Vaccini anti-Covid, entro marzo vaccinati 7 milioni di italiani

10 febbraio 2021
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Vaccini anti-Covid, entro marzo vaccinati 7 milioni di italiani


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Entro marzo «potremmo avvicinarci alla vaccinazione di 7 milioni di italiani», spiega il Commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri


Sono quasi 20 mila le persone con più di 80 anni, ma non ricoverate nelle Rsa che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid. Mentre sono otto le Regioni in cui è già possibile prenotarsi per gli over 80 per ricevere la prima dose vaccinale. Diverse regioni, ad esempio il Lazio, hanno scelto di immunizzare gli anziani ricoverati in ospedale. Altre, come l'Emilia-Romagna, hanno dato la precedenza a quelli assistititi a domicilio, estendendo l'immunizzazione anche ai loro coniugi. Altre ancora, come il Trentino-Alto Adige e la Valle d'Aosta, stanno già chiamando gli over 80 «normali». Oppure nella provincia di Bolzano, a causa dei molti no al vaccino di medici e infermieri, c'era il rischio di non utilizzare le fiale consegnate. Venerdì scorso, quindi, a Bolzano, per gli over 80 sono cominciati addirittura i richiami. Entro marzo «potremmo avvicinarci alla vaccinazione di 7 milioni di italiani», spiega il Commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri.

Il piano vaccinale messo a punto con le regioni e le province «funziona a pieno ritmo», osserva Arcuri. E questa settimana si apre un nuovo atteso capitolo del programma. L'Italia ha appena ricevuto le prime 250mila dosi circa di AstraZeneca - che secondo l'Aifa per ora è preferibile somministrare fino ai 55 anni - saranno distribuite nei vari Centri sui territori pronte per le inoculazioni destinate ai lavoratori dei servizi essenziali come gli insegnanti, gli uomini delle forze armate e delle forze dell'ordine, il personale di comunità, i detenuti e chi opera nelle carceri. Visto che al momento non è previsto alcun obbligo, le prenotazioni sono delle manifestazioni di interesse, si tratta di una dichiarazione dove si dà la propria adesione alla vaccinazione. Non si può scegliere né sapere il giorno e l'ora in cui si riceverà la prima dose ma si viene rimandati a indicazioni successive delle Asl. Registrarsi prima, inoltre, non significa essere chiamati prima perché in ogni regione la precedenza andrà ai più anziani e a quelli che hanno una o più patologie. Le prenotazioni del vaccino, dunque, sono già partite nel Lazio, in Abruzzo, in Campania, in Trentino Alto Adige e in Valle D'Aosta. Al via da oggi in Umbria, Puglia e Sicilia. Mentre da domani (martedì 9 febbraio) scatteranno in Toscana, da mercoledì 10 in Friuli Venezia Giulia e da lunedì 15 in Veneto, Emilia Romagna e Liguria. Bisogna aspettare martedì 16 febbraio per prenotare il siero in Lombardia dove le somministrazioni inizieranno il 24. Il Piemonte si è affidato a un V-Day che partirà il 21 febbraio. Non sono invece stati comunicati ancora i tempi in Basilicata, Sardegna, Calabria e Marche; ma queste ultime due hanno aderito alla piattaforme di Poste italiane. «Sono state superate abbondantemente le 203mila prenotazioni per i vaccini riservati alla fascia degli over 80 nel Lazio e sono circa 18mila gli anziani già vaccinati - spiega l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato -. In meno di una settimana nel Lazio oltre 1 anziano su 2 ha la sua doppia prenotazione per la prima e la seconda dose del vaccino e verrà avvisato con un sms 72 ore prima della somministrazione. È un risultato importante che garantirà la messa in sicurezza delle fasce di età maggiormente esposte».
«Penso che nel giro di questo mese tutti i sanitari italiani saranno vaccinati. È un auspicio, certo. Ma le premesse ci sono tutte perché questo avvenga». È la previsione del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri, Filippo Anelli, che sottolinea - all'Adnkronos Salute - come sulla vaccinazione anti Covid dei medici «le cose, rispetto a 15 o 20 giorni fa, vanno assai meglio. Con l'arrivo del vaccino Moderna si sono avviati a soluzioni alcuni dei problemi in campo. Gli assessorati si sono approvvigionati e stanno destinando ai medici questo vaccino», fa notare. Ad oggi - riferisce - i camici bianchi «in ospedale e quelli convenzionati si sono sostanzialmente vaccinati: hanno fatto la prima dose e molti anche la seconda. Più a rilento la questione dei liberi professionisti e dei medici che lavorano nelle strutture accreditate o private».

Per quanto concerne le tempistiche per le consegne in Italia del vaccino di AstraZeneca, Piero Di Lorenzo, presidente dell'Irbm di Pomezia (Roma), la società che insieme all'università di Oxford ha messo a punto il terzo vaccino anti-Covid approvato in Ue e che oggi collabora con AstraZeneca, fa sapere che «entro il 14 febbraio arriveranno altre 350mila dosi ed entro il 25 700mila. Si lavora per ulteriori 4 milioni a marzo». Il problema è che «i vaccini sono prodotti biologici complessi e aumentarne la produzione non dà sempre i risultati desiderati». Secondo il presidente Irbm, dunque, «da marzo-aprile è credibile che arrivino dosi sufficienti per la vaccinazione di massa. Sono anche abbastanza ottimista sull'organizzazione della campagna», aggiunge definendo come obiettivo realistico «che entro giugno siano vaccinati gli over 70 e le categorie più esposte. Questo ci permetterebbe un'estate con maggiori prospettive positive».

Anna Capasso

Fonte: Doctor33

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