modo alle donne che pianificano una gravidanza e alle donne in gravidanza, deve essere fornita una consulenza medica specialistica sui potenziali rischi per il feto derivanti sia dalle crisi convulsive sia dal trattamento antiepilettico.
L’interruzione improvvisa della terapia con farmaci antiepilettici (FAE) deve essere evitata in quanto può portare a crisi convulsive che potrebbero avere gravi conseguenze per la donna e il feto.
In gravidanza, per il trattamento dell’epilessia, è preferibile la monoterapia, ove possibile, dato che la terapia con diversi FAE potrebbe essere associata a un rischio più elevato di malformazioni congenite rispetto alla monoterapia, a seconda dei FAE associati.
Rischi correlati a carbamazepina
Tegretol attraversa la placenta negli esseri umani. L’esposizione prenatale a carbamazepina può aumentare il rischio di malformazioni congenite e di altri esiti avversi dello sviluppo. Negli esseri umani, l’esposizione a carbamazepina durante la gravidanza è associata a una frequenza di malformazioni importanti da 2 a 3 volte superiore a quella della popolazione generale, che presenta una frequenza pari al 2-3%. Nella prole di donne che hanno usato carbamazepina durante la gravidanza sono state segnalate malformazioni quali difetti del tubo neurale (spina bifida), malformazioni cranio-facciali quali labioschisi/palatoschisi, malformazioni cardiovascolari, ipospadia, ipoplasia digitale, microcefalia e altre anomalie che coinvolgono vari sistemi dell’organismo. I dati di uno studio osservazionale basato su registri di popolazione, condotto nei Paesi nordici, suggeriscono un aumento del rischio che i bambini nascano piccoli per l’età gestazionale (SGA; definito come peso alla nascita al di sotto del 10° percentile per sesso ed età gestazionale) in seguito a esposizione prenatale a carbamazepina. Il rischio di SGA nei figli di donne con epilessia trattate con carbamazepina era del 12,8% rispetto al 10,9% nei figli di donne con epilessia non trattate con un farmaco anti-crisi. Si raccomanda una sorveglianza prenatale specializzata per queste malformazioni e per il ritardo nella crescita. È stato segnalato un disturbo dello sviluppo neurologico tra i bambini nati da donne affette da epilessia che hanno usato carbamazepina in monoterapia o in combinazione con altri FAE durante la gravidanza. Gli studi relativi al rischio di disturbi dello sviluppo neurologico nei bambini esposti a carbamazepina durante la gravidanza sono contraddittori e dunque non è possibile escludere tale rischio.
Carbamazepina non deve essere usato durante la gravidanza a meno che il beneficio non sia giudicato superiore ai rischi dopo un’attenta valutazione delle opzioni terapeutiche alternative adeguate. La donna deve essere pienamente informata e comprendere i rischi dell’assunzione di carbamazepina durante la gravidanza, in particolare nei primi 3 mesi di gravidanza.
Le prove suggeriscono che il rischio di malformazione con carbamazepina possa essere dose- dipendente, cioè a dosi inferiori a 400 mg/die la frequenza di malformazioni è risultata minore che con dosi più alte di carbamazepina. Qualora, sulla base di un’attenta valutazione dei rischi e dei benefici, non risulti adeguata alcuna opzione terapeutica alternativa e il trattamento con carbamazepina venga continuato, si deve ricorrere alla monoterapia e alla dose efficace più bassa di carbamazepina e si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici. La concentrazione plasmatica potrebbe essere tenuta nella parte inferiore dell’intervallo terapeutico da 4 a 12 microgrammi/mL a condizione che sia mantenuto il controllo delle crisi convulsive.
È stato segnalato che alcuni farmaci antiepilettici, tra cui carbamazepina, riducono i livelli sierici di folato. Tale carenza può contribuire ad aumentare l’incidenza di difetti congeniti nella prole delle donne epilettiche sottoposte a trattamento. Si raccomanda un’integrazione di acido folico prima e durante la gravidanza. Al fine di prevenire disturbi emorragici nella prole, è stato inoltre raccomandato di somministrare vitamina K1 alla madre durante le ultime settimane di gravidanza così come al neonato.
