Trandate

07 ottobre 2022

Trandate




Cos'è Trandate (labetalolo cloridrato)


Trandate è un farmaco a base di labetalolo cloridrato, appartenente al gruppo terapeutico Betabloccanti. E' commercializzato in Italia da Teofarma

Confezioni e formulazioni di Trandate disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Trandate disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Trandate e perchè si usa


Il TRANDATE compresse è indicato per il trattamento di tutti i gradi di ipertensione (lieve, moderata e grave) allorquando sia richiesta la terapia antiipertensiva orale.

Indicazioni: come usare Trandate, posologia, dosi e modo d'uso


Adulti

La dose iniziale è 100 mg 2 volte al giorno a stomaco pieno da aumentare a una dose di 200 mg 2 volte al giorno.

Tale posologia consente solitamente un controllo soddisfacente della pressione arteriosa. Nei pazienti in cui la risposta al farmaco sia particolarmente evidente ed in quelli già in terapia con altri farmaci antiipertensivi, può essere sufficiente una dose di 100 mg 2 volte al giorno.

Se la pressione non è controllata dal dosaggio indicato, possono essere effettuati incrementi posologici ad intervalli di circa 2 settimane fino a800 mg/die in due dosi divise.

La dose massima è 2,4 g al giorno (3-4 dosi divise) che è stata utilizzata nel trattamento di stati ipertensivi gravi e resistenti.

Anziani

Dosi giornaliere ridotte rispetto all'adulto.

Ipertensione grave e crisi ipertensive

Per i pazienti ospedalizzati possono essere effettuati incrementi posologici giornalieri del dosaggio in funzione del bisogno clinico. Nella crisi ipertensiva e comunque nelle forme di ipertensione molto grave è indicato il TRANDATE per via iniettiva.

Bambini

Non trova indicazione.

Evitare la sospensione brusca del trattamento ma ridurre gradualmente la dose di TRANDATE.

TRANDATE compresse va assunto preferibilmente non a digiuno suddiviso, di norma, in 2 somministrazioni quotidiane, una al mattino, una alla sera.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Trandate


Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Blocco atrio-ventricolare di secondo o terzo grado, insufficienza cardiaca resistente al trattamento con digitalici, insufficienza renale grave, acidosi diabetica.

Shock cardiogeno ed altre condizioni associate con ipotensione severa e prolungata, bradicardia marcata. Ipersensibilità individuale accertata verso il farmaco.

Trandate può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Uso in gravidanza

Il labetalolo oltrepassa la barriera placentare per cui TRANDATE deve essere usato solo se i benefici prevedibili superano i rischi potenziali. Non vi sono dati adeguati per stabilire la sicurezza d'uso di Trandate nei primi due trimestri di gravidanza. Nel terzo trimestre di gravidanza il labetalolo sia per via orale che per via endovenosa è stato ampiamente usato nel trattamento della ipertensione e delle crisi ipertensive nelle donne in gravidanza.

Sono stati segnalati rari casi di sofferenza perinatale e neonatale (bradicardia, ipotensione, depressione respiratoria, ipoglicemia, ipotermia). In alcuni casi questi sintomi si sono manifestati a distanza di uno o due giorni dalla nascita. La risposta a terapie di supporto (p.es. soluzioni per via endovenosa e glucosio) è in genere rapida, ma nella pre-eclampsia grave ed in particolare dopo trattamento prolungato con labetalolo per via endovenosa, la ripresa può essere più lenta. Questo può essere messo in relazione con un metabolismo epatico diminuito nei prematuri.

I betabloccanti riducono la perfusione placentare che possono causare ritardi della crescita intrauterina o parto prematuro. Questi dati clinici sconsigliano di prolungare eccessivamente l'uso di dosi elevate di labetalolo, ritardare il parto, nonché la somministrazione contemporanea di idralazina se le pazienti sono in trattamento con labetalolo.

Uso durante l'allattamento

Il labetalolo viene secreto nel latte materno; pertanto l'allattamento materno non è raccomandato.

Sono stati segnalati casi di dolore del capezzolo e fenomeno di Raynaud del capezzolo (vedere paragrafo 4.8).

Quali sono gli effetti indesiderati di Trandate


Una limitata percentuale di pazienti manifesta reazioni avverse. Può comparire ipotensione posturale. Sono stati segnalati rari casi di danno epatico (vedere 4.4). Gli eventi avversi riportati sono elencati di seguito, per classe di apparato. Il termine rari indica una frequenza < 0,1%.
  • Disturbi del sangue e del sistema linfatico.
    Rari: alterazioni della crasi ematica.
  • Disturbi psichiatrici
    depressione, sogni vividi
  • Disturbi del sistema nervoso.
    Tremori, vertigini, cefalea, letargia, astenia, formicolii al cuoio capelluto
  • Disturbi della vista
    Secchezza degli occhi con irritazione, disturbi della visione
  • Disturbi cardiaci
    Bradicardia, disturbi della conduzione.
  • Disturbi vascolari
    Ipotensione posturale
  • Rari: edema malleolare
    Disturbi respiratori, toracici e mediastinici.
  • Congestione o secchezza della mucosa nasale
    Rari: broncospasmo
  • Disturbi gastrointestinali.
    dolore epigastrico, nausea e vomito
  • Disturbi epato-biliari
    Aumento dei test di funzionalità epatica, epatite, ittero, necrosi epatica.
  • Disturbi cutanei e sottocutanei
    Eruzioni,
  • Disturbi muscolo-scheletrici, connettivali ed ossei
    crampi
  • Disturbi renali ed urinari
    Ritenzione urinaria acuta, disturbi della minzione, mancata eiaculazione
  • Disturbi dell'apparato riproduttivo e della mammella
    Dolore del capezzolo, fenomeno di Raynaud del capezzolo (frequenza non nota).
  • Disturbi generali
    Reazioni di ipersensibilità: Rash, prurito, angioedema, dispnea, eruzioni lichenoidi
    Rari: lupus eritematosus sistemico, febbre, miopatia tossica
    Altri: sudorazioni
  • Indagini diagnostiche
    Positività anticorpi anti-nucleo

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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