Enuresi: cause e terapie

03 dicembre 2019

Enuresi: cause e terapie


L'enuresi è un' incontinenza urinaria che si presenta di notte ed interessa generalmente un bambino, una bambina, un ragazzo o una ragazza che dormono.
Questo termine, usato in medicina, deriva dal greco e significa letteralmente urinare dentro, sottinteso "nel letto".  È un problema urologico e pediatrico molto sottovalutato, in primis proprio dai genitori, ma che sembra colpire più del 10% dei bambini in età pediatrica.
Questo problema è stato rilanciato qualche anno fa a Milano al 3° Congresso Nazionale del Sindacato Medici Pediatri di famiglia.
In questa sede sono stati presentati i risultati di un importante progetto di ricerca che prevedeva anche un'indagine epidemiologica volta a stabilire l'incidenza del disturbo e lo studio della possibile organizzazione di corsi di formazione, su questo tema, per tutti i pediatri di famiglia.

Analisi epidemiologica dell’enuresi


Un'analisi preliminare dei primi 2200 questionari inviati comunque ha mostrato e confermato dati molto significativi: 338 bimbi tra i 6 e gli 8 anni, cioè il 15% del campione esaminato, sembra presentare questo problema urologico ma solo 26 bambini, cioè solo 1 su 12, sono valutati e trattati da un pediatra o un urologo esperto.
Tutto ciò a dispetto del fatto che oggi esistono per questo specifico problema clinico terapie efficaci che nel 70-75% dei casi sono capaci di risolvere definitivamente il problema, anche se queste strategie terapeutiche necessitano per funzionare, in molti casi, tempi relativamente lunghi.

Cause dell’enuresi


L'enuresi è una situazione clinica complessa dove sono coinvolti molti aspetti:

  • relazioni famigliari "difficili" (2 casi su 3),
  • fattori genetici (rapporto 2 a 1 tra bambini e bambine), biochimici ed ormonali (mancanza parziale dell'ormone antidiuretico, ADH),
  • problematiche urologiche (vescica iperattiva),
  • aspetti psicologici e disturbi del sonno (profondo e pesante) seguiti da risvegli difficili.

Terapie dell’enuresi

Le terapie sono, a loro volta, complesse e devono sempre essere modulate su tutte queste potenziali cause; si va quindi dalle strategie comportamentali ai vari farmaci che controllano l'iperattività della muscolatura vescicale (Desmopressina, analogo dell''ADH, anticolinergici); a volte può essere utile l'utilizzo anche di sensori che segnalano la presenza di gocce di urina nelle mutandine del bimbo che viene così risvegliano in modo da imparare a fare la pipì nel suo "vasino"; queste manovre hanno appunto la finalità di instaurare un circolo virtuoso e quindi, nel modo meno drammatico possibile, risvegliare il bimbo quando compare la voglia di fare la pipì.
L'enuresi infantile, ricordiamocelo, non ha esclusivamente una causa psicologica anche se questo disturbo dello svuotamento della vescica può scatenare alla lunga molte problematiche di tale natura (paure, ansie, scarsa autostima) e quindi richiede sempre un'attenta e non tardiva valutazione da parte dei medici.
 
Giovanni Beretta
Responsabile dell'Unità di Urologia del Centro PMA Demetra di Firenze


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