Kloreniss 500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.

Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2018
Farmaci - Kloreniss

Kloreniss 500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Genetic S.p.A.

MARCHIO

Kloreniss

CONFEZIONE

500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.

PRINCIPIO ATTIVO
claritromicina

FORMA FARMACEUTICA
compressa a rilascio modificato

GRUPPO TERAPEUTICO
Antibatterici macrolidi

CLASSE
A

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
7,98 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Kloreniss 500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.

Kloreniss è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni causate da patogeni sensibili alla claritromicina .

  • esacerbazioni acute di bronchite cronica
  • polmonite acquisita in comunità di gravità da lieve a moderata
  • sinusite batterica acuta (adeguatamente diagnosticata)
  • faringite batterica
  • infezioni della cute e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata
È necessario tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull'uso appropriato degli antibiotici.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Kloreniss 500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.

La claritromicina non deve essere utilizzata nei pazienti con nota ipersensibilità agli antibiotici macrolidi o a uno qualsiasi degli eccipienti di Kloreniss.

Poichè non è possibile somministrare una dose inferiore a 500 mg/die, Kloreniss compresse a rilascio prolungato è controindicato nei pazienti con clearance della creatinina minore di 30 ml/min.

La somministrazione concomitante di claritromicina con uno qualsiasi dei seguenti farmaci è controindicata: astemizolo, cisapride, pimozide, terfenadina poichè ciò può comportare un prolungamento dell'intervallo QT e aritmie cardiache, tra le quali tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta , e con ergotamina o diidroergotamina poichè può causare intossicazione da ergot. (Vedere paragrafo (qui non riportato) 4.5).

La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con anamnesi di prolungamento dell'intervallo QT o aritmia cardiaca ventricolare, incluse torsioni di punta .

La claritromicina non deve essere assunta in concomitanza agli inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine), lovastatina o simvastatina, a causa del rischio di rabdomiolisi. Il trattamento con questi farmaci deve essere interrotto durante la terapia con claritromicina .

La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con ipokaliemia (rischio di prolungamento dell'intervallo QT).

La claritromicina non deve essere usata nei pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica in associazione a compromissione renale.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Kloreniss 500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.

Il medico non deve prescrivere claritromicina a donne in gravidanza, senza valutare con attenzione il rapporto rischio-beneficio, in particolare durante i primi tre mesi di gravidanza .

Si richiede cautela in pazienti con insufficienza renale grave .

La claritromicina viene escreta principalmente attraverso il fegato. L'antibiotico deve quindi essere somministrato con cautela nei pazienti con funzionalità epatica compromessa. Si deve procedere con cautela nei pazienti con compromissione renale da moderata a grave .

Sono stati segnalati casi di insufficienza epatica fatale . È possibile che alcuni pazienti soffrissero di una malattia epatica pre-esistente o che abbiano assunto altri farmaci epatotossici. I pazienti devono essere informati di interrompere il trattamento e contattare il proprio medico se si manifestano segni e sintomi di sviluppo di patologia epatica, quali anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale.

Sono state riportate coliti pseudomembranose circa con tutti gli antibiotici, inclusi i macrolidi, la cui gravità può variare da lieve a mortale. Diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD) è stata riportata con l'uso di quasi tutti gli antibiotici, inclusa la claritromicina, e la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale. Il trattamento con antibiotici altera la normale flora del colon che può provocare crescita eccessiva di C. difficile. La CDAD va considerata in tutti i pazienti che presentano diarrea in seguito all'uso di antibiotici. È inoltre necessaria un'attenta anamnesi poichè i casi di CDAD sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibiotici. Si deve pertanto interrompere il trattamento con claritromicina, indipendentemente dall'indicazione. Devono essere eseguite analisi microbiologiche e si deve iniziare una terapia adeguata. Devono essere evitati i farmaci che inibiscono la peristalsi.

È stata segnalata un'esacerbazione dei sintomi della miastenia gravis in pazienti in trattamento con claritromicina.

Sono stati riportati casi post-marketing di tossicità da colchicina con l'uso concomitante di colchicina e claritromicina, specialmente in pazienti anziani, alcuni dei casi segnalati si sono verificati in pazienti con insufficienza renale. Sono stati riportati decessi in alcuni di questi pazienti. . Se la somministrazione concomitante di colchicina e claritromicina è necessaria, i pazienti devono essere monitorati per l'individuazione di sintomi clinici di tossicità da colchicina.

