Salute del cuore: quali sono i principali fattori di rischio degli italiani?
Quattro italiani su dieci convivono con almeno tre fattori di rischio cardiovascolare. È quanto emerge dai dati 2023-2024 della sorveglianza Passi: ipertensione e colesterolo alto colpiscono soprattutto chi ha un basso livello di istruzione o risorse economiche limitate. L'ipertensione cresce con l'età e si associa al sovrappeso, interessando più gli uomini; il colesterolo alto colpisce più le donne, con picchi nelle Regioni del Nord, come le Marche. Nonostante una crescente attenzione al consumo di sale, abitudini scorrette come sedentarietà, fumo, eccesso di peso e una dieta sbilanciata continuano a incidere sulla salute del cuore della popolazione italiana.
I fattori di rischio principali
Ipertensione: si passa dal 2% tra i giovani adulti (under 35) a un terzo della popolazione 50-69 anni; è più comune negli uomini (20% contro 16% donne); è strettamente legata al sovrappeso e associata alle fasce socialmente più fragili della popolazione, in condizioni di svantaggio economico o livello di istruzione. 8 persone su 10 seguono una terapia farmacologica e in molti sanno che cosa fare: ridurre il consumo di sale (83%), praticare attività fisica regolare (81%) e controllare il peso corporeo (76%).
Colesterolo alto (ipercolesterolemia): va dal 4% dei 18-34enni al 30% dei 50-69enni; ne soffrono maggiormente le persone in sovrappeso o obese (24% contro 14% normopeso e sottopeso) ed è più frequente nelle donne; come per l'ipertensione, si associa a condizioni svantaggiose; inoltre, c'è una marcata differenza regionale con picchi al Nord Italia, con il 28% nelle Marche. 4 su 10 dicono di essere sotto trattamento farmacologico, con la maggioranza che riferisce di aver ricevuto consigli mirati: consumare meno carne e formaggi (86%), aumentare frutta e verdura (77%), fare attività fisica regolare (81%) e mantenere il peso sotto controllo (74%).
Altri fattori: sedentarietà, fumo, eccesso di peso, scarsa assunzione di frutta e verdura, diabete.
Consapevolezza e prevenzione: l'uso del sale
Il 50% degli italiani dichiara di fare attenzione al sale, ma solo una persona su tre con malattie croniche lo usa in maniera consapevole. I più attenti sono gli ipertesi (75%) e chi soffre di insufficienza renale (74%).
La conoscenza e l'uso del sale iodato sono in buona crescita: il 78% della popolazione lo utilizza (nel 2025 era il 67%), con quasi la metà che lo impiega sempre e un ulteriore 15% spesso.
Fonte: Cardiologia33
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