Se una donna sta pianificando una gravidanza, occorre fare il possibile per passare a un trattamento alternativo appropriato prima del concepimento e prima che la contraccezione sia interrotta. Se una donna inizia una gravidanza durante l’assunzione di carbamazepina, deve essere indirizzata a uno specialista per rivalutare il trattamento con carbamazepina e prendere in considerazione opzioni terapeutiche alternative.
Si sono verificati alcuni episodi di crisi epilettiche e/o depressione respiratoria in neonati le cui madri erano state trattate con Tegretol e contemporaneamente con altri farmaci anticonvulsivanti; in alcuni casi sono stati anche segnalati vomito, diarrea e/o minore assunzione di alimenti nel neonato. Queste reazioni potrebbero segnalare una sindrome da astinenza neonatale.
Donne in età fertile
Carbamazepina non deve essere usato nelle donne in età fertile, a meno che il potenziale beneficio non sia giudicato superiore ai rischi a seguito di un’attenta valutazione delle opzioni terapeutiche alternative idonee. La donna deve essere pienamente informata e comprendere il rischio di un potenziale danno per il feto qualora venga assunta carbamazepina durante la gravidanza e, pertanto, comprendere l’importanza di pianificare un’eventuale gravidanza. Prima di iniziare il trattamento con carbamazepina, si deve prendere in considerazione l’esecuzione di un test di gravidanza nelle donne in età fertile.
Le donne in età fertile devono adottare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per due settimane dopo la sua interruzione. A causa dell’induzione enzimatica, carbamazepina può determinare il fallimento dell’effetto terapeutico dei contraccettivi ormonali (vedere paragrafo 4.5); pertanto, le donne in età fertile devono essere consigliate riguardo all’uso di altri metodi contraccettivi efficaci. Deve essere adottato almeno un metodo contraccettivo efficace (come un dispositivo intrauterino) o due metodi complementari di contraccezione, tra cui un metodo di barriera. Nella scelta del metodo contraccettivo devono essere valutate le situazioni specifiche di ciascun caso, coinvolgendo la paziente nella discussione.
Allattamento
Carbamazepina passa attraverso il latte materno (circa 25-60% della concentrazione plasmatica). Il beneficio dell'allattamento al seno deve essere ben valutato verso il rischio, seppure remoto, di possibili effetti collaterali sul neonato. Le madri in trattamento con Tegretol possono allattare al seno purchè il neonato sia seguito con attenzione per valutare l'insorgenza di eventuali reazioni avverse (es. eccessiva sonnolenza, reazioni allergiche cutanee). Ci sono state alcune segnalazioni di epatite colostatica in neonati esposti a carbamazepina nel periodo prenatale o durante l’allattamento. I neonati di madri trattate con carbamazepina e allattati al seno devono essere attentamente controllati per verificare l’insorgenza di eventi avversi epatobiliari.
Fertilità
Sono stati segnalati casi molto rari di compromissione della fertilità maschile e/o anomalie nella spermatogenesi.
Quali sono gli effetti indesiderati di Tegretol
Riassunto del profilo di sicurezza
Soprattutto all'inizio del trattamento con Tegretol, o se la dose iniziale è troppo alta o nei pazienti anziani, alcune reazioni avverse possono verificarsi molto frequentemente o frequentemente, ad esempio a carico del SNC (capogiri, cefalea, atassia, sonnolenza, affaticamento, diplopia), del tratto gastrointestinale (nausea, vomito) e reazioni allergiche cutanee.
Le reazioni avverse correlate alla dose solitamente scompaiono in pochi giorni, spontaneamente o dopo temporanea riduzione del dosaggio. Le reazioni avverse a carico del SNC possono essere espressione di sovradosaggio o di fluttuazioni significative dei livelli plasmatici. In questi casi si suggerisce di controllare i livelli plasmatici.
Riassunto tabellare delle reazioni avverse derivanti da studi clinici e da segnalazioni spontanee
Le reazioni avverse derivanti dagli studi clinici (Tabella 1) sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi ed organi secondo MedDRA. All’interno di ogni classe sistema- organo, le reazioni avverse sono classificate secondo frequenza, le reazioni più frequenti per prime. All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità. Inoltre per ciascuna reazione avversa è indicata anche la corrispondente frequenza usando la convenzione CIOMS III: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10000 a <1/1000), molto raro (<1/10000).