Si consiglia cautela durante la somministrazione concomitante di claritromicina e triazolobenzodiazepine, come triazolam e midazolam .

Si consiglia cautela in caso di somministrazione concomitante di claritromicina con altri farmaci ototossici, in particolare con aminoglicosidi. Durante e dopo il trattamento si devono monitorate la funzionalità uditiva e vestibolare.

In considerazione del rischio di prolungamento dell'intervallo QT, la claritromicina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con malattia coronarica, insufficienza cardiaca grave, ipomagnesiemia, bradicardia (<50 bpm) o se viene somministrato insieme ad altri medicinali associati al prolungamento dell'intervallo QT . La claritromicina non deve essere usata nei pazienti con prolungamento dell'intervallo QT congenito e documentato oppure con anamnesi di aritmia ventricolare .

Polmonite: In considerazione della resistenza emergente dello Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, è importante che vengano eseguiti dei test di sensibilità quando si prescrive la claritromicina nel trattamento della polmonite comunitaria. Nel trattamento della polmonite acquisita in ospedale, la claritromicina deve essere utilizzata in combinazione con terapia antibiotica aprropriata supplementare.

Infezioni della cute e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata: Queste infezioni sono spesso causate da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, i quali possono essere resistenti ai macrolidi.

È pertanto importante che vengano eseguiti dei test di sensibilità. Nei casi in cui gli antibiotici beta-lattamici non possono essere utilizzati (ad esempio a causa di un'allergia), altri antibiotici, come la clindamicina, possono essere il farmaco di prima scelta. Al momento si ritiene che i macrolidi siano efficaci nel trattamento solo di alcune infezioni della cute e dei tessuti molli, come quelle causate da Corynebacterium minutissimum (eritrasma), acne vulgaris, e erisipela e in situazioni in cui il trattamento con penicillina non può essere iniziato.

In caso di gravi, reazioni acute di ipersensibilità, come anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con claritromicina deve essere interrotta immediatamente e deve essere urgentemente iniziato un trattamento appropriato.

La claritromicina deve essere utilizzata con cautela se somministrata contemporaneamente ad altri farmaci induttori del citocromo CYP3A4 .

Inibitori della HMG-CoA riduttasi: L'uso concomitante di claritromicina e lovastatina o simvastatina è controindicato . È stato osservato che la claritromicina, come con gli altri macrolidi, aumenta le concentrazioni degli inibitori della HMG-CoA riduttasi . Sono stati segnalati rari casi di rabdomiolisi in pazienti in trattamento concomitante con questi farmaci. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia. Sono stati segnalati rari casi di rabdomiolisi anche in pazienti in trattamento concomitante con claritromicina e atorvastatina o rosuvastatina. Quando si utilizzano atorvastatina o rosuvastatina insieme alla claritromicina, queste devono essere somministrate alla dose più bassa possibile. Si deve prendere in considerazione l'aggiustamento della dose della statina o l'utilizzo di una statina il cui metabolismo non sia dipendente dal CYP3A (ad es fluvastatna o pravastatina).

Antidiabetici orali/insulina: L'uso concomitante di claritromicina e antidiabetici orali e/o insulina può determinare una significativa ipoglicemia. Con alcuni farmaci ipoglicemizzanti come nateglinide, pioglitazone, repaglinide, e rosiglitazone è possibile un coinvolgimento nell'inibizione dell'enzima CYP3A da parte della claritromicina e l'uso concomitante potrebbe determinare ipoglicemia. Si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli di glucosio.

Anticoagulanti orali: Sussiste il rischio di emorragia grave e significativi innalzamenti dell'International Normalized Ratio (INR) e del tempo di protrombina quando la claritromicina viene somministrata contemporaneamente a warfarin . Il tempo di protrombina e l'INR devono essere frequentemente monitorati durante il trattamento concomitante con claritromicina e anticoagulanti orali.

