Insufficienza tricuspidale

29 agosto 2017

Insufficienza tricuspidale



Indice


Definizione


Tra le patologie delle valvole cardiache, l'insufficienza funzionale della valvola tricuspide è piuttosto comune ed è secondaria alla dilatazione del ventricolo destro. Meno frequente, invece, il riscontro della insufficienza organica (o primitiva) che è congenita o acquisita in seguito a malattia reumatica, associata in genere ad altre patologie e/o fattori eziologici.


Cause


La dilatazione del ventricolo destro causa dislocamento dei muscoli papillari, tensione eccessiva sulle corde tendinee e dilatazione dell'anulus tricuspidale. L'ipertensione polmonare, primitiva o secondaria a valvulopatia mitralica, a cardiopatie congenite, a cuore polmonare cronico, è il fattore responsabile della dilatazione del ventricolo.


Sintomi

Facile affaticabilità, astenia, tensione e dolenzia addominale da distensione epatica, i sintomi principali dell'insufficienza tricuspide funzionale sono quelli legati all'ipertensione del circolo sistemico. L'insufficienza della tricuspide si manifesta anche attraverso l'aggravamento dei segni di scompenso destro spesso preesistenti.


Diagnosi

Il soffio olosistolico, quando udibile all'auscultazione, è utile nella diagnosi differenziale da insufficienza mitralica. Con l'aggravarsi dello scompenso il fegato alla palpazione diventa di consistenza dura, ci sono edemi periferici e frequentemente ascite.
L'elettrocardiogramma (Ecg) rileva i segni di dilatazione dell'atrio destro se c'è ritmo sinusale, altrimenti registra un ritmo da fibrillazione atriale. Se c'è ipertensione polmonare il tracciato rileva anomalie molto specifiche.
La radiografia del torace mostra cardiomegalia e dilatazione dell'atrio destro.
L'ecocardiogramma color Doppler serve nei casi di insufficienza primitiva per identificare l'anomalia responsabile del vizio valvolare, quantificare l'entità del rigurgito e ricavare il valore della pressione polmonare sistolica.


Cure

La terapia della insufficienza secondaria prevede l'impiego di farmaci diuretici ad alte dosi, capaci di ridurre l'entità del rigurgito. Talvolta possono essere impiegati anche vasodilatatori venosi. Se la terapia medica non è sufficiente si deve ricorrere all'intervento chirurgico di anuloplastica; raramente si rende necessaria la sostituzione della valvola con protesi biologica.

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier



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