Ritenzione urinaria acuta

17 novembre 2020

Ritenzione urinaria acuta


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La ritenzione urinaria acuta è l'incapacità di vuotare volontariamente la vescica, con conseguente iperdistensione dolorosa della stessa per accumulo di urina. Se non si interviene, l'organo può arrivare ad essere dilatato fino a quando la pressione intravescicale vince le resistenze con emissione incontrollata all'esterno di piccole quantità di urina (iscuria paradossa).

La ritenzione urinaria acuta è causata più frequentemente dall'ipertrofia prostatica benigna; altre cause di tipo ostruttivo sono il carcinoma della prostata, i calcoli vescicali, il cistocele, le ostruzioni stenotiche (neoplastiche e non) uretrali e peniene, i tumori al retto, gli ascessi perirettali.

Tra le cause neurologiche devono essere considerate le neuropatie (ad es., diabete, anemia perniciosa, sindrome di Guillain-Barré); le patologie del sistema nervoso centrale come ictus, traumi, neoplasie; le patologie midollari come le stenosi spinali, i traumi, le neoplasie, l'erniazione discale, gli eventi vascolari acuti spinali; non vanno dimenticate patologie come il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla.

Tutte le patologie infettive devono essere prese in considerazione, così come i farmaci analgesici (soprattutto gli oppioidi), gli antiaritmici, gli anticolinergici, gli anestetici, gli antipsicotici, gli antidepressivi, i miorilassanti ed i farmaci contro la malattia di Parkinson. Infine, non infrequente è la ritenzione urinaria acuta post-operatoria. Il paziente solitamente riferisce un blocco per lo più improvviso della capacità di vuotare la vescica e riferisce dolore in sede sovrapubica.

Fonte:

GUARDIA MEDICA
La Continuità Assistenziale in Medicina Generale

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