Reazioni avverse
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune: leucopenia.
Comune: trombocitopenia, eosinofilia.
Raro: leucocitosi, linfoadenopatia.
Molto raro: agranulocitosi, anemia aplastica, pancitopenia, aplasia eritrocitaria pura, anemia, anemia megaloblastica, reticolocitosi, anemia emolitica.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: risposta di ipersensibilità ritardata multipla a carico di più organi con disturbi, che si possono manifestare in combinazioni differenti, quali febbre, rash, vasculiti, linfoadenopatia, pseudo-linfoma, artralgia, leucopenia, eosinofilia, epato-splenomegalia, alterazione dei tests di funzionalità epatica e sindrome del dotto biliare evanescente (distruzione e scomparsa dei dotti biliari intraepatici). Anche altri organi possono essere interessati, quali polmoni, reni, pancreas, miocardio, colon.
Molto raro: reazioni anafilattiche, angioedema, ipogammaglobulinemia.
Patologie endocrine
Comune: edema, ritenzione idrica, aumento del peso corporeo, iponatriemia e riduzione dell'osmolarità ematica dovuta ad un'azione simile all'ADH, che può portare in rari casi ad intossicazioni da acqua accompagnata da vomito, letargia, cefalea, stato confusionale, disturbi neurologici.
Molto raro: galattorrea, ginecomastia.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: carenza di acido folico, diminuzione dell’appetito.
Molto raro: porfiria acuta (porfiria intermittente acuta e porfiria variegata), porfiria non acuta (porfiria cutanea tarda).
Disturbi psichiatrici
Raro: allucinazioni (visive o uditive), depressione, aggressività, agitazione, irrequietezza, stato confusionale.
Molto raro: attivazione di psicosi.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: atassia, capogiri, sonnolenza.
Comune: diplopia, cefalea.
Non comune: movimenti anormali involontari (es. tremore, asterissi, distonia, tic), nistagmo.
Raro: discinesia, disturbi della motilità oculare, disturbi del linguaggio (disartria, linguaggio indistinto), coreoatetosi, neuropatie periferiche, parestesie e paresi.
Molto raro: sindrome neurolettica maligna, meningite asettica con mioclono ed eosinofilia periferica, disgeusia.
Patologie dell’occhio
Comune: disturbi dell’accomodazione (es. visione offuscata).
Molto raro: opacità del cristallino, congiuntivite.
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Molto raro: disturbi dell'udito (es. tinnito, iperacusia, ipoacusia, percezione alterata del tono).
Patologie cardiache
Raro: disturbi della conduzione cardiaca.
Molto raro: aritmia, blocco atrioventricolare con sincope, bradicardia, insufficienza cardiaca congestizia, aggravamento di arteriopatia coronarica.
Patologie vascolari
Raro: ipertensione o ipotensione.
Molto raro: collasso circolatorio, embolia (es. embolia polmonare), tromboflebite.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto raro: ipersensibilità polmonare caratterizzata ad esempio da febbre, dispnea, polmonite.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: vomito, nausea.
Comune: secchezza delle fauci.
Non comune: diarrea, stipsi.
Raro: dolore addominale.
Molto raro: pancreatite, glossite, stomatite.
Patologie epatobiliari
Raro: epatopatia colestatica, parenchimale (epatocellulare) o di tipo misto, sindrome del dotto biliare evanescente, ittero.
Molto raro: insufficienza epatica, epatite granulomatosa.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: orticaria che può essere anche grave, dermatite allergica.
Non comune: dermatite esfoliativa.
Raro: lupus eritematosus sistemico, prurito.
Molto raro: gravi reazioni avverse cutanee (SCARs) come la sindrome di Steven- Johnson (*) (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN), reazioni di fotosensibilità, eritema multiforme, eritema nodoso, alterazione della pigmentazione cutanea, porpora, acne, iperidrosi, alopecia, irsutismo.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Raro: debolezza muscolare.
