Vaccino Covid. La seconda dose in vacanza si può fare

29 giugno 2021
Indicazioni e comportamenti

Vaccino Covid. La seconda dose in vacanza si può fare



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Vaccino Covid in vacanza, ma solo in casi particolari


La seconda dose di vaccino si potrà fare in regioni diverse da quella di residenza, o nelle località di vacanza, ma solo se ci si trattiene a lungo, e con una modalità che ci vorrà un po' di tempo per semplificare. Il più possibile, chi riceve il vaccino al momento della prima somministrazione dovrebbe contrattare una data per il richiamo che non coincida con i giorni in cui prevede di spostarsi per le vacanze. Lo affermano le regioni, che con il governo cercano di mettere ordine in una materia dove fin qui si erano visti governatori favorevoli e contrari e persino un accordo bilaterale tra Piemonte e Liguria.

Obiettivo: non far perdere giorni di ferie ai cittadini adulti e ai giovani che hanno scelto in questi giorni di farsi somministrare il vaccino, e che debbano attendere la seconda dose per fine luglio o più avanti. Le posizioni di governo e regioni non sono identiche. Il Commissario all'Emergenza Figliuolo chiede alle Regioni di organizzarsi già alla somministrazione della prima dose in modo da non far coincidere i richiami con le ferie dei "vaccinandi", specie i più giovani che stanno aderendo entusiasticamente alla richiesta di vaccinarsi (e in genere chiedono l'unico vaccino monodose, le cui scorte non sono infinite). La data migliore per il richiamo andrebbe contrattata già in fase di prenotazione nel range dei 42 giorni i Pfizer o delle 4-12 settimane di Astrazeneca. La Commissione Salute della Conferenza delle Regioni ha risposto con un documento di indicazioni per gestire localmente sia i turisti estivi sia chi, fatta la prima dose nella regione dove lavora, torni dai parenti nella regione dove tuttora risiede. Entrambe le categorie si trattengono in genere più di una settimana nella destinazione estiva. Per il lavoratore di ritorno nel luogo dove risiede tuttora, la modalità di prenotazione già all'inizio dovrebbe consentire di programmare le due dosi in località diverse. Per il turista sono di fatto in gioco solo seconde dosi per le quali è concepibile flessibilità nei tempi di somministrazione; perciò, chi prevede soggiorni di breve durata può ben fruire del richiamo nella regione di provenienza.

I soggiorni di lunga durata sono cosa più complessa, e riguardano un cittadino che dispone già del richiamo prenotato nell'hub dove ha ricevuto la prima dose: come fa a disdire, riprenotarsi a mare o in montagna assicurandosi il vaccino usato per la prima dose, e infine a farsi consegnare il certificato di avvenuta vaccinazione da Asl diversa da quella di residenza?
Nel documento si dice che ogni regione detta proprie modalità per la prenotazione della seconda dose al "lungo-soggiornante" nell'hub di destinazione, oltre che le modalità di vaccinazione ritenute più corrette; accettata la "candidatura", indirizzerà il turista in uno specifico hub a una certa data via sms sul cellulare. Inoculata la seconda dose, sarà rilasciato un certificato di somministrazione da trasferire all'Asl di residenza oppure sarà inserito il dato dell'inoculazione per l'iscrizione nell'anagrafe vaccinale. Non si esclude l'accesso diretto in farmacie o punti vaccinali pubblici. Per vaccinare i non residenti - sia lavoratori e soggetti fragili sia turisti - il Commissario dovrebbe "garantire un equilibrio delle dosi consegnate e una corretta tenuta dei flussi informativi", ciò richiede di prevedere in anticipo quanti e quali dosi in più ci vogliono nelle singole località turistiche e di costruire un meccanismo di compensazione tra dosi di vaccino in più da consegnare ad una regione "amena" e di meno da togliere alla regione "industriale".

L'avvenuta vaccinazione coincide con il rilascio del green pass necessario per partecipare a banchetti e feste di matrimonio e da luglio lo sarà per entrare in discoteche e concerti, anche in zona bianca.

Mauro Miserendino

Fonte: Doctor33



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