La scelta di claritromicina per il trattamento di un singolo paziente deve tenere conto dell'idoneità d'uso di un antibiotico macrolide sulla base di una diagnosi adeguata per accertare l'eziologia batterica dell'infezione nelle indicazioni approvate e la prevalenza della resistenza alla claritromicina o ad altri macrolidi.

In aree con una elevata incidenza di resistenza all'eritromicina A, è particolarmente importante prendere in considerazione l'evoluzione del modello di suscettibilità alla claritromicina e ad altri antibiotici.

La claritromicina deve essere usata per il trattamento della faringite documentata sostenuta da streptococco beta-emolitico di gruppo A quando il trattamento con beta-lattamici non è possibile.

Si deve fare attenzione alla possibilità di una resistenza crociata tra claritromicina e altri macrolidi, come lincomicina e clindamicina.

Ogni compressa contiene 293,2 mg di lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Kloreniss 500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.

L'uso dei seguenti farmaci è assolutamente controindicato a causa dei potenziali gravi effetti dovuti alla loro interazione farmacologica:

Cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina

Elevati livelli di cisapride sono stati riscontrati in pazienti che assumevano contemporaneamente cisapride e claritromicina. Questo può causare un prolungamento dell'intervallo QT ed aritmie cardiache inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta. Effetti simili sono stati osservati in pazienti che assumevano contemporaneamente claritromicina e pimozide .

È stato riportato che i macrolidi alterano il metabolismo della terfenadina aumentandone i livelli che occasionalmente sono stati associati ad aritmie cardiache, quali prolungato intervallo QT, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta . In uno studio su 14 volontari sani, la somministrazione concomitante di claritromicina e terfenadina ha comportato un incremento di 2-3 volte nei livelli sierici di acido metabolita della terfenadina e il prolungamento dell'intervallo QT, senza comunque determinare alcun effetto di rilevanza clinica. Effetti simili sono stati associati alla somministrazione concomitante di astemizolo e altri macrolidi.

Ergotamina/Diidroergotamina

Alcune segnalazioni post-marketing indicano che la co-somministrazione di claritromicina e ergotamina o diidroergotamina è stata associata con tossicità acuta da ergot caratterizzata da vasospasmo e ischemia delle estremità e di altri tessuti, incluso il sistema nervoso centrale.

È controindicata la concomitante somministrazione di claritromicina e questi farmaci .

Effetti di altri medicinali su claritromicina

Gli induttori di CYP3A4 (come rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, prodotti contenenti Erba di San Giovanni) possono indurre il metabolismo della claritromicina. Ciò può portare a livelli sotto-terapeutici di claritromicina, i quali diminuiscono l'efficacia del prodotto.

Un ulteriore monitoraggio dei livelli plasmatici dell'induttore di CYP3A4 può essere necessario, poichè i livelli possono essere aumentati dall'inibizione di CYP3A4 causata dalla claritromicina .

La somministrazione concomitante di rifabutina e claritromicina ha portato a un aumento dei livelli di rifabutina e a una riduzione dei livelli di claritromicina nel siero, e a un aumento del rischio di uveiti.

È stato accertato o si sospetta che i seguenti farmaci influenzino negativamente le concentrazioni di claritromicina circolante; potrebbe essere necessario un aggiustamento del dosaggio di claritromicina o potrebbe essere presa in considerazione l'eventualità di un ricorso a terapie alternative.

Efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina

I farmaci che risultano essere forti induttori del metabolismo del citocromo P450 come l'efavirenz, la nevirapina, la rifampicina, la rifabutina e la rifapentina possono accelerare il metabolismo della claritromicina e di conseguenza abbassare i livelli plasmatici della claritromicina, aumentando al contempo i livelli plasmatici del 14-OH-claritromicina, un metabolita che risulta anche attivo dal punto di vista microbiologico. Poiché le attività microbiologiche della claritromicina e del 14-OH-claritromicina sono differenti per batteri diversi, l'effetto terapeutico previsto potrebbe essere compromesso nel corso della somministrazione concomitante di claritromicina e degli induttori enzimatici.