Molto raro: disturbi del metabolismo osseo (diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di calcio e delle concentrazioni ematiche di 25-idrossi- colecalciferolo) che portano a osteomalacia/osteoporosi, artralgia, mialgia, spasmi muscolari. Il meccanismo mediante il quale Tegretol influenza il metabolismo osseo non è stato identificato.
Patologie renali e urinarie
Molto raro: nefrite tubulointerstiziale, insufficienza renale, compromissione renale (es. albuminuria, ematuria, oliguria, aumento dei livelli di urea ematica/azotemia), ritenzione urinaria, pollachiuria.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Molto raro: disfunzioni sessuali/disfunzione erettile, anomalie nella spermatogenesi (con diminuzione del numero degli spermatozoi e/o della motilità).
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: affaticamento.
Esami diagnostici
Molto comune: innalzamento delle gamma-GT (dovuto all'induzione degli enzimi epatici), di solito clinicamente non rilevante.
Comune: innalzamento delle concentrazioni ematiche della fosfatasi alcalina.
Non comune: innalzamento delle transaminasi.
Molto raro: aumento della pressione intraoculare, aumento dei livelli ematici di colesterolo, lipoproteine ad alta densità e trigliceridi. Alterazione dei parametri funzionali della tiroide: diminuzione della L-Tiroxina (tiroxina libera, tiroxina, triiodotiroxina) e aumento delle concentrazioni ematiche dell’ormone stimolante la tiroide, di solito senza manifestazioni cliniche, aumento dei livelli ematici di prolattina.
(*) In alcuni Paesi asiatici la frequenza è “rara”. Vedere anche paragrafo 4.4.
Ulteriori reazioni avverse derivanti da segnalazioni spontanee (frequenza non nota)
Le seguenti reazioni avverse derivano dall’esperienza post-marketing con Tegretol e si riferiscono a segnalazioni spontanee e ai casi descritti in letteratura. Poiché queste reazioni derivano spontaneamente da una popolazione di dimensione incerta, non è possibile stimarne con certezza la frequenza che è pertanto indicata come “non nota”. Le reazioni avverse sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA. All’interno di ciascuna classe sistema-organo, le reazioni avverse sono riportate in ordine di gravità decrescente.
Reazioni avverse da segnalazioni spontanee e dalla letteratura (frequenza non nota)
Infezioni ed infestazioni
Riattivazione di infezioni da Herpesvirus umano 6.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Depressione midollare.
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Cadute (associate ad atassia, capogiri, sonnolenza, ipotensione, stato confusionale e sedazione, effetti indotti dal trattamento con Tegretol) (vedere paragrafo 4.4).
Patologie del sistema nervoso
Sedazione, disturbi della memoria.
Patologie gastrointestinali
Colite.
Disturbi del sistema immunitario
Rash farmaco-indotto con eosinofilia e sintomi sistemici (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms, DRESS).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Pustolosi esantematica acuta generalizzata (Acute Generalized Exanthematous Pustulosis, AGEP), cheratosi lichenoide, onicomadesi.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Fratture.
Esami diagnostici
Diminuzione della densità ossea.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Iperammoniemia
C’è una crescente evidenza riguardo l’associazione di marcatori genetici e la comparsa di reazioni avverse cutanee come SJS, TEN, DRESS, AGEP e rash maculopapulare. In pazienti giapponesi ed europei queste reazioni sono segnalate in associazione con l’uso di carbamazepina e la presenza di allele HLA-A*3101. Un altro marker, HLA-A*1502, ha dimostrato di essere fortemente associato con le sindromi di SJS e TEN tra gli individui di origine cinese di etnia Han, tailandese e qualche altra discendenza asiatica (vedere paragrafi 4.2 e 4.4 per ulteriori informazioni).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Patologie correlate:
- Epilessia
Patologia caratterizzata dalla comparsa ricorrente di alterazioni transitorie della funzione cerebrale, di grado variabile (crisi epilettiche). - Nevralgia del trigemino
Patologia dolorosa dovuta all'infiammazione del trigemino (nervo), il quinto dei nervi cranici che conduce le informazioni sensitive provenienti dal volto e dalla metà anteriore della testa e innerva i muscoli masticatori.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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