Colesterolo alto, cambiano le regole: addio al “totale”, arriva il “super cattivo”
Per anni si è parlato di "colesterolo alto" in modo generico, ma oggi la scienza fa chiarezza: non tutti i tipi di colesterolo hanno lo stesso impatto sulla salute del cuore. Le nuove linee guida europee 2025 della European Society of Cardiology (ESC) e della European Atherosclerosis Society (EAS) cambiano il modo di valutare il rischio cardiovascolare. Al centro non c'è più il valore del colesterolo totale, ma due parametri più precisi: il colesterolo Ldl, nota come causa diretta di aterosclerosi, e la lipoproteina(a), importante modificatore di rischio, che secondo gli esperti devono essere monitorati con maggiore attenzione.
Addio al colesterolo totale
Le nuove carte del rischio cardiovascolare (Score2 e Score2-OP) non si basano più sul colesterolo totale, ma lo scompongono nelle sue singole componenti, con un focus particolare sul colesterolo Ldl ("cattivo") e sulla lipoproteina(a) (Lp(a)), ritenuti indicatori più accurati per prevedere infarti e ictus.
"Il colesterolo totale perde di fatto ogni rilevanza clinica" spiega Gianfranco Sinagra, presidente eletto della Società italiana di cardiologia (Sic). "Potrà continuare a essere riportato negli esami di laboratorio, ma non ha più alcuna utilità né per valutare il rischio né per impostare una terapia. Rimane invece centrale il livello dell'Ldl, riconosciuto come causa diretta di aterosclerosi e quindi principale bersaglio terapeutico".
Lipoproteina(a): il "colesterolo super cattivo"
Una delle novità più importanti riguarda la lipoproteina(a), o Lp(a), una molecola simile all'Ldl ma con una struttura proteica che la rende più pericolosa.
"È un potente modificatore del rischio cardiovascolare - spiega Ciro Indolfi, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia - perché favorisce la formazione di placche e trombi. I pazienti con valori elevati devono seguire una gestione più intensiva dei fattori di rischio tradizionali".
Le linee guida ESC raccomandano di misurare la Lp(a) almeno una volta nella vita in ogni adulto, idealmente in occasione del primo profilo lipidico, l'esame che misura la concentrazione di diversi grassi nel sangue. Valori superiori a 50 mg/dL indicano un rischio maggiore di eventi cardiovascolari.
Stile di vita e nuove prospettive terapeutiche
Prima dei farmaci, resta fondamentale agire sullo stile di vita.
"Le nuove linee guida - precisa Pasquale Perrone Filardi, presidente della Sic - sottolineano anche il valore di ottimizzare lo stile di vita prima di qualsiasi intervento farmacologico. L'esito migliore per un paziente è mantenere l'Ldl nei limiti attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica e altri cambiamenti nello stile di vita".
Sono inoltre in fase avanzata di studio nuovi farmaci capaci di ridurre la Lp(a) fino al 98%, anche se non ancora disponibili nella pratica clinica.
Fonte: Farmacista33
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