Fluconazolo

La somministrazione concomitante di 200 mg di fluconazolo al giorno e di una dose pari a 500 mg di claritromicina due volte al giorno a 21 volontari sani ha determinato aumenti della concentrazione minima basale media di claritromicina (Cmin) e dell'area sotto la curva (AUC) pari al 33% ed al 18%, rispettivamente. Le concentrazioni basali del metabolita attivo, la 14 (R) - idrossi-claritromicina, non sono state influenzate in maniera significativa dalla somministrazione concomitante di fluconazolo. Non è necessario procedere ad alcun aggiustamento del dosaggio di claritromicina.

Ritonavir

Uno studio farmacocinetico ha dimostrato che la somministrazione concomitante di ritonavir 200 mg ogni otto ore e claritromicina 500 mg ogni 12 ore ha portato a una marcata inibizione del metabolismo della claritromicina. Con la concomitante somministrazione di ritonavir, è stato osservato: Cmax della claritromicina aumentata del 31%; Cmin aumentata del 182% e AUC aumentata del 77%. È stata notata una completa inibizione della formazione del 14-OH-claritromicina. In considerazione della larga finestra terapeutica della claritromicina, in pazienti con funzione renale normale, non dovrebbero essere necessarie riduzioni del dosaggio.

Comunque, in pazienti con compromissione renale deve essere considerato il seguente aggiustamento posologico: se la clearance della creatinina (CLCR) da 30 a 60 mL/minuto la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50% in pazienti con clearance della creatinina (CLCR) minore di 30 mL/minuto la dose di claritromicina deve essere ridotta del 75%, utilizzando una formulazione adeguata. Non somministrare contemporaneamente più di 1 g al giorno di claritromicina con ritonavir.

Simili aggiustamenti della dose dovrebbero essere considerati in pazienti con ridotta funzionalità renale quando ritonavir viene utilizzato come potenziatore farmacocinetico con altri inibitori della proteasi dell'HIV, inclusi atazanavir e saquinavir .

Effetto della claritromicina su altri medicinali

Interazioni basate sul CYP3A

La somministrazione concomitante di claritromicina, che è risaputo inibire il CYP3A, e di un farmaco metabolizzato principalmente dal CYP3A, potrebbe essere associata ad aumenti delle concentrazioni del farmaco che potrebbero potenziare o prolungare gli effetti terapeutici e gli effetti avversi del farmaco somministrato in concomitanza.

La claritromicina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti sottoposti a terapia con altri farmaci che sono ritenuti substrati dell'enzima CYP3A, soprattutto se il substrato del CYP3A presenta un ristretto margine di sicurezza (ad esempio la carbamazepina) e/o se il substrato viene metabolizzato in maniera estesa da questo enzima. Si dovrebbero prendere in considerazione aggiustamenti del dosaggio e, quando risulti possibile, si dovrebbero attentamente monitorare le concentrazioni sieriche dei farmaci metabolizzati principalmente dal CYP3A nei pazienti sottoposti a terapia concomitante con claritromicina.

I seguenti farmaci o classi di farmaci sono noti o si presume che vengano metabolizzati dallo stesso isoenzima CYP3A: alprazolam, astemizolo, carbamazepina, cilostazolo, cisapride, ciclosporina, disopiramide, alcaloidi della segale, lovastatina, metilprednisolone, midazolam, omeprazolo, anticoagulanti orali (ad es warfarin), pimozide, chinidina, rifabutina, sildenafil, simvastatina, sirolimo, tacrolimo, terfenadina, triazolam e vinblastina. Altri farmaci che interagiscono con un meccanismo simile tramite altri isoenzimi nell'ambito del sistema del citocromo P450 sono fenitoina, teofillina e valproato.

Antiaritmici

Sono stati riportati casi post-marketing di torsioni di punta in seguito all'impiego concomitante di claritromicina e chinidina o disopiramide. Nel corso della somministrazione concomitante di claritromicina con questi farmaci è necessario effettuare un monitoraggio del tracciato elettrocardiografico per rilevare l'eventuale presenza di un prolungamento dell'intervallo QT. Inoltre si devono monitorare le concentrazioni sieriche di questi farmaci.

