Covid-19, l'efficacia dei vaccini

12 gennaio 2022
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Covid-19, l'efficacia dei vaccini



Espansione della vaccinazione tra i gruppi di età, pur mantenendo interventi non farmacologici


La continua trasmissione di COVID-19 in popolazioni altamente vaccinate sottolinea la necessità di un'espansione della vaccinazione tra i gruppi di età, pur mantenendo interventi non farmacologici, come l'uso di mascherine.

Questo è quanto concludono, in un articolo pubblicato su Science, Ravindra Gupta, del Cambridge Institute of Therapeutic Immunology and Infectious Disease (CITIID), della University of Cambridge e dell'Africa Health Research Institute, KwaZulu-Natal, Sud africa, ed Eric Topol, della Scripps Research, La Jolla, California, discutendo dell'efficacia del vaccino contro COVID-19 nel contesto delle infezioni nei vaccinati e delle nuove varianti emergenti.

I ricercatori sottolineano che nessun vaccino protegge da tutte le infezioni, e che pochissimi raggiungono un livello di protezione così elevato come quello degli attuali vaccini a RNA messaggero (mRNA) a due dosi sviluppati per combattere SARS-CoV-2. In ampi studi clinici, tra i più grandi mai condotti, è stato scoperto che i vaccini a mRNA per il COVID-19 suscitano elevati livelli di protezione contro la malattia sintomatica. Tuttavia, la continua ricerca ha dimostrato che questa protezione diminuisce nel tempo, in particolare negli individui più anziani e negli immunocompromessi. Più di recente, e in risposta all'aumento delle infezioni vaccinali e alla prevalenza di nuove varianti di SARS-CoV-2, la ricerca ha suggerito che una terza dose di richiamo possa ripristinare l'efficacia della vaccinazione a oltre il 90%.

Gupta e Topol esaminano i recenti studi sulle infezioni nei vaccinati contro COVID-19, e l'efficacia delle dosi di richiamo nella protezione dalle varianti di SARS-CoV-2, come Delta. Gli esperti affermano che, anche se i booster sono importanti, e questa loro importanza potrebbe rimanere tale a lungo, gli interventi non farmacologici, come l'uso di mascherine e il distanziamento sociale, non solo aiutano a ridurre i casi di COVID-19, ma limitano anche la possibilità che possano emergere nuove varianti in grado di sfuggire all'immunità. Secondo gli autori dovrebbero anche essere approfondite le indagini sui preparati di vaccini intranasali come mezzo per prevenire l'infezione nei vaccinati, lo sviluppo di vaccini pan-sarbecovirus e i potenziali farmaci antivirali utili per limitare la trasmissione.

Fonte: Doctor33

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