Venofer

25 ottobre 2020

Venofer



Venofer: a cosa serve , come si usa, controindicazioni. Confezioni e formulazioni di Venofer disponibili in commercio.


Venofer è un farmaco a base di ferrico ossido saccarato, appartenente al gruppo terapeutico Antianemici. E' commercializzato in Italia da Vifor Pharma Italia s.r.l.


Confezioni e formulazioni di Venofer (ferrico ossido saccarato) disponibili e foglietto illustrativo


Seleziona una delle seguenti confezioni di Venofer (ferrico ossido saccarato) per accedere alla scheda relativa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):


A cosa serve Venofer (ferrico ossido saccarato) e perchè si usa


Venofer è indicato per il trattamento della carenza di ferro nelle seguenti indicazioni:

  • Nei casi in cui vi sia una esigenza clinica di un rapido apporto di ferro;
  • Nei pazienti non in grado di tollerare una terapia marziale orale o non collaboranti;
  • Nelle malattie intestinali infiammatorie in fase attiva nelle quali le preparazioni orali di ferro sono inefficaci;
  • Nella malattia renale cronica, quando le preparazioni di ferro per via orale sono meno efficaci.
La diagnosi della carenza di ferro deve essere basata su adeguati test di laboratorio (ad esempio Hb, ferritina serica, TSAT, ferro serico, ecc.).

(Hb emoglobina,TSAT saturazione della transferrina)



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Venofer (ferrico ossido saccarato)


L'uso di Venofer è controindicato nelle seguenti condizioni:

  • Ipersensibilità al principio attivo, a Venofer o ad uno qualsiasi degli eccipienti
  • Nota ipersensibilità grave ad altri prodotti a base di ferro per uso parenterale
  • Anemia non causata dalla carenza di ferro
  • Evidenza di sovraccarico di ferro o disturbi ereditari nell'utilizzo del ferro.



Venofer (ferrico ossido saccarato) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

Non esistono dati sull'uso del ferro saccarato nelle donne nel primo trimestre di gravidanza. Dai dati (303 esiti della gravidanza) raccolti sull'uso di Venofer in donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza non è emersa alcuna preoccupazione dal punto di vista della sicurezza per la madre o il neonato.

Prima dell'uso in gravidanza si richiede un'attenta valutazione del rischio/beneficio e Venofer non deve essere usato in gravidanza se non chiaramente necessario (vedere paragrafo 4.4).

Un'anemia da carenza di ferro che si presenta nel primo trimestre di gravidanza può in molti casi essere trattata con ferro per via orale. Il trattamento con Venofer deve essere limitato al secondo e al terzo trimestre se si giudica che il beneficio superi il rischio potenziale sia per la madre che per il feto.

La bradicardia fetale può verificarsi in seguito alla somministrazione di ferro parenterale. Di solito è transitoria e conseguenza di una reazione di ipersensibilità nella madre. Il feto deve essere attentamente monitorato durante la somministrazione endovenosa di ferro parenterale alle donne in gravidanza.

Gli studi animali non indicano alcun effetto nocivo diretto o indiretto relativamente alla tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Allattamento

Sono disponibili informazioni limitate sull'escrezione del ferro nel latte materno in seguito alla somministrazione di ferro saccarato per via endovenosa. In uno studio clinico, 10 madri sane in allattamento affette da carenza di ferro hanno ricevuto 100 mg di ferro sotto forma di ferro saccarato. Quattro giorni dopo il trattamento, il contenuto di ferro nel latte materno non era aumentato e non è stata osservata alcuna differenza rispetto al gruppo di controllo (n=5). Non è possibile escludere che i neonati/lattanti possano essere esposti al ferro derivato da Venofer attraverso il latte materno, per cui occorre valutare il rapporto rischio/beneficio.

I dati preclinici non indicano effetti dannosi diretti o indiretti per il lattante. In ratti in allattamento trattati con ferro saccarato marcato con 59Fe sono stati osservati una ridotta secrezione di ferro nel latte e un passaggio di ferro nella prole. È improbabile che il ferro saccarato non metabolizzato passi nel latte materno.

Fertilità

Nessun effetto del trattamento con ferro saccarato è stato osservato sulla fertilità e sull'accoppiamento nei ratti.



Vedi patologie correlate:



Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico




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