Omeprazolo

La claritromicina (500 mg ogni 8 ore) è stata somministrata in associazione all'omeprazolo (40 mg al giorno in soggetti adulti sani). Le concentrazioni plasmatiche di omeprazolo allo stato stazionario sono aumentate

(Cmax, l'AUC0-24, ed il T1/2 aumentati del 30%, dell'89% e del 34%, rispettivamente) a causa della somministrazione concomitante di claritromicina. Il valore del pH gastrico medio nel corso di 24 ore è risultato pari a 5,2, quando l'omeprazolo è stato somministrato in monoterapia, ed è risultato pari a 5,7 quando l'omeprazolo è stato somministrato in concomitanza alla claritromicina.

Sildenafil, tadalafil, e vardenafil

Ognuno di questi inibitori della fosfodiesterasi viene metabolizzato, almeno parzialmente, dal CYP3A e il CYP3A potrebbe essere inibito dalla somministrazione concomitante di claritromicina. È molto probabile che la somministrazione concomitante di claritromicina e sildenafil, tadalafil o vardenafil determini un aumento dell'esposizione all'inibitore della fosfodiesterasi.

Si deve considerare una riduzione del dosaggio di sildenafil, tadalafil e vardenafil quando tali farmaci vengono somministrati in concomitanza alla claritromicina.

Teofillina, carbamazepina

Risultati di studi clinici hanno dimostrato che i livelli circolanti di carbamazepina e teofillina hanno subito un modesto ma statisticamente significativo (p=0.05) aumento quando somministrati contemporaneamente alla claritromicina. È opportuno considerare una riduzione del dosaggio.

Tolterodina

La via metabolica principale della tolterodina passa attraverso l'isoforma 2D6 del citocromo P450 (CYP2D6). Tuttavia, in un sottoinsieme di popolazione sprovvisto di CYP2D6, la via metabolica identificata è rappresentata dal CYP3A.

In questo sottoinsieme di popolazione, l'inibizione del CYP3A determina concentrazioni sieriche di tolterodina significativamente più elevate. In presenza degli inibitori del CYP3A, potrebbe essere necessaria una riduzione del dosaggio di tolterodina proprio come una riduzione del dosaggio della claritromicina nella popolazione di pazienti in cui il CYP2D6 risulti scarsamente metabolizzato.

Triazolobenzodiazepine (ad esempio, alprazolam, midazolam, triazolam)

Quando il midazolam è stato somministrato in concomitanza alla claritromicina in compresse (500 mg due volte al giorno), l'AUC del midazolam è risultata aumentata di 2,7 volte in seguito alla somministrazione di midazolam per via endovenosa e di 7 volte in seguito alla somministrazione di questo farmaco per via orale. La somministrazione concomitante di midazolam orale e claritromicina deve essere evitata. Nel caso in cui midazolam sia somministrato per via endovenosa contemporaneamente alla claritromicina, il paziente dovrà essere sottoposto a un attento monitoraggio per poter effettuare un aggiustamento della dose.

Le stesse precauzioni dovrebbero essere adottate in presenza di altre benzodiazepine che vengono metabolizzate dal CYP3A, incluso il triazolam e l'alprazolam. Nel caso di benzodiazepine che non sono metabolizzate dal CYP3A (temazepam, nitrazepam, lorazepam), è improbabile che si verifichi un'interazione con la claritromicina.

Nel corso dell'esperienza post-marketing, in seguito all'uso concomitante di claritromicina e triazolam, sono state segnalate interazioni farmacologiche ed effetti a carico del sistema nervoso centrale (SNC) (ad esempio sonnolenza e confusione). Si consiglia di monitorare il paziente per tenere sotto controllo l'aumento degli effetti farmacologici a carico del Sistema Nervoso Centrale.

Altre interazioni farmacologiche

Colchicina

La colchicina è un substrato sia del CYP3A che del trasportatore di efflusso, P-glicoproteina (Pgp). È noto che la claritromicina e altri macrolidi inibiscono il CYP3A e la Pgp. Quando la claritromicina e la colchicina sono somministrate contemporaneamente, l'inibizione del CYP3A e/o del Pgp da parte della claritromicina può portare ad aumentata esposizione alla colchicina.

I pazienti devono essere monitorati relativamente ai sintomi clinici di tossicità da colchicina .

