Covid-19, la salute mentale passa per il microbioma

17 settembre 2021
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Covid-19, la salute mentale passa per il microbioma



Un metodo per combattere la depressione che si concentra sul microbioma


In un articolo pubblicato su Frontiers in Nutrition viene proposto un metodo per combattere la depressione durante l'attuale pandemia che si concentra sul microbioma. In particolare, gli autori hanno rivisto la letteratura riguardo il legame tra microbioma e depressione, includendo anche l'asse intestino-cervello, per poi proporre un metodo per modificare il microbioma con lo scopo di aiutare le persone.

«È chiaro che la composizione del microbioma sia perturbata negli individui con depressione e manchi di livelli appropriati di microrganismi benefici. Crediamo quindi che incoraggiare la crescita di tali microrganismi benefici e riequilibrare il microbioma intestinale negli individui con disturbi depressivi maggiori possa essere un passo promettente verso l'assistenza alle persone ad alleviare la loro depressione attraverso l'asse intestino-cervello» scrivono Mahmoud A. Ghannoum, della Case Western Reserve University, e colleghi. «Pertanto, proponiamo un approccio multisfaccettato per gestire la depressione che include il riequilibrio e il mantenimento del microbioma intestinale attraverso dieta, probiotici e cambiamenti specifici dello stile di vita» continuano. L'articolo parte facendo notare come negli Stati Uniti nell'arco di un mese all'inizio della pandemia sia stato riportato un aumento delle prescrizioni di ansiolitici, antidepressivi e farmaci contro l'insonnia rispettivamente del 34,1%, del 18,6% e del 14,8%. «Durante un periodo di tempo così breve, questo forte aumento suggerisce l'entità dell'effetto immediato e generalizzato del COVID-19 sulla salute mentale» scrivono.

Si spiega inoltre come, sebbene siano necessari più studi, le prove indichino che la risposta per comprendere meglio la depressione possa risiedere nel microbioma, il quale sembra abbia un impatto su cervello ed emozioni. Si cita inoltre l'esistenza di studi sulla possibile correlazione tra il COVID-19 e la perturbazione del microbioma, che però presentano diversi limiti. Il metodo proposto dagli autori comprende alcune abitudini, come esercizio fisico, sonno e riduzione dello stress, l'uso di probiotici per il riequilibrio del microbioma, e una dieta sana con frutta e verdura, le quali contengono fibre, vitamine, minerali e sono ricche di polifenoli. «Questi fattori nutrizionali sembra siano associati a minori tassi di depressione, probabilmente a causa delle loro proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive e prebiotiche» si sottolinea. Da notare anche che, come riportato in studi sul microbioma nei pazienti con COVID-19, l'uso di probiotici può ridurre la probabilità di colonizzazione dell'intestino da parte di patogeni opportunisti.

Fonte: Doctor33

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