Che cos'è un nuovo #coronavirus?

01 febbraio 2020

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Che cos'è un nuovo #coronavirus?


I coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
Sono comuni in molte specie animali (come i pipistrelli) ma in alcuni casi possono evolversi e infettare l'uomo per poi diffondersi nella popolazione.  Il nuovo coronavirus (CoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo.

Sintomi


Il bersaglio principale del virus sono i polmoni.
I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie.
Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite virale, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.
Una forma inizialmente lieve può progredire in una forma grave, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche preesistenti, come ipertensione e altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie; anche le persone anziane potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi.

Trasmissione


Una volta colpiti i polmoni il virus, attraverso le secrezioni, può contagiare le persone vicine. 
Per il momento le informazioni non sono sufficienti per stabilire una corretta analisi epidemiologica.  Probabilmente il periodo di incubazione è di 10-15 giorni ma non sappiamo se e quando un soggetto infetto sia contagioso in questo periodo. Abbiamo il numero dei decessi, il numero dei casi gravi ma non conosciamo quanti siano gli infetti asintomatici o con sintomi lievi. Finché non si avranno informazioni al riguardo non si possono fare previsioni certe sulla possibile evoluzione dell'epidemia.

Prevenzione

Le raccomandazioni per ridurre l'esposizione e la trasmissione comprendono il mantenimento dell'igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani), pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.
Le mascherine hanno efficacia per la protezione di chi ci sta intorno, non tanto per proteggere noi stessi da una infezione.
La vaccinazione antinfluenzale non serve a prevenire una eventuale infezione da coronavirus  ma semplifica la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra coronavirus e influenza. Inoltre, riducendo le complicanze da influenza nei soggetti a rischio, aiuta a mantenere più efficienti i pronto soccorso.
Se ci si reca in aree a rischio, si raccomanda di vaccinarsi contro l'influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio.  per evitare di avere sintomi influenzali durante il viaggio che potrebbero allarmare gli addetti ai controlli aeroportuali. In molti aeroporti vengono scansionate le temperature corporee dei passeggeri.


Fonte: Direzione generale della Prevenzione sanitaria



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