Digossina

La digossina è un substrato del trasportatore di efflusso, la P-glicoproteina (Pgp). È noto che la claritromicina è in grado di inibire la Pgp. Quando la digossina e la claritromicina vengono somministrate in concomitanza, l'inibizione della Pgp da parte della claritromicina potrebbe determinare un aumento dell'esposizione alla digossina. Sono anche stati segnalati aumenti delle concentrazioni plasmatiche di digossina nel corso della vigilanza post-marketing in pazienti sottoposti a terapia concomitante a base di digossina e claritromicina. Alcuni pazienti hanno mostrato segni clinici analoghi a quelli che si presentano in caso di tossicità da digossina, tra cui l'insorgenza di aritmie potenzialmente fatali. Le concentrazioni sieriche di digossina dovrebbero essere monitorate attentamente mentre i pazienti sono sottoposti a terapia concomitante con digossina e claritromicina.

Zidovudina

La concomitante somministrazione orale di compresse di claritromicina e zidovudina in pazienti adulti con infezioni da HIV può determinare una riduzione di zidovudina allo stato stazionario. Dato che la claritromicina sembra interferire con l'assorbimento della zidovudina somministrata contemporaneamente per via orale, questa interazione può essere ampiamente evitata sfalsando le somministrazioni di claritromicina e zidovudina in modo da mantenere 4 ore di intervallo tra ogni somministrazione.

Tale interazione non compare nei pazienti pediatrici affetti da HIV che assumono la sospensione di claritromicina contemporaneamente a zidovudina. Questa interazione è improbabile quando la claritromicina è somministrata mediante infusione endovenosa.

Fenitoina e valproato

Ci sono state segnalazioni spontanee o pubblicate relative a interazioni con inibitori del CYP3A, tra cui claritromicina, e farmaci non ritenuti metabolizzati dal CYP3A, tra cui fenitoina e valproato.

Si raccomanda di procedere alla determinazione dei livelli sierici di questi farmaci, quando somministrati in concomitanza con la claritromicina.

Sono stati riportati aumenti dei livelli sierici.

Interazioni farmacocinetiche bidirezionali

Atazanavir:

La claritromicina e l'atazanavir sono entrambi substrati e inibitori del CYP3A e esistono prove di interazione farmacologica bidirezionale tra questi farmaci. La somministrazione concomitante di claritromicina (500 mg due volte al giorno) e di atazanavir (400 mg una volta al giorno) ha determinato un aumento di ben 2 volte dell'esposizione alla claritromicina e una diminuzione del 70% dell'esposizione al 14-OH-claritromicina con un aumento del 28% dell'AUC di atazanavir.

In considerazione della larga finestra terapeutica della claritromicina, in pazienti con funzionalità renale normale, non dovrebbero essere necessarie riduzioni del dosaggio.

Nel caso di pazienti che presentino un'insufficienza renale di grado moderato (nei quali la clearance della creatinina va da 30 a 60 mL/min), il dosaggio della claritromicina dovrebbe essere ridotto del 50%.

Nel caso di pazienti in cui la clearance della creatinina risulti minore di 30 mL/min, il dosaggio della claritromicina dovrebbe essere ridotto del 75%, utilizzando un'idonea formulazione di claritromicina.

Dosi di claritromicina superiori a 1000 mg al giorno non devono essere somministrati in concomitanza alla somministrazione degli inibitori della proteasi.

Itraconazolo

La claritromicina e l'itraconazolo sono entrambi substrati e inibitori del CYP3A e ciò determina un'interazione farmacologica bidirezionale fra questi farmaci: la claritromicina può aumentare i livelli plasmatici di itraconazolo mentre l'itraconazolo può aumentare i livelli plasmatici della claritromicina.

I pazienti che assumono claritromicina e itraconazolo in concomitanza dovrebbero essere attentamente monitorati per rilevare l'eventuale presenza di segni e sintomi del potenziamento e del prolungamento degli effetti farmacologici di questi farmaci.

Saquinavir

La claritromicina e il saquinavir sono entrambi substrati e inibitori del CYP3A e vi è una prova dell'interazione farmacologica bidirezionale tra questi farmaci.

La somministrazione concomitante di claritromicina (500 mg due volte al giorno) e di saquinavir (capsule molli di gelatina, 1200 mg tre volte al giorno) a 12 volontari sani ha determinato valori allo stato stazionario dell'area sotto la curva (AUC) e di concentrazione massima (Cmax) di saquinavir superiori del 177% e del 187% rispetto a quelli rilevati in caso di somministrazione di saquinavir in monoterapia.

I valori relativi all'AUC ed alla Cmax della claritromicina sono risultati approssimativamente superiori del 40% rispetto a quelli rilevati in caso di somministrazione di claritromicina in monoterapia. Non è necessario procedere ad alcun aggiustamento del dosaggio quando i due farmaci vengono somministrati in concomitanza per un periodo di tempo limitato alle dosi/formulazioni studiate.

Le osservazioni emerse dagli studi di interazione farmacologica eseguiti utilizzando la formulazione in capsule molli di gelatina potrebbero non essere rappresentative degli effetti rilevati ricorrendo alla formulazione di saquinavir in capsule rigide di gelatina.

Le osservazioni emerse dagli studi di interazione farmacologica svolti somministrando saquinavir in monoterapia potrebbero non essere rappresentative degli effetti rilevati con la terapia combinata saquinavir/ritonavir. Nel momento in cui saquinavir venissesomministrato in concomitanza al ritonavir, si devono tenere in considerazione i potenziali effetti di ritonavir sulla claritromicina.

Verapamil

A seguito dell'utilizzo concomitante di claritromicina e verapamil sono stati osservati casi di ipotensione, bradiaritmia e acidosi lattica.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Kloreniss 500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.

Adulti: La dose usualmente raccomandata di Kloreniss nell'adulto è di 1 compressa a rilascio prolungato da 500 mg al giorno da assumere con del cibo.

Nei casi di infezioni più gravi il dosaggio può essere aumentato fino a due compresse a rilascio prolungato da 500 mg da assumersi in un'unica somministrazione giornaliera.

La compressa deve essere assunta ogni giorno alla stessa ora.

Le compresse devono essere ingerite intere.

Adolescenti (da 12 anni in su):

Come per gli adulti.

Pazienti anziani:

Come per gli adulti. (In caso di compromissione renale leggere di seguito e il paragrafo (qui non riportato) 4.3).

Bambini con meno di 12 anni di età:

L'uso di Kloreniss nella formulazione in compresse non è raccomandato nei bambini al di sotto di 12 anni di età o con peso inferiore a 30 kg. Sono disponibili altre forme farmaceutiche più adatte per questi pazienti. Si usino le sospensioni pediatriche di claritromicina.

Sono stati condotti studi clinici usando le sospensioni pediatriche di claritromicina in bambini dai 6 mesi ai 12 anni.

Ai bambini di peso superiore a 30 kg, è applicabile il regime posologico per adulti e adolescenti.

Pazienti con compromissione renale:

Kloreniss non deve essere somministrato a pazienti con compromissione renale (clearance della creatinina al di sotto di 30 ml/min). In questa popolazione di pazienti si devono somministrare altre forme farmaceutiche come le compresse a rilascio immediato .

Pazienti con compromissione epatica:

L'uso di Kloreniss non è raccomandato in pazienti con grave compromissione epatica.

Durata della terapia:

La durata del trattamento con claritromicina dipende dalle condizioni cliniche del paziente e deve essere determinata in ogni caso dal medico.

  • La durata abituale del trattamento va dai 6 ai 14 giorni.
  • Il trattamento deve continuare per almeno 2 giorni dalla scomparsa dei sintomi.
  • Nelle infezioni da Streptococcus pyogenes (streptococco β-emolitico gruppo A), il trattamento deve durare almeno 10 giorni.



SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Kloreniss 500 mg 7 compresse rivestite ril. prol.

Le segnalazioni indicano che l'ingestione di grandi quantità di claritromicina può indurre disturbi gastrointestinali. Un paziente con un'anamnesi di disturbo bipolare prese 8 g di claritromicina e si verificarono alterazioni dello stato mentale, comportamento paranoico, ipokaliemia e ipossemia.

Le reazioni avverse che accompagnano il sovradosaggio devono essere trattate con l'immediata eliminazione del prodotto non assorbito e con misure di supporto.

Come con altri macrolidi, i livelli sierici di claritromicina non possono essere significativamente ridotti con emodialisi o dialisi peritoneale.


CONSERVAZIONE